Centro Donna L. i. s. a.


donneIl Centro Donna L. i. s. a. nasce nel 1993 a seguito di un’esperienza politica condivisa tra le donne che oggi formano l’associazione. Dopo l’occupazione della sede nel 1997, l’associazione ha cominciato a lavorare costantemente e con impegno per risolvere i problemi relativi alla violenza sulle donne nel territorio romano. Grazie alla loro disponibilità e alla volontà di informare sull’operatività del centro, cercheremo di capire quali sono gli interventi possibili per contrastare il brutale fenomeno della violenza sulle donne, tipo di violenza diffusa e prettamente di genere.

Un’associazione di donne per le donne… cos’è il centro donnalisa?

Il Centro Donna L.I.S.A (Libertà- Internazionalismo– Soggettività- Autodeterminazione) è un luogo di incontro, di dibattito e di scambio tra diverse culture, esperienze e percorsi, creato da donne e offerto ad altre donne è gestito dall’associazione Donne in Genere.

Le finalità della nostra associazione si possono riassumere così:

- produrre e sviluppare il pensiero e l’azione sociale femminile a partire dalla differenza di genere;

- sviluppare una politica tesa alla difesa ed all’estensione dei diritti per una compiuta cittadinanza delle donne del Nord e del Sud del mondo;

- promuovere iniziative di comunicazione,  di solidarietà e di azione per prevenire e combattere la violenza fisica e psichica sulle donne;

- svolgere attività di ricerca,  elaborazione, documentazione del pensiero femminile.

Dove si trova questo centro?

A Roma, nel Municipio IV, per avere tutte le informazioni su come raggiungerci si può consultare il nostro sito www.centrodonnalisa.it

Quali sono le vostre principali attività?Centro Donna Lisa img

Prevenire e contrastare la violenza contro le donne. Chi, come noi,  lavora da anni a contatto con donne che subiscono direttamente, nel corpo e nella mente, le conseguenze della violenza maschile, sa che non esiste colore od etnia per gli uomini che questa violenza esercitano. Sa che solo una percentuale minoritaria di donne subisce violenza da sconosciuti e nei luoghi pubblici. La nostra esperienza, l’esperienza di tutti i centri antiviolenza conferma ciò, così come i dati degli studi delle organizzazioni internazionali  e degli istituti di ricerca nazionali e mondiali.

Le violenze, gli omicidi, più diffusi avvengono nelle case, nei luoghi privati, in “famiglia”. Gli autori sono uomini e non sono degli sconosciuti: parliamo soprattutto di mariti ed ex fidanzati; i carnefici non sono degli emarginati sociali, infatti hanno un lavoro, un titolo di studio, una buona situazione economica e sociale. Il problema è culturale e per risolverlo bisogna partire da qui.

Siamo in rete con le altre associazioni e case di donne che sul territorio nazionale si occupano di contrastare la violenza maschile contro le donne.

Le nostre attività:

- Sportello donna ascolta donna ascolto per le donne che subiscono maltrattamenti e violenze, stalking e molestie sul lavoro.

- Consulenza legale gratuita.

- Incontri nelle scuole sui temi della violenza, bullismo, cultura di genere.

-Ricerche, formazione di operatrici, collaborazione con i consultori del IV Municipio, sui temi della violenza di genere e la condizione della donna.

- Ginnastica posturale. Corsi di inglese e computer. Attività ludiche e di tempo libero per le donne (cucina multietnica, manifestazioni culturali, teatro, letture, musica).

Perchè è nata questa associazione e da chi è formata?

L’associazione Donne in Genere è nata come collettivo femminista nel 1993 da un’assemblea promossa nel IV Municipio in difesa delle legge 194 (in quel momento messa in discussione da un rappresentante del governo di Centrosinistra, Amato), da sempre il nostro obiettivo è stato quello di individuare nel territorio uno spazio abitato e agito da donne che desse visibilità alla loro soggettività politica. La nostra ambizione è stata e resta quella di riuscire ad intrecciare la contraddizione di classe e il conflitto di genere, tentando di  contribuire all’elaborazione (in progress) di un punto di vista di genere sul mondo.

Libertà femminile, autodeterminazione, denuncia e contrasto della cultura e del potere patriarcale hanno caratterizzato tutte le nostre attività che solo attraverso un’azione di “disobbedienza”, l’occupazione del Centro nel 1997, hanno potuto svilupparsi con maggiore incisività e visibilità.

