Napolitano firma il Dl Salva-liste : “Dovevo garantire la partecipazione al voto”
E’ una lettera pubblicata sul sito ufficiale del Quirinale lo strumento attraverso il quale Giorgio Napolitano spiega le motivazioni che lo hanno portato a firmare l’ultimo decreto voluto dalla maggioranza di governo. Dopo le forti polemiche nate in seno all’opposizione ed al mondo di internet, il Presidente della Repubblica ha infatti sentito il bisogno di un contatto diretto con i numerosi cittadini che hanno scritto chiedendo lumi sulla sua decisione.
“ Non era sostenibile – scrive Napolitano – che potessero non parteciparvi nella più grande regione italiana il candidato presidente e la lista del maggior partito politico di governo, per gli errori nella presentazione della lista contestati dall’ufficio competente costituito presso la corte d’appello di Milano [ …] I tempi si erano a tal punto ristretti – dopo i già intervenuti pronunciamenti delle Corti di appello di Roma e Milano – che quel provvedimento non poteva che essere un decreto legge ”.
Il decreto legge appena approvato, vale la pena ricordarlo, è la punta di un iceberg politico-amministrativo che affonda le proprie radici nell’esclusione delle due liste del Pdl in Lazio e Lombardia, dovuta rispettivamente ad un ritardo nella presentazione dei nomi ed alla falsificazione di 514 firme per la lista Formigoni. L’iter legislativo è stato dunque iper-velocizzato per via governativa per rimediare ad errori e scorrettezze di schieramenti regionali direttamente collegati al partito del Presidente del Consiglio. Insomma un circolo vizioso che comincia nel Pdl e finisce nel Pdl.
Dure le reazioni del leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che invoca persino “l’impeachment” per il Presidente Napolitano : “ Ieri sera non è stato fatto un decreto ma un colpo di Stato, un’offesa alla democrazia e alla legalità, è stata stracciata la Costituzione durante una competizione elettorale [ … ] la maggioranza ha cambiato le regole del gioco perché temeva di perdere con quelle regole [ … ] Prima di procedere ad azioni formali nei confronti di Napolitano vorremmo capire cosa lo ha spinto a non salvaguardare la Costituzione rispetto a chi cambia le regole del gioco in corsa ”.
Ma le parole accalorate dell’ex-pm, come già accaduto in precedenza, hanno avuto già in queste ore l’effetto devastante di spostare l’attenzione dai fatti alle opinioni dei singoli esponenti politici. Domenica di fuoco dunque per i portavoce Pdl che sin dall’alba hanno iniziato la manovra elusiva ricoprendo d’insulti ed epiteti violenti il leader Idv. “ Di Pietro è un ignorante e troglodita” afferma sobriamente Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Popolo della Libertà alla Camera.
A difendere l’operato del Capo dello Stato, insieme a l’intera maggioranza, anche l’opposizione morbida del PD, la quale preferisce sostenere le scelte istituzionali e protestare contro il governo con una manifestazione di piazza prevista per Sabato 13 Marzo. “ Il presidente della Repubblica non c’entra niente, non si nascondano dietro al presidente della Repubblica – dichiara Pier Luigi Bersani - La Costituzione la conosciamo. Loro sono responsabili di quello che hanno scritto, del trucco vergognoso che hanno introdotto [ … ] il giudizio su queste norme deve venire da una mobilitazione che vogliamo fare. Vogliamo che si pronuncino i livelli giurisdizionali, immaginiamo che questa norma possa essere messa ad una valutazione più attenta della Corte costituzionale”.
Apprezzamento per Napolitano è arrivato persino dal ministro Umberto Bossi, il quale, solitamente poco incline a valutare con cautela le vicende istituzionali, elogia l’equidistanza politica dell’attuale Presidente della Repubblica. “ Il capo dello Stato nella vicenda del caos delle liste è stato molto equilibrato. Napolitano ogni giorno che passa, vicenda dopo vicenda, si dimostra un ottimo presidente della Repubblica”.
di Mattia S. Gangi

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