Sindrome da Antagonista. Ma i cattivi si somigliano tutti?
Ripensate ai cartoon che avete visto nel corso della vostra infanzia o quelli che ancora oggi passano sugli schermi televisivi o cinematografici.
Cosa accomuna la Strega Cattiva, Capitan Uncino, Gargamella, Mangiafuoco? La cattiveria direte voi. Ebbene si, prestando maggiore attenzione alle immagini, però, vi accorgerete che hanno in comune anche i tratti del disegno.
L’arco delle sopracciglia, la piega della bocca, la forma del viso, delineano la loro indole caratteriale.
Il carattere dei personaggi fantastici si basa sulla fisiognomica, teoria per cui la personalità e il carattere sono percepibili dall’aspetto esteriore.
Nella tv per ragazzi l’immagine prevale sulla parola, senza audio le storie sono comunque comprensibili, è quindi fondamentale la gestualità dei personaggi.
I volti dei protagonisti dei cartoni animati possono essere catalogati in poco più di una decina di tipi e vengono utilizzati a seconda dei ruoli comportamentali.
Collera, ira, bontà, la dolcezza, invidia sono atteggiamenti definiti dai segni grafici riconoscibili anche dai più piccoli.
Questo, soprattutto per i bambini, semplifica la comprensione di dinamiche di interazione che sarebbe difficile acquisire attraverso i dialoghi.
Per secoli le fiabe sono state, insieme alle leggende e alle storie, parti essenziali delle singole realtà culturali e si propongono ancora oggi come diari di lettura dell’esistenza attraverso la presenza in esse di miti, valori, simboli e modelli di comportamento. Aiutano i bambini ad affrontare i problemi della crescita e dell’integrazione della loro personalità.
Gli spazi televisivi dedicati ai più piccoli, nel tempo, si evolvono e cambiano la loro struttura, ma in un cartoon o programma dedicato ai bambini ci sarà sempre una distinzione netta tra bene e male.
I tratti somatici definiscono il fine di ogni azione, basta un’intuizione visiva per capire se siamo di fronte ad un losco individuo o un animo gentile.
In casa Disney, il cattivo di turno, avrà sempre sopracciglia arcuate, tratti spigolosi e labbra strette, il recente Uomo Ombra de “La principessa e il ranocchio” sembra fratello gemello di Jafar, antagonista del giovane Aladin.
Concetti e sfere valoriali che passano sempre attraverso il disegno e le espressioni del volto.
Rimasta punto di riferimento per i cartoon, la fisiognomica ha vissuto tempi d’oro nel corso del XVI secolo, molti scrittori inglesi si ispirarono ad essa per la descrizione dei personaggi nei loro romanzi.
Tra i massimi studiosi di questa pseudoscienza, Cesare Lombroso, che nel 1876 catalogò i tratti somatici dei delinquenti, definendo un sistema di causa effetto tra grandezza del cranio, lineamenti del viso e comportamento umano.
Capitava di finire in galera per un naso adunco ereditato da chissà quale lontano parente.
Teorie che naturalmente si rivelarono senza alcun fondamento scientifico, ma che vigono ancora nel magico mondo dei cartoon.
di Chiara Pascali

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