Che tipo di donne si rivolgono al centro?

Donne di ogni età, ceto sociale, culturale, che si trovano in una situazione di temporaneo disagio a causa della violenza che subiscono, in massima parte ad opera di partner o ex partner. Così come non c’è un identikit dell’uomo violento, non c’è una tipologia di donne che subiscono violenza: la violenza è trasversale e non ha passaporti; non ci sono persone o ambienti sociali che risultano attraversati dalla violenza di genere più di altri; c’è invece un luogo che senza dubbio è quello in cui si registra il maggior numero di violenze di genere: la famiglia, come è emerso con evidenza dai dati Istat del 2007.

Secondo la vostra esperienza quale potrebbe essere il motivo che induce una donna a non denunciare la violenza subita?

Il timore di non essere creduta, la paura di perdere i figli (se si hanno), di non sapere dove andare. La violenza maschile sulla donna non è soltanto fisica ma anche, e soprattutto psicologica, e viene messa in atto attraverso la svalutazione della donna, il suo isolamento, per cui la donna spesso si trova a non avere più una rete di affetti e amicizie che possono sostenerla.

Secondo voi quanto influisce la paura fisica nella decisione di non denunciare una violenza?

E’ senza dubbio un fattore rilevante da non sottovalutare. Le donne hanno paura di essere uccise, o che ciò possa accadere ai propri figli/e. Bisogna prestare sempre molta attenzione al racconto della donna e avere fiducia nella sua percezione del pericolo, per intervenire, ove necessario, con tempestività. Cosa che come ben sappiamo non accade sempre: le cronache ci raccontano di donne che nonostante le denunce presentate, non sono state tutelate e sono state uccise da mariti o ex.

Quali sono gli ostacoli per le operatrici del Centro nell’affrontare queste problematiche ?

Uno di problemi è l’inadeguatezza delle risposte da parte delle istituzioni, sia sotto l’aspetto delle risorse economiche, che sono molto scarse: pochi finanziamenti ai centri antiviolenza, spesso non si trovano posti per le donne che hanno bisogno di ospitalità  per uscire dalla situazione di violenza; sia sotto il profilo dell’approccio alla problematica della violenza, che non è una questione privata, ma collettiva, sociale che necessita, in quanto tale, di una risposta complessiva, che va dalla prevenzione, all’educazione, alla formazione, alla costruzione di una rete di interventi su più livelli che coinvolga diversi soggetti: sanità, forze dell’ordine, magistratura, scuole, ecc

Quanto influisce la cultura della nostra società sui comportamenti delle donne che hanno subito una violenza?

Moltissimo, anzi è proprio la cultura imperante nella nostra società, e non solo nella nostra, che è l’origine della violenza maschile sulle donne; una cultura che si basa sul dominio maschile, dove la violenza è l’espressione del desiderio dell’uomo di dominare la donna. Dove il corpo della donna è considerato qualcosa di separato da lei, da poter disporre a proprio piacimento, da espropriare perché non le appartiene; così sul corpo delle donne si legifera, si vendono merci (pensiamo alla pubblicità). E tutto questo influisce pesantemente nella considerazione che la donna ha di sè, riuscire a vedere il mondo e, soprattutto sé stessa con i propri occhi, e non con quelli dell’altro, è un percorso ad ostacoli che, però, può essere realizzato attraverso il confronto con altre donne, la solidarietà.

Quale messaggio volete inviare a tutte le donne che vivono ancora nel silenzio?

La violenza non è un destino ineluttabile, uscire dalla violenza è possibile, ed è possibile attraverso il confronto con altre donne. Lo specchiarsi l’una nell’altra è fondamentale per riscoprire che si è e si esiste non in funzione dell’altro ma per sé stesse. In altri termini questo è ciò che intendiamo quando parliamo di autodeterminazione della donna.

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  1. diggita.it scrive:

    Un aiuto concreto per le donne che hanno subito violenze: Centro Donna L.i.s.a…

    Il Centro Donna L. i. s. a. nasce nel 1993 a seguito di un’esperienza politica condivisa tra le donne che oggi formano l’associazione. Dopo l’occupazione della sede nel 1997, l’associazione ha cominciato a lavorare costantemente e con impegno per risol…



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