Batman contro Joker: “il Caos, è equo…”


joker dark night

Se introduci un po’ di anarchia, se stravolgi

 l’ordine prestabilito, tutto diventa improvvisamente caos.

 Sono un agente del caos, ma sai qual è il bello del caos?  Il caos è equo

 Joker, “Il Cavaliere Oscuro” (Christopher Nolan, 2008).

 

Nel 1216, poco prima della sua morte, papa Innocenzo III designò il colore nero alle cerimonie dei servizi funebri. “Che il nero venga usato con i propri indumenti nei giorni di afflizione e astinenza, per i propri peccati e per i propri defunti”, scrisse nel testo di una sua orazione. “E venga abbinato al colore viola, anch’esso luce della morte e delle tenebre”.

Circa un secolo e mezzo dopo, nel 1395, il Re di Armenia Leone di Lusignano, anch’egli sul punto di morire, consigliò che al suo funerale si vestissero tutti di bianco: “Che sia il colore della fede, il colore dell’immortalità, il colore della resurrezione”.

Il nero come colore della morte si incontra con il bianco, per due tradizioni che si incrociano nel punto dove l’uno è il contrario dell’altro. Nell’antichità, non a caso, gli egizi auspicavano il nero come “indole della vita, colore che anticipa la nascita”, e le donne incinte protette dalle grazie dei faraoni venivano infatti vestite di nero.

Non c’è confusione tra le due fedi, tra i due modi di vedere la vita e la morte. C’è bensì sinergia, amore, rispetto, collaborazione: nero e bianco sono la coppia di antagonismo del Bene e del Male più conosciuta dall’immaginario collettivo, quella più “afflitta” da interpretazioni caotiche.

Che colpo di genio allora per Jerry Robinson, Bill Finger e Bob Kane, i disegnatori della DC Comics che nel 1940, in occasione dell’uscita del numero 1 del fumetto di Batman, crearono quel personaggio pieno di colori, follia e tracce di morte che è il Joker. Potete osservarlo nella vignetta che segue, il primo Joker della storia di Batman.

 

joker 1940 fumetto batman

 

 

Vestito di viola, “luce della morte e delle tenebre” cui Innocenzo III faceva riferimento, truccato di bianco in volto, “il colore della resurrezione”, l’amico della morte.

Contro di lui combatte Batman: prima l’uomo pipistrello, per connotare la sua vita notturna ed il suo muoversi nei cieli, poi cavaliere oscuro, in nome del paladino nero che lotta contro il crimine. A 70 anni dal loro incontro, Batman e Joker sono ancora oggi la coppia di antagonisti per antonomasia. Nessun eroe dei fumetti, del cinema o della letteratura può vantarsi di avere un nemico “degno di lui” come può fare Batman. Perché questa sintonia? Perché Batman e il Joker sembrano essere l’uno nato apposta per l’altro?

Batman DC Comics fumetto

Prima di tutto perché, come la grande tradizione esoterica vuole, essi esprimono al meglio la lotta tra il Bene e il Male nei colori del Bianco e del Nero. Solo che, chi non lo ha notato?, le due connotazioni nel caso dei protagonisti della DC Comics sono inverse. Il Buono è Nero, il Cattivo è Bianco. L’uno è il contrario dell’altro, ma a calzino ribaltato.

Batman e Joker sono senza dubbio la coppia di eroe / antagonista che meglio esprime il Novecento che la ospita, il secolo del boom sensoriale, del tutto è possibile, dei piedi per terra.

Batman è Bruce Wayne, il personaggio famoso, l’Americano capitalista che ha nella tecnologia, nell’ordine, nel programma il suo punto di combattimento. Joker è un criminale sconosciuto, senza volto, che ha nelle vecchie armi (polvere da sparo e coltelli), nel disordine e nell’improvvisazione i suoi punti di forza. Batman è nero, calcolato, senza espressione. E’ eccesso di produzione. Joker è bianco, sregolato, espressivo ai massimi termini. E’ eccesso di consumi. In questo si completano, in questo sono l’uno il mister Hyde dell’altro.

 

Batman è nero, perché è nato dalla sovversione, dalla morte. Bruce Wayne diventa Batman dopo che i suoi genitori sono stati uccisi brutalmente da un criminale all’uscita di un cinema. Joker, a suo stesso dire, esiste in quanto “risultato di questa società”.

Il Joker odia l’ordine delle cose, è a suo modo un futurista, un distruttore e acerrimo nemico dell’ars umana. Per questo, chiedetelo al genio di Tim Burton, quando il Joker, interpretato da Jack Nicholson nel film del 1989, entra nel Flugelheim Museum per sconsacrare tutte le opere d’arte tranne quella di Francis Bacon. Un pittore straccione, anti manierista, nato in una clinica di pazzi, amato – giustamente – da uno psicopatico.

Per molto ancora sentiremo parlare di Batman e del Joker, forse due dei più rappresentativi personaggi della cultura moderna. Ne vedremo delle attualizzazioni (come lo stupendo film di Christopher Nolan), delle rivisitazioni, delle interpretazioni. Ma saranno sempre loro: il Bianco e il Nero che c’incrociano, ballano insieme, si sputano addosso prima di prendersi a pugni. Per poi darsi la mano. E indovinate un po’ chi ride per ultimo? “Sbalordito il Diavolo rimase” scriveva John Milton, “quando comprese quanto osceno fosse il bene e vide la virtù nello splendore delle sue forme sinuose.

 

 

joker heath ledger

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

di Alessio Di Lella

 

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