Intervista a Giorgia Wurth


giorgia_wurth_2Giorgia Wurth studia teatro fin da piccola, e dopo la laurea in Scienze della Comunicazione, si dedica al Cinema. Nel 2006 è nel cast di Tagliare le parti in grigio di Vittorio Rifranti, film vincitore del  Pardo d’oro al Festival di Locarno come migliore opera prima, in seguito Dark Resurrection di Angelo Licata, Capitan Basilico di Massimo Morini, il pluripremiato Afterville di Fabio Guaglione e Fabio Resinaro e Sleepless per la regia M. De Panfilis.

La sua popolarità viene consacrata con il film Ex di Fausto Brizzi in cui interpreta la giovane amante di Claudio Bisio.

Nella miniserie per Sky si è confrontata con un personaggio singolare e difficile come quello di Ilona Staller. Nel film Cinque di Francesco Dominedò  ha interpretato una ballerina di lap dance. Sul set del film Sinestesia di Erik Bernasconi interpreta invece un personaggio ancora diverso: Francoise, moglie di Alan, Alessio Boni dopo un grave incidente vedrà la sua vita trasformarsi profondamente.

Annunciatrice di Rai Tre e volto di Disney Channel e attrice delle fiction Rai “Il Bene e il Male” e “Un medico in Famiglia”.

tuttadarifaregiorgiawurth“Tutta Da Rifare”, libro commovente e delicato racconta attraverso l’intima storia di Sole, il rapporto spesso tormentato delle donne col proprio corpo. Un tema forte. C’è qualcosa di Giorgia in questo romanzo d’esordio?

Beh, io ho un rapporto tormentato col mio corpo, e anche, se così la possiamo chiamare, con la mia anima, con il mio istinto. Un rapporto odio-amore, direi. Ma è anche grazie a questo che mi sento viva, che necessito di esprimere queste emozioni contrastanti e spesso in conflitto tra loro, e una delle mie valvole di sfogo è sicuramente la scrittura. Comunque, se parliamo di elementi puramente autobiografici, direi che quello che mi accomuna a Sole è una passione sfrenata per Sabrina Salerno!

Il corpo di Sole rappresenta quello di tante giovani adolescenti alla ricerca della perfezione, dell’emulazione di stereotipi di bellezza artefatta e artificiale. Cosa c’è dietro questo bisogno di raggiungere il bello soprattutto in giovane età?

C’è un bisogno estremo di essere guardati e/o di apparire, e quindi di essere considerati, e quindi, all’origine, di essere amati. C’è anche la convinzione (non del tutto errata, ahimè) che se si è belli, attraenti, è più facile trovare un posto nella società, un partner e, perché no, anche un posto di lavoro. E non mi riferisco solo al mondo dello spettacolo, parlo proprio in generale. Purtroppo.

Naso, seno, liposuzione, fino alla ricostruzione dell’imene (l’ultima tendenza nel mondo delle star, come ha annunciato Paris Hilton). Giusto modificare il proprio aspetto fisico, ma dov’è il limite tra giusto e sbagliato?

Io non mi sento in grado di stabilire dov’è il limite, anche perché è soprattutto una valutazione soggettiva, trattandosi del proprio corpo. Posso però dire che, secondo me, finchè ci si guarda allo specchio e non solo ci si accetta e ci si piace ma, soprattutto, CI SI RICONOSCE, allora si è nel giusto. La cosa difficile è riuscire a non oltrepassare quel momento in cui, guardandosi, si vede altro da sé, e non si può più tornare indietro.

Come Sole, sono sempre di più le ragazzine che per regalo chiedono un seno più prosperoso, un naso più piccolo, un corpo più bello. Un legame tra giovinezza e chirurgia estetica allarmante. Come si fa ad invertire questa tendenza?

Invertire questa tendenza è difficilissimo, perché i messaggi mediatici da cui siamo costantemente bombardati ormai sono ingestibili, hanno vita autonoma. Io credo che sia opportuno impegnarsi su più fronti: in primis la famiglia, che deve far sentire il proprio figlio amato e voluto a prescindere, poi i chirurghi, che dovrebbero secondo me per legge essere affiancati da psicologi che stabiliscano se la richiesta di modifica del proprio corpo dipenda da un reale e serio disagio fisico, oppure da una turba mentale, magari momentanea. Infine, come si fanno campagne sociali contro la droga, le violenze sulle donne e l’anoressia, andrebbe fatta una seria campagna (a cominciare dalle scuole) che mostri i rischi e le possibili conseguenze di scelte chirurgiche azzardate e irreversibili.

Accanto a Sole, Lorenzo, un’amicizia/amore nata sui banchi di scuola. Un amore quello di Lorenzo dolcissimo, totale, assoluto benché rimasto sempre nell’ombra. Chi è e cosa rappresenta Lorenzo per Sole?

Una ragazza dopo aver letto il libro mi ha detto che per lei Sole e Lorenzo sono i due lati della stessa medaglia, sono la parte sana e quella malata di una stessa persona. Io non credo che Lorenzo sia solo “sano”. Penso che sia semplicemente più “risolto” rispetto a Sole. Lorenzo è un ragazzo che ha saputo “capitalizzare” le sue carenze: è orfano, basso e coi brufoli. Riesce a trasformare tutto ciò nei suoi punti di forza. Sole invece nasce in una famiglia benestante, è intelligente, è una ragazza normale e non le manca niente. Ma non riesce, non vuole fare i conti con questa sua normalità. Non ci pensa nemmeno un secondo ad accettarsi. Lorenzo è l’unico punto fermo nella sua vita: sa che lui c’è, sempre e comunque. Ma nemmeno questo riuscirà a salvarla.

Il cambiamento fisico di Sole, la sua trasformazione farà cambiare atteggiamento verso l’amico di sempre fino a farli perdere di vista, poi Lorenzo deciderà di ritrovarla. L’amore di Lorenzo può far ritrovare il giusto valore della vita a Sole? In generale può la consapevolezza di essere apprezzati -   sebbene con qualche difetto -- rendere sopportabili le proprie imperfezioni, dunque se stessi?

Guarda, l’ho già detto ma è importante ripeterlo: la prima cosa è sentirsi apprezzati, voluti, toccati, abbracciati e amati dai propri genitori. Questo aiuta moltissimo, fin da piccoli, a sentire di avere un proprio posto e un senso nel mondo, a stare a proprio agio con se stessi. Poi crescendo, le persone che incontriamo nel nostro cammino hanno tutte, chi più chi meno, un’influenza su di noi e sulla percezione che abbiamo di noi stessi. Però non è sufficiente. Penso a casi di attrici bellissime e apprezzatissime che, improvvisamente, si trasformano in donne di plastica, ottenendo l’effetto opposto, quello di risultare ridicole. Perché? L’amore di qualcuno è fondamentale, ma solo dopo averlo trovato in sé, e per sé.

Tutta da rifare

Giorgia Würth
Roma, Fazi Editore, 2010

pagine 171
prezzo in libreria € 16,00

Intervista a cura di Romina Toscano


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