Attentato contro Berlusconi. hit, golpeado, punched, struck, attacked, överfallen, blessè. Ma Lui è miracolato!


berlusconi-ferito-tg3-324Attacco codardo di un cittadino italiano ad un altro cittadino italiano. Dicendo solamente ciò non ci sarebbe notizia; la storia finirebbe qui, nulla di nuovo o di originale. Tuttavia si sta parlando del primo ministro del governo italiano, uno tra gli uomini più discussi dell’ultimo ventennio, Silvio Berlusconi. Dopo una giornata di comizi propagandistici in Piazza Duomo a Milano, tra discussioni accese sul palco e applausi di consenso, lui il protagonista esce di scena scivolando come un dio tra la folla in festa. Sembra di essere alla fine della prima di un nuovo film, in cui l’attore principale dopo aver assistito alla proiezione saluta i suoi fans. Qui invece c’è Lui il Premier che dopo aver combattuto la sua battaglia politica per rinfoltire le linee di trincea, cioè incoraggiare il tesseramento al suo partito, si allontana trionfante dalle luci della ribalta tra applausi e autografi, con lo stile da gran divo. Tutto sembra filar liscio, ma ecco improvvisamente il colpo di scena…piove ferro! Meteorologi di tutto il mondo non si aspettavano di certo un evento cosi eccezionale. Correnti calde ed improvviso freddo hanno modellato le gocce di pioggia con una bizzarra ma appropriata forma, quella del simbolo di Milano, il Duomo.

La notizia del Premier colpito da un souvenir del Duomo ha fatto il giro del mondo in pochissimi secondi. I fatti sono stati svelati e ampiamente farciti con dichiarazioni, commenti, interviste e telefonate ai fedelissimi di Berlusconi, che rimane in osservazione al San Raffaele di Milano. L’attacco di violenza viene da Massimo Tartaglia, un uomo di 42 anni milanese, innocuo e politicamente schierato ma non attivista, ingegnere elettronico, grafico nella società del padre. Un tipo apparentemente normale ma con dei lievi disturbi mentali che lo hanno indotto a stare in cura da anni da una psicologa del Policlinico di Milano. Di lui si parlerà molto nei prossimi giorni, informazioni da vicini di casa, parenti e amici inonderanno tutti i programmi tv, Emilio Fede in primis.

Le istituzioni italiane con i suoi rappresentanti hanno univocamente bandito la violenza dalla politica e si sono schierati dalla parte della persona. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è stato chiaro e fermo: “Esprimo la più ferma condanna del grave e inconsulto gesto di aggressione nei confronti del Presidente del Consiglio – dice – al quale va la mia personale solidarietà”. Inoltre il capo dello Stato esprime “il più netto, rinnovato appello perché ogni contrasto politico e istituzionale sia ricondotto entro limiti di responsabile autocontrollo e di civile confronto, prevenendo e stroncando ogni impulso e spirale di violenza“. Sulla stessa falsariga il presidente della Camera Gianfranco Fini: “Si tratta di un gesto gravissimo di fronte al quale tutte le forze politiche hanno il dovere di manifestare una convinta condanna esprimendo solidarietà al presidente del Consiglio”. Fra i primi a commentare è stato Umberto Bossi: “Quello che hanno fatto a Berlusconi è un atto di terrorismo”. “Si sentiva un clima pesante da tempo – ha continuato il ministro delle Riforme – e quello che è accaduto oggi è un segnale preoccupante”. “Bisogna alzare la guardia – ha concluso – ci sono in giro troppe persone pronte a gesti delinquenziali. La Lega si mobilita e si prepara per combattere contro ogni rischio di terrorismo”. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, parla di “gesto inqualificabile”. “Quando si fanno le manifestazioni non per un partito ma contro una persona e si incita all’odio questo è il risultato. Questo è il frutto della politica dell’odio”. dice il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. “Siamo sull’orlo del baratro – ha aggiunto – quando si consente che si odi e che si criminalizzi una persona, passare dalle parole ai fatti il passo è breve”. “La violenza anche in politica è intollerabile e lo è tanto di più quando sono in corso manifestazioni pacifiche. Berlusconi ha la nostra solidarietà senza se e senza ma”. Lo ha detto il leader Udc, Pier Ferdinando Casini.berlusconi

Si è d’accordo con la maggior parte della nostra classe politica sul colpevolizzare l’ignobile atto appartenente alla spirale di violenza, che contraddistingue la politica italiana degli ultimi anni; è solo un ultimo atto barbarico a cui siamo stati spettatori. Tuttavia si vuole far notare come atti e parole spesso siamo inequivocabilmente aggressive ed inducano alla guerra verbale tra le parti politiche. Nel linguaggio di guerra politico si attacca, si vince la battaglia, non ci si arrende e non si fa Caporetto mai! Chiaro esempio viene da Repubblica: “Napolitano: “Fermare spirale di violenza, Fini condanna e attacca Di Pietro”. Un interessante ‘No alla violenza’.

Dalla stampa estera viene un diverso atteggiamento: colpevolizzare la violenza sulla persona, che però in questo caso è un gigione-istigatore. Molte dichiarazioni sono simili a quella di Antonio Di Pietro che dichiara:  “Io non voglio che ci si mai violenza, ma Berlusconi con i suoi comportamenti e il suo menefreghismo istiga alla violenza”. Cosi da le figarò si legge che il premier è stato ‘leggermente colpito’, o el mundo riportando con chiarezza l’informazione sottolinea come sia inopportuno gridare alla ‘cospirazione’ e al ‘complotto’. Se cosi fosse si potrebbe sicuramente dire che chiunque sia non è ben organizzato: è dal 2005 che ci provano, prima con un cavalletto ed ora con la statuina del Duomo. A tal proposito darsi del miracolato, è un po’ eccessivo. I danni al volto sono di tipo estetico: naso e due denti, c’è stata una perdita di sangue copiosa ma nulla di grave, 15-20 giorni di ospedale e sarà fuori. Pronto ad entrare di nuovo al suo centro estetico preferito per una messa a punto.

di Francesca Ranazzi

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