FirstLadies. Ruoli, stili, influenze delle compagne dei potenti
Potremmo giocare. O fare sul serio. Proviamo: facendo una descrizione sommaria di alcune delle firstlady che affiancano i potenti del mondo, si potrebbe ipotizzare una carrellata delle diverse tipologie di donne e capire quella che meglio di tutte riesce a tenersi attaccato e fedele (questo è da vedere) il proprio uomo.
Iniziamo dalla più osservata, analizzata, criticata, ma anche invidiata, tra le prime donne: Michelle Obama (firstlady americana). Fisico importante, carattere pure, personalità di spicco. Ironia nell’indossare il giallo e gli shorts. Scesa in prima linea a sostegno del marito in campagna elettorale con discorsi da pasionaria, intelligente, determinata. Mamma affettuosa che porta le figlie a mangiare il gelato a Roma, per Barack compagna complice e determinante. Guarda sempre dritta il suo interlocutore, spalle grandi, tende a dimostrare forza e protezione. Il suo carisma è nel modo in cui parla il suo corpo che spesso, quando è a fianco del marito, gli fa ombra e lo sovrasta. Anche non volendo. E lui sembra non poter fare a meno di lei. Perfettamente compatibili e necessari uno all’altro. Forse anche tra le lenzuola.
Il suo alter ego è Carla Bruni (première dame francese), esile, modaiola, sembra quasi fatta di chiffon. Tende a poggiare la testa sulla spalla del compagno (ma lo ha fatto anche con Michelle Obama). Padrona dei mezzi di comunicazione, si finge donna da proteggere, che affianca l’uomo, mentre in realtà è lei la dominatrice della coppia. Sarkozy né è il suo schiavo. Riducendo tutto ai minimi termini è un po’ una gattamorta, quella che in silenzio e di soppiatto ruba il marito alle altre, e poi, con la leggerezza che le è propria, si pone al centro del mondo del suo uomo. Fonda l’associazione Carla Bruni-Sarkozy e accentra tutto intorno a sé: visibilità, comunicazione e stampa. E Nicolas ogni tanto sviene correndo… e chissà se anche tra le lenzuola.
Il suo contrario è Veronica Lario (ex prima signora nostrana), la grande assente. Muta, silenziosa, trasparente, materializzatasi solo in prossimità del Papa. Assente dalla vita pubblica dell’ex marito Silvio Berlusconi che ha fatto sì che divenisse lo scapolone d’oro d’Italia, mira di galline in erba. Veronica angelo del focolare, madre attenta e presente, padrona della casa (o della villa), affatto mondana, elegante, di classe, scrive lettere e alla fine divorzia. Anche per questioni legate alle lenzuola.
Ma abbiamo giocato. Perché queste sono solo supposizioni. Niente di certo o matematico. L’unica cosa certa è che l’immagine di ognuna di queste signore è studiata a tavolino. Comportamenti, atteggiamenti, abbigliamento, sono tutti figli di una predefinita strategia comunicativa che prevede che le prime signore debbano essere il proseguimento della politica del marito/compagno… E quindi, donne di potere o dei potenti?
La firstlady americana rimanda ad un mondo normale. Michelle sorride sempre, è calorosa, comunicativa e empatica. Le sue parole, il suo stile, la sua famiglia vogliono essere la rappresentazione del sogno americano. Della popolazione di colore che tanto è stata snobbata, e di tutti quei ceti che hanno vissuto la stesso trattamento. Michelle rientra in quella iconografia che da subito Barack Obama e le sue intenzioni politiche hanno raffigurato. La prima donna afroamericana che ricopre il ruolo di firstlady è un simbolo da riempire di immagini in cui il popolo (che ha votato Obama e che vede in lui un’occasione di riscatto), possano identificarsi.
La firstlady francese con le sue ballerine e i completini bon ton rimanda ad un mondo snob, distaccato e distante. Carla resta più fredda e regale, un po’ litigiosa con le sue origini e mantiene le distanze dalla massa. Moglie di Sarkozy dal 2008, insieme descrivono bene il centrodestra liberalista. E i risultati dei sondaggi, fatti all’epoca del loro matrimonio, confermano che la première dame “rappresenta bene la Francia all’estero”, oltre che “avere un’influenza positiva sul presidente Nicolas Sarkozy”.
L’ex prima signora italiana invece ha lasciato un vuoto intorno alla sua figura di firstlady e ha favorito l’esportazione di un’immagine di moglie che sta a casa, comunicando al mondo che l’uomo di potere italiano è maschilista e ottocentesco. Lui fuori e lei in villa. Ne è venuto fuori un modello di coppia di potere non proprio perfettamente moderna e tanto meno in grado di aiutare Berlusconi nel mondo. E di conseguenza la rappresentazione degli italiani nel mondo.
“Dietro ogni grande uomo, c’è sempre una grande donna”… mai proverbio è stato più azzeccato di questi tempi in cui i potenti del mondo spesso e volentieri fanno parlare di sé attraverso le proprie signore.
Finora però si è parlato delle firstlady e dei loro ruoli, stili, influenze in quanto compagne dei potenti. Ma a quando un bel quadro dei “primi signori”?
di Lorenza Fruci

Author: Redazione (895 Articles)