IMMIGRAZIONE, SFRUTTAMENTO E MERCATO NERO IN SUD ITALIA
Secondo il Dossier Statistico Immigrazione stilato dalla Caritas-Migrantes del 2009 : “ Il 2008 è stato il primo anno in cui l’Italia, per incidenza degli stranieri residenti sul totale della popolazione, si è collocata al di sopra della media europea e, seppure ancora lontana dalla Germania e specialmente dalla Spagna (con incidenze rispettivamente dell’8,2% e dell’11,7%), ha superato la Gran Bretagna (6,3%).” Dei 38 milioni di cittadini stranieri nell’Unione Europea, oltre 4 milioni si trovano in Italia a cui si devono inoltre sommare le 440.000 persone in attesa di registrazione nelle anagrafi comunali.Continua il Dossier : “ A livello territoriale il Centro (25,1%) e il Meridione (12,8%) sono molto distanziati dal Nord quanto a numero di residenti stranieri (62,1%), così come il Lazio (11,6%) lo è dalla Lombardia (23,3%), tra l’altro preceduto, seppure di poco, dal Veneto (11,7%).” Al contrario di quanto viene solitamente percepito, gli sbarchi clandestini sono una parte minima del fenomeno migratorio rispetto ai nuovi flussi (10%), e alla popolazione insediata (1%). Nel 2008 sono stati registrati 37.000 sbarchi con quasi 18.000 rimpatriati, Il 50% dei quali chiedeva asilo e protezione umanitaria.
Unendo i dati del Sud a quelli delle Isole ( Meridione ) possiamo quindi affermare che circa il 13% dell’immigrazione è concentrata in quella parte d’Italia dove il business delle mafie non riguarda soltanto le classiche attività criminali come, ad esempio, lo sfruttamento della prostituzione, il commercio della droga e delle armi, ma si spinge ben oltre interessando settori “puliti”dell’economia nazionale.
Come è noto, in questi territori l’agricoltura è uno dei motori più influenti della crescita e dello sviluppo economico; secondo l’ultimo Censimento dell’Agricoltura ( 2000 ), la Campania, la Puglia, la Calabria e la Sicilia sono le quattro regioni a più alta densità di aziende agricole. Non potendoci addentrare all’interno della composizione dell’universo agricolo del Sud Italia ci muoveremo per supposizioni più o meno verosimili.
E’ verosimile pensare che il primo settore dell’economia regionale sia in qualche modo influenzato nella sua gestione dall’unico vero potere territoriale che, storicamente, proprio sul controllo delle terre e dei suoi frutti ha basato le fondamenta di un impero senza pari. Per spiegare quali sono dunque oggi i rapporti tra sfruttamento dell’immigrazione dobbiamo partire proprio da qui, dalle serre, dai pomodori, dagli agrumi, dalle vendemmie e dagli ulivi.
di Mattia Gangi

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