Lady GaGa A BLACKPOOL
Consacrata dalla regina la performance di Lady GaGa alla Royal Variety Performance.
Niente reggiseni incendiari, parrucche improbabili e body iper-attillati per la nostra beniamina, questa volta.
Già, perché lo scorso 7 dicembre, alla Royal Variety Performance, lo spettacolo annuale che dal 1955 chiama ad esibirsi per l’aristocrazia britannica i cantanti più in vista nella scena musicale del momento, c’era persino lei, Angelina Germanotta, in arte Lady GaGa.
La cantante ha eseguito un brano tratto dalla sua ultima raccolta, “The Fame – Monster”, un ringraziamento al padre per averla aiutata ad uscire dal tunnel della cocaina.
“Buonasera, Blackpool – ha esordito l’artista americana – fatemi sentire il tintinnio dei vostri gioielli! Questa notte mio padre è qui ed ho scritto questa canzone per lui. Si chiama “Speechless”.
E se la pedissequa citazione dell’invito rivolto alla platea da John Lennon nel 1963 non si è rivelata molto originale, non altrettanto si può dire della performance.
Arrampicata su un pianoforte sospeso in aria ad un altezza inverosimile da mastodontiche gambe che ricordavano vagamente lo stile di Dalì, GaGa ha saputo sorprendere il pubblico con uno show più casto del solito, ma senza rinunciare a quell’eccentricità di cui ha fatto la sua cifra portante.
Intervistata, la cantante aveva dichiarato che avrebbe voluto riproporre l’ormai collaudata scena del suicidio, che aveva mandato in delirio la folla agli Mtv Video Music Awards tenutisi a New York lo scorso settembre, ma di essere stata invitata dai collaboratori della regina a moderare i toni dell’esibizione.
Ma Germanotta non se ne è risentita, anzi, ha dichiarato che, nel rispetto di “Her Majesty”, non le sarebbe costato affatto rendere la sua performance più castigata e conforme all’etichetta: “Sono una grande fan della regina – ha dichiarato - e spero che il mio spettacolo le sia piaciuto.”
Al termine della soirée, la regina ha voluto porgere i propri saluti a ciascuno degli artisti che vi avevano preso parte. E qui viene il bello.
Procediamo con ordine.
La regina arriva in una lunga macchina bordeaux. Le telecamere della CNN entrano in azione. Sua Altezza Reale scende dal veicolo, seguita dal principe Filippo. Flash dei fotografi. Grande trepidazione degli artisti.
Dopo i saluti ad una serie di gruppi britannici, è il momento di Miley Cyrus, la teen-idol americana. Elisabetta sorride. “Sei molto graziosa, Miley”, riusciamo a sentire. Poi è la volta di Whoopi Goldberg e Mika. Segue un compassato Michael Bublé. La sovrana esprime qualcosa di simile all’entusiasmo. Risate.
E poi c’è lei, Gaga. Molte altre colleghe si sono cambiate d’abito prima di comparire al cospetto della regina. Ma lei no. Ha deciso che conserverà lo stesso indossato durante la performance. La sua mise è più che mai casta: un vestito rosso a collo alto con braccia e spalle gonfie.
Piccolo particolare: è in lattice. Ma per attenersi al severo monito a non apparire “eccessiva” e non offendere la sensibilità della regina, che della sua gloriosa “predecessora” porta il nome, Germanotta ha pensato bene di togliere di mezzo il collare che ricorda le gorgiere indossate da Elisabetta I nei suoi numerosi ritratti.
Unico vezzo: il trucco. Mentre GaGa sorride alla sovrana, i suoi occhi rosso-glitterati fiammeggiano. “Lady GaGa”, sussurra l’assistente nell’orecchio di Elisabetta. Lei le porge la mano, la popstar si inchina profondamente, forse troppo profondamente rispetto a quanto previsto dall’etichetta. Ma che importa? In fin dei conti, viva la spontaneità! Non sembrava di vedere la GaGa mangiauomini a cui ci ha abituato con i video e gli spettacoli al limite della pornografia, ma una bambina ammirata e intimidita di una tenerezza disarmante.
Per un momento la regina distoglie lo sguardo, forse imbarazzata. Poi torna a chiedere qualcosa alla cantante. “I was excited”, sono le uniche parole dell’artista che riusciamo a percepire. E sul breve colloquio con la regina GaGa ha voluto mantenere il massimo riserbo.
Ma quel che conta è che alla fine Elisabetta ha sorriso persino a lei.
E’ stata una mossa intelligente, quella della sovrana inglese. In un Paese dove gran parte dell’aristocrazia è ancora bigotta e sprezzante verso qualsiasi manifestazione della cultura d’oltreoceano, invitare una popstar americana alla cerimonia di Blackpool e porgerle il proprio saluto significa offrire un esempio di apertura verso la cultura “yankee” e, per quanto attenuati, verso l’eccesso e l’esuberanza estrosa.
E poi chi ci dice che, nel chiuso delle sue stanze, la regina non si diletti a ballare per il suo consorte Poker Face in body di lattice?
di Giovanni Di Felice

Author: Redazione (935 Articles)