Obama. Nobel per la Pace contro gli attentati
L’assegnazione dei premi Nobel conta quest’anno un testimone d’eccezione:il Presidente degli Stati Uniti Obama Barack.
Il Nobel per la pace, come da previsione e non senza critiche da parte del comitato norvegese, è stato infatti assegnato al presidente Obama in virtù del suo impegno rivolto al consolidamento di scenari di pace internazionali.
Una posizione non facile quella del leader americano che, proprio all’inizio di dicembre, ha autorizzato l’invio di 30.000 unità dell’esercito statunitense in territorio afghano.
Una decisione che faceva storcere il naso anzitempo a diversi componenti della giuria norvegese e che scatenava l’indignazione di parecchi addetti ai lavori che giudicavano troppo “prematura” l’assegnazione del Nobel per la pace a Obama.
Il presidente,dal canto suo, dichiarava subito ai mass-media di essere onorato per il conferimento di un encomio così importante come il Nobel per la pace. Un premio che è stato conferito,in passato, a Martin Luther King e Nelson Mandela: due personaggi di grande rilievo nella storia degli Stati Uniti e che,in particolare, hanno fatto molto in favore del progresso e dell’emancipazione della comunità afro-americana.
Il discorso di Obama nel corso della cerimonia di assegnazione del Nobel per la pace si è tenuto il 10 dicembre a Oslo e, nel corso della mezz’ora concessa dalla giuria al leader per esprimere il proprio ringraziamento, non sono mancati momenti di grande emozione.
“Senza il suo esempio e senza la generosità del suo cuore oggi non sarei qui” ha esordito Obama riferendosi alla madre cui ha dedicato il prestigioso riconoscimento.
Il presidente ha poi ricordato ai presenti l’importanza che il Nobel ha avuto,nei decenni passati, per consolidare l’autorevolezza di figure carismatiche come Nelson Mandela (vincitore del nobel nel 1993 per l’impegno contro l’apartheid in Sudafrica),Madre Teresa di Calcutta e soprattutto Martin Luther King (nel 1964).
Le parole di Obama riguardo a quest’ultimo sono state parecchio significative.
In esse si può riconoscere il debito avvertito da Obama nei confronti dell’illustre predecessore e il riconoscimento,quasi mezzo secolo dopo l’impegno di King per costruire nuovi scenari di pace e tolleranza, dell’enorme contributo dato dal reverendo King alla pace nel mondo.
“Quando Martin Luther King ricevette il premio nel ‘64”, ha dichiarato con convinzione Obama nel momento più emozionante del suo discorso “ non era ancora chiaro quale strada il movimento dei diritti civili avrebbe preso. Grazie al vostro riconoscimento la sua statura fu elevata di colpo negli Usa e nel mondo”.
Un esempio dunque, quello del reverendo King, che a quasi mezzo secolo di distanza torna prepotentemente a farsi sentire grazie alle parole del nuovo presidente Usa. Adesso saranno i fatti a stabilire se il celebre “I have a dream”,pronunciato dal Reverendo King a Washington nel ’63 potrà concretizzarsi in un “Yes We Can!” grazie all’operato di Obama Barack alla vigilia dell’ormai prossimo nuovo decennio.
di Aldo Pasquale Serreti

Author: Redazione (935 Articles)