Axioma in mostra
La forza di Jorinde Voigt alla galleria Marie-Laure Fleisch, dal 2 marzo al 30 aprile.
Axioma, “che ha forza”. Questo il titolo della prima mostra che Jorinde Voigt porta in Italia. Una verità evidente di linee e geometrie leggere, raccolta, dal 2 marzo al 30 aprile, nella Galleria Marie-Laure Fleisch. Uno spazio espositivo di arte contemporanea nel centro di Roma, specializzato in opere su carta che proprio con la giovane artista tedesca inaugura la stagione. La personale presenta una serie inedita di opere di medie e grandi dimensioni realizzate con inchiostro e matita su carta e una installazione site specific composta da eliche di carbossilico e motori meccanici.
Jorinde Voigt in generale, gioca in quello spazio di mezzo tra oggettivo e soggettivo, là dove, incrociandosi, relazionandosi, il soggetto con l’ambiente hic et nunc, ci si apre all’interpretazione. Interpretazione che, per la trentatreenne berlinese, si offre sia al mondo scientifico del razionale sia a quello puramente artistico dell’irrazionale. Il disegno come prodotto comunicativo della realtà circostante, come ultima fase del processo traduttivo di fenomeni naturali e processi culturali come la musica, il pop, l’elettricità, la temperatura, il vento, gli aerei, le melodie e molto altro ancora.
Da Londra, Parigi e New York, a To Rome, inedito insieme di segni sottili, caratteri eleganti, frecce, numeri e parole scaturiti dall’atto manuale e motorio dell’artista, parte performativa dell’opera. La scelta di suddividere in sequenze e tabelle ne segna il tempo, mentre la terza dimensione è data dalla multidirezionalità delle parti. Anche l’osservatore agisce, convocato nell’enunciato grazie all’accessibilità di molteplici prospettive, responsabile qui di assegnarne il carattere seriale.
Grammatik è invece il titolo della prima sperimentazione meccanica della Voigt; vera “arte dello scrivere” composta da otto eliche in carbossilico laccate di vernice nera appese ad una parete della galleria. Azionate da motori elettrici che ne regolano velocità e direzione, i corpi ruotano autonomamente nello spazio. La scritta “io ti amo – tu non mi ami” sulla prima elica, è declinata in tutte le sue forme verbali, e nel tempo e nella direzione del momento, nelle successive. Le possibilità grammaticali dell’enunciato riflettono il tema dell’osservazione soggettiva del mondo da diverse prospettive e la conseguente scomposizione della realtà nei suoi molteplici aspetti e composizioni.
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Di Silvia Costa

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