Maurizio Costanzo Show. Stop dopo 25 anni


01_01_2010_FOCUS_MCS_CALA_IL_SIPARIO.CRISAFULLI.jpgIncredibile ma vero, dopo ben 25 anni di attività il Maurizio Costanzo Show chiude i battenti o meglio, cala il sipario. Lo stesso aperto da anni su storie, fatti di vita quotidiana, politica, cultura e spettacolo. Per molti la seconda serata non sarà più la stessa, si chiude uno show che ha fatto storia e con esso un’epoca della Tv italiana.

Costanzo sperimenta per la prima volta nel 1976 con Bontà loro su Rai Uno il talk-show all’americana (sulla scia di Johnny Carson e David Latterman). La formula prevede un presentatore che intervista un ospite su argomenti di varia natura, dall’ambito pubblico a quello privato. Seguono poi sempre in Rai: Acquario, Grand’Italia e Fascination.

E’ il 14 settembre del 1982, quando alle 21.30 compare per la prima volta su Rete 4 il Maurizio Costanzo show, in principio con cadenza settimanale, passa nel ‘86 a Canale 5 diventando appuntamento giornaliero. Ospiti di quella prima serata furono Paolo Villaggio, Paola Borboni e Roberto Coatti in arte Eva Robins. Scritto con la collaborazione di Alberto Silvestri, registrato al Teatro Sistina prima e al Parioli poi, il Costanzo Show rispetta in ogni puntata una sorta di rituale: apertura sipario, inchino del conduttore e di Bracardi, presentazione ospiti, convenevoli, lunghi dibattiti e infine chiusura sipario. Negli anni il celebre frac bianco del maestro Bracardi e i suoi stacchi al pianoforte hanno lasciato posto a Demo Morselli e alla sua band. Ma la formula non è mai cambiata. In più di 4 mila puntate, 4391 per l’esattezza, 33 mila ospiti tra personaggi illustri e perfetti sconosciuti si sono alternati sul palco, dando vita a scontri e incontri di ogni natura, ai quali ha assistito il pubblico in sala in rappresentanza della gente comune.

Con questo show Costanzo ha rotto con le tradizioni televisive dell’epoca. Niente più quiz alla Mike Bongiorno, ma un nuovo modo di raccontare attraverso fatti di vita quotidiana l’Italia che cambia, con la sua storia, la sua politica e le sue tradizioni. Artisti, politici di ogni schieramento, cardinali, giornalisti, sensitive, grandi star, tutti, chi più chi meno, si sono seduti sulle poltroncine rosse del Parioli. Costanzo ha saputo creare il giusto mix, trovando spazio per tutto. Dallo scontro all’intrattenimento, dai dibattiti all’attualità, per dare voce alla gente comune e ad “affamati” in cerca di successo. Tra i tanti volti divenuti noti grazie al suo salotto televisivo: Vittorio Sgarbi, il filosofo prof. Zecchi, Enzo Iacchetti, Giobbe Covatta, Platinette, Luca Laurenti, Ricky Memphis e Raffaele Morelli.

Tra informazione, politica, arte e risate non è mai stato trascurato l’aspetto sociale dedicato alla denuncia di ingiustizie, a minoranze discriminate, a vittime di criminali, a barboni, a perseguitati di mafia e pentiti.

Tra le puntate memorabili del M.C.S. quella del 1991 in onore di Libero Grassi, l’imprenditore ucciso dalla mafia, realizzata in  collaborazione con Samarcanda di Michele Santoro. Celebri anche gli interventi di Carmelo Bene, le interviste ad Anna Maria Franzoni, le serate dedicate ai leader politici, gli “Uno contro Tutti”. Sono state fatte anche alcune puntate internazionali al Madison Square Garden di New York e al Teatro Ostankino di Mosca. Senza contare le rubriche speciali “Esame di coscienza”, “Processo a un’idea” ed  “Elettorando” nel corso delle campagne elettorali. Lasciata a Vespa la connotazione strettamente politica, senza abbandonarla del tutto, nelle ultime edizioni Costanzo aveva creato spazi a tema, come Raccontando, con la collaborazione di alcuni giornalisti, Parlando dedicato al confronto dei giovani con esperti su vari argomenti e Comicando, in cui comici e cabarettisti si sono alternati con gag per intrattenere il pubblico.

Negli ultimi tempi la programmazione è cambiata, i contenuti sono un po’ mutati rispetto all’inizio, ma il M.C.S. ha continuato ad avere una formula vincente. Nonostante questo, il suo padrino e fondatore ha deciso di calare il sipario e stavolta definitivamente. Costanzo torna da “Mamma Rai”, laddove la sua carriera è cominciata. Per qualche mese – ha detto – starà dietro le quinte come autore, poi si vedrà. Una nuova avventura, dunque per il giornalista che ama le sfide e che non ha avuto problemi ad ammettere che per ogni puntata sarà pagato la modica cifra di 30 mila euro circa, “lordi” – chiarisce – per lui e la redazione. Bontà loro.

di Lorena Crisafulli

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