Heroes


heroesTrasmesso per la prima volta negli USA il 25 settembre del 2006 sul canale NBC, “Heroes” ha subito riscosso con la sua prima serie (la quarta è iniziata negli Stati Uniti il 21 settembre scorso) grandissimo successo, tanto da diventare in poche settimane un vero e proprio telefilm di culto con tanto di gadget di ogni tipo (collanine, spille, tazze con il simbolo della fiction -- un’elica che ricorda il DNA -- e le immancabili miniature dei protagonisti) e schiere di fan entusiasti e accaniti in tutto il mondo. Nonostante il tema abbastanza inflazionato –  e cioè quello dei supereroi – “Heroes” è stato infatti premiato per l’originale, avvincente e coinvolgente trama e per i suoi tanti personaggi (tra i principali la famiglia Petrelli composta da Peter, Nathan e Angela, la cheerleader Claire Bennet e suo padre Noah, il poliziotto Matt Parkman, i giapponesi Hiro Nakamura e Ando Masahashi e ancora il cattivissimo Sylar, il genetista Mohinder Suresh e la bella Tracy Strauss) studiatissimi fin nei minimi dettagli e super-amati, è il caso di dirlo così, dagli estimatori della serie.

In breve “Heroes” narra di come molti individui, sparsi per il pianeta e più o meno consapevoli, siano dotati (a causa di una progressione del DNA dovuta alla selezione naturale) di eccezionali abilità, ovvero di superpoteri. Individui che di stagione in stagione si scopriranno sempre più collegati fra di loro e che decideranno se usare le loro incredibili capacità per fare del bene o al contrario a proprio vantaggio a scapito, addirittura, della fine del mondo stesso. Perché in realtà tutti, a loro insaputa, sono da tempo nelle mire di un’entità misteriosa che trama alle loro spalle: per questo gli “heroes” sono destinati inevitabilmente a incontrarsi e a collaborare.

“Heroes” è una serie tv altamente sofisticata (e nel corso degli anni anche super premiata), con un cast di livello (Milo Ventimiglia, Hayden Panettiere, Jack Coleman, Adrian Pasdar per citare i più famosi) e una trama talmente ricca di situazioni e personaggi da risultare talvolta anche difficile da seguire, ma proprio per questo mai banale e sempre appassionante. Tantissime le simbologie presenti nella serie tv, così come le citazioni letterarie e cinematografiche, i camei, le curiosità, le guest star presenti nelle varie puntate, i riferimenti a fumetti famosi e soprattutto i tantissimi misteri (e ogni tanto anche qualche errore) che i seguaci della serie si accaniscono di episodio in episodio a voler scoprire e poi commentare sui tanti blog dedicati alla fiction americana.

Tuttavia c’è anche da dire che “Heroes” ha subito nel corso del tempo un certo calo di audience o, più banalmente, di gradimento. Nella sua seconda stagione (ma anche la quarta a dire il vero è abbastanza deludente) ci mise lo zampino lo sciopero degli sceneggiatori che causò una semi-brusca interruzione del telefilm, ridotto a soli 11 episodi invece dei 24 previsti: troppo pochi per soddisfare la sete di superpoteri dei fan più accaniti. E anche l’apertura della terza stagione non è stata all’altezza delle aspettative. Nonostante la NBC avesse infatti organizzato addirittura un “Heroes World Tour” (partito il 27 agosto del 2007) per promuovere la serie anche nei Paesi in cui non era ancora andata in onda e nonostante una “serata evento” di presentazione che ha preceduto il debutto del primo episodio della terza stagione in tv, gli ascolti non si sono rivelati all’altezza del boom ottenuto con la prima serie.

C’è chi dice che Heroes è comunque un telefilm di nicchia e che dunque è impossibile che venga digerito in toto dalle masse. Se da una parte questo è abbastanza vero dall’altra è impossibile negare che la produzione sia rimasta, nel corso del tempo, un po’ a corto di idee. La domanda rimane dunque oggi una sola: ce la faranno i nostri eroi a risollevare le sorti di questa amatissima serie tv?

Ai comuni mortali l’ardua sentenza.

di Luisa Scarlata

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