Sciopero Immigrati. Un’occasione mancata
Il primo marzo a Roma, come in tutta Italia ed in alcuni Paesi europei, è stato il giorno dello sciopero degli immigrati. Una giornata voluta per sensibilizzare l’opinione pubblica su temi quali l’immigrazione e l’integrazione, anche alla luce di quanto avvenuto a Rosarno. Anzi è proprio dopo i terribili avvenimenti di Rosarno che l’idea ha preso forma. A Roma, tra le tante iniziative che erano state organizzate per l’occasione, vi era un corteo, con alla testa i ragazzi di Rosarno, che da Porta Maggiore doveva sfilare sino a Piazza Vittorio e lì continuare la manifestazione che sarebbe successivamente stata chiusa dal concerto dell’”Orchestra di Piazza Vittorio”.
L’idea del corteo mi è sin da subito piaciuta e carico di speranze mi sono recato a Porta Maggiore, da dove il corteo doveva partire. Più mi avvicinavo al luogo del raduno e più però in me sorgevano dubbi.
Arrivato a Porta Maggiore, la prima cosa che mi è balzata agli occhi, è stata la non eccessiva partecipazione di migranti, ma quello, in qualche modo era me lo aspettavo. Ciò che però mi deluso di più, è stato notare che l’organizzazione di tutto il corteo era nelle mani dei “soliti” noti dei centri sociali, i quali, avevano provveduto ad organizzare il loro classico corteo. E quindi, in testa c’era l’immancabile furgoncino scassato, con musica a tutto volume ed incitatore con megafono. All’interno del corteo, non potevano di certo mancare i suonatori di tamburi con annesse danzatrici colorate ed a chiudere i soliti curdi o italiani simpatizzanti, con bandiere di Ocalan, questa volta a fondo giallo, per rimanere in tema con la giornata.
Capisco che i ragazzi dei centri sociali, non vedano l’ora di organizzare un corteo, per far vedere a tutti il loro modo “alternativo” di sfilare, ma non era di certo questo il giorno.
Hanno delegittimato il senso stesso del corteo. Si doveva costringere la gente ad aprire gli occhi su un drammatico fenomeno, quello della migrazione dei popoli, che interessa tutti. Si è ottenuto invece l’effetto contrario, la gente si è girata dall’altra parte, infastidita dal “solito” corteo.
Inoltre, cari i miei ragazzi dei centri sociali, non so se ci avete fatto caso, ma la maggior parte dei migranti era radunata dietro gli striscioni di due associazioni di volontariato, la Casa dei diritti sociali e i circoli Arci, questo dovrebbe farvi capire quanto la vostra autoreferenzialità sia fine a se stessa. Se aveste badato più al tema del corteo, e non a creare nuove fantasiose coreografie, il risultato finale sarebbe potuto essere un altro. E’ stata un’occasione mancata, e di questo mi dispiace, ma comunque spero nella prossima.
di Antonio Cantoro
volontario “ Casa dei Diritti Sociali”

Author: Redazione (935 Articles)
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