No B Day, il tam tam del popolo viola


no-b-dayUn network di protesta, Noberlusconiday.org. Un colore, il viola. Uno slogan, No B Day. Il tam tam in rete. E un obiettivo chiarissimo: Berlusconi a casa. La manifestazione antiberlusconiana nata nella Rete si colora di toni trionfalistici e viene già salutata da molti come l’evento che sigla la fine della Seconda Repubblica. Quella nata negli anni di Tangentopoli e adesso sulla via del tramonto, con una Costituzione sotto attacco e lo spinoso problema di un premier che si sottrae alla giustizia. A ottobre su Facebook viene lanciato il manifesto: “non ci interessano le conseguenze delle dimissioni di Berlusconi  l’importante è che si dimetta subito”. Nessun apparato organizzativo di partiti o sindacati. Solo tanto livore “spontaneo” che grazie al social network più in voga del momento prende una forma e persino una direzione. Anzi, tante direzioni: non solo Roma sarà teatro della rivolta viola, ma anche Berlino, Parigi, Londra, Madrid. Barcellona, Amsterdam, Dublino, Vienna. San Francisco, Montreal, Sacramento. E Sidney, che per fuso orario è la città fortunata idonea a dare il via alle danze e accendere la protesta. Gli appuntamenti del No B Day invitano a sincronizzare gli orologi e a spiegare le mappe per seguire i tanti percorsi dei cortei sparsi nei quattro cantoni del mondo.

Berlusconi costituisce una gravissima anomalia nel quadro delle democrazie occidentali- si legge nel testo dell’appello – Non possiamo più rimanere inerti di fronte alle iniziative di un uomo che tiene il Paese in ostaggio da oltre 15 anni e la cui concezione proprietaria dello Stato lo rende ostile verso ogni forma di libera espressione come testimoniano gli attacchi selvaggi alla stampa libera, alla satira, alla Rete degli ultimi mesi. Deve dimettersi e difendersi, come ogni cittadino, davanti ai Tribunali della Repubblica per le accuse che gli vengono rivolte». Il movimento di protesta si colora di nuovo perchè parte dal basso, è spontaneo, e sposa le nuove tecnologie. Ci pensa Vittorio Zambardino a coniare per Facebook una definizione promettente: tecnologia abilitante. “La pagina Facebook, che non è stata pagata e non richiede gestione tecnologica, non è uno sfogatoio, ma un modello di organizzazione. Sulla banda laterale sinistra ci sono i contatti, sotto forma di link, a 103 “pagine” locali che a loro volta raccolgono adesioni e organizzano i pullman per la manifestazione….”.

Tecnologia abilitante, già. Che permette alla rabbia del popolo di farsi efficace. La manifestazione, convocata per il 5 dicembre, riesce, è persino definita epocale.

La Rai decide di non trasmettere la diretta, ed è subito protesta. L’onore della cronaca è consegnato a Rainews24, ma già poche ore dopo l’inizio della manifestazione su You Tube è possibile reperire spezzoni di filmati, interviste, dichiarazioni dei manifestanti che riescono ad essere rabbiosi e allegri nello stesso tempo.

Lo scontento è acuto, ma c’è sempre spazio per la goliardia, in fondo tantissimi sono i giovanissimi che portano nei cortei la vivacità dei vent’anni.

“Too much viagra drives you crazy”, tanto per citare uno dei tanti slogan irriverenti. (Tradotto: troppo Viagra fa impazzire). L’immagine ufficiale dell’evento è un Berlusconi versione Joker da far invidia a Tim Burton. Mentre Veronica Lario è quasi un’icona da beatificare a suon di frasi irriverenti dirette all’ex consorte.

In questo tripudio di sarcasmo e baldanza giovanile arrivano anche i momenti tesi, se non drammatici. Come quando Il fratello di Paolo Borsellino, Salvatore,  prende la parola per dire che è lì perché la mafia deve essere cacciata fuori dallo Stato, fuori dalle istituzioni. Perché Berlusconi deve farsi processare.

Quello della giustizia è un tema caldissimo. E Di Pietro se ne fa strenuo portavoce. Da Piazza della Repubblica a Piazza San Giovanni, in mezzo, tutto il mondo, è lì a rivendicare una legge sul conflitto di interessi, a inaugurare una nuova pagina politica. Scendono in  piazza anche artisti e intellettuali, ma stavolta non sono loro i protagonisti. Almeno, questo è quello che dichiarano, restituendo tutta l’attenzione ad una piazza da togliere il fiato, come non si era vista da 150 anni. Il popolo viola è diventato qualcosa di terribilmente attuale, e presente, non solo (ma anche) su Facebook dove la protesta continua.

di Elena Paparelli

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