Facebook: la nuova frontiera della dipendenza
La dipendenza passa per Facebook: non è un semplice luogo comune nato negli ultimi anni, ma una realtà sempre più dilagante. Il famoso social network, che conta circa 350 milioni di iscritti in tutto il mondo, ha contribuito ad accentuare notevolmente un fenomeno che era già noto agli psicologi, ovvero la dipendenza da internet.
Questo fenomeno rientra nell’ambito di una serie di disturbi legati ad un rapporto distorto tra utente e multimedialità: secondo uno studio dell’università di Perugia, quattro utenti su dieci possono sviluppare una dipendenza da internet e ammonta al 10% la percentuale degli iscritti a Facebook che manifesta tutti i sintomi di “Internet addiction”.
La novità di Facebook sta nella caduta dell’anonimato dei suoi utenti e questo ha portato ad una interrelazione progressivamente più stretta tra mondo reale e mondo virtuale: collegarsi a Facebook dà l’illusione di poter sconfiggere la solitudine esistenziale frequentando una piazza virtuale in cui parlare, scherzare, scambiare commenti e apprezzamenti con gli amici. Più amici si hanno su Facebook e meglio è: poco importa se con alcuni di questi nella vita di tutti i giorni si ha poco da spartire, l’importante è fare numero, poiché avere tanti contatti dimostra a tutti di avere una vita sociale apprezzabile. Sulla propria pagina personale, poi, ognuno ha uno spazio in cui fare sfoggio di sé con frasi, foto e test: l’attenzione che si riceve attraverso i commenti e i “mi piace” degli amici permette all’iscritto di sentirsi in qualche modo più importante e apprezzato.
Se da una parte questo può essere visto come un fattore positivo dal punto di vista dell’autostima, dall’altra parte si tratta di un meccanismo molto pericoloso, soprattutto per le persone insicure e in cerca di continue conferme dall’esterno. È soprattutto tra queste infatti che si può sviluppare la dipendenza da Facebook, che nello specifico è conosciuta dagli specialisti come rientrante nella categoria della “cyber-relational addiction”.
L’Internet addiction si può manifestare anche in altre quattro modalità: con il cyber-sexual addiction (sesso virtuale e pornografia), il net-compulsion (gioco d’azzardo, shopping e commercio on-line), l’information overload (ricerca ossessiva di informazioni) e il computer addiction (coinvolgimento eccessivo in giochi “virtuali” o “di ruolo”).
Quali sono i sintomi? Nel 1995, lo psichiatra americano Ivan Goldberg ha individuato sette sintomi fondamentali e caratteristici riconducibili al concetto di “Internet addiction disorder” (disordine da dipendenza da internet). Innanzitutto, si presenta nell’individuo una necessità crescente di collegarsi ad internet per ottenere soddisfazione: a questo è legata una diminuzione notevole di interesse nei confronti di attività che non contemplino l’utilizzo della rete. Se l’accesso ad internet viene diminuito o sospeso per un qualsiasi motivo, l’utente sviluppa stati di agitazione psicomotoria, ansia, depressione e pensieri ossessivi su ciò che succede nel mondo virtuale. Per diminuire questo stato d’ansia, il soggetto tende ad accedere alla rete con una frequenza maggiore rispetto all’inizio e la sua necessità di collegarsi diventa più forte della sua capacità di tenere sotto controllo l’uso del web: la tendenza è quella di trascorrervi sempre un grande quantitativo di tempo e, nonostante l’insorgere di problemi fisici, sociali o psicologici, l’utente non riesce a sospenderne l’utilizzo. L’allontanamento dal computer e dalla rete crea nell’individuo reazioni molto simili alle crisi d’astinenza dei tossicodipendenti.
A tutti questi sintomi della dipendenza sono associate delle caratteristiche comportamentali che costituiscono un segnale d’allarme evidente: il soggetto tende a perdere – o comunque a diminuire notevolmente – le relazioni interpersonali, cambia umore più repentinamente, subisce alterazioni nella cognizione del tempo, la sua attenzione è volta peculiarmente all’utilizzo compulsivo del computer, tende a sostituire il mondo reale con il mondo virtuale, dorme di meno e inizia a presentare problematiche fisiche come mal di schiena, sindrome del tunnel carpale e affaticamento oculare.
Vanessa Cappella

Certo, i casi più gravi hanno bisogno di cure mediche.
Tuttavia Facebook viene incontro al desiderio di essere IPERCONNESSO con altre persone che interessa moltissimi (non solo i ragazzi e non esclusivamente tramite Facebook).
Questo desiderio nel mondo reale necessita di tempo e di molta dedizione.
Con Facebook può essere soddisfatto molto più facilmente e con un successo numerico (in termini di amici) di gran lunga superiore a chi, ad esempio, usa solo telefono e sms.