“C’è qualcuno in casa?” Uno dei rischi dei social network


please rob meI social network sono incredibilmente popolari, ma anche rischiosi. Conosciuti da tutti, usati da quasi tutti, non finiscono mai di interessare e di destare qualche sospetto.
Lo scorso autunno, le ville di alcune celebrità statunitensi quali Paris Hilton, Orlando Bloom e Lindsay Lohan, sono state derubate da un gruppo di adolescenti che aveva seguito i loro spostamenti attraverso i social network.
Frasi come “Sto andando al cinema” o “A casa di Lisa”, leggibili da chiunque perché pubblicati sul profilo per avvisare gli amici o per descrivere il proprio stato, possono far gola a dei potenziali ladri, i quali sanno esattamente quando entrare in casa.

Frank Groeneveld, uno studente olandese di informatica, ha realizzato il sito “Please Rob Me” (“Per favore, derubami”). Funziona in questo modo: prende le informazioni da “Twitter“, le rielabora e crea una lista di persone che non sono in casa. La lista è accessibile a tutti.
Il giovane ideatore ha ipotizzato la nascita del sito una sera in cui gli sono entrati i ladri in casa. Ha poi scovato un gioco chiamato “FourSquare” che si basa sul fatto che gli utenti comunichino in tempo reale e tramite un cellulare gps, i luoghi in cui si trovano. Si diventa “sindaci” di un luogo se lo si visita più di una volta.
Frank dice: “Il nostro intento non è che le persone vengano svaligiate, ma che siano consapevoli di cosa fanno quando usano servizi come FourSquare, Brightkite, Google Buzz, e così via”.

Google Buzz, in particolare, ha sollevato non poche questioni sulla violazione o meno della privacy, tanto da subire una class action per la gestione discutibile dei dati personali. La sua versione mobile, ad esempio, trascrive sul profilo dell’utente gli spostamenti da un luogo a un altro, in tempo reale. Google ha dovuto rivedere le caratteristiche di Buzz, ma pare che la localizzazione delle persone non sia stata cambiata.

I social network sono uno strumento efficace di condivisione e di unione. Twitter, FourSquare e Google Buzz sono solo alcuni dei network che fanno della vita privata una vetrina. E ognuno di noi può allestirla nel modo in cui preferisce. L’importante è selezionare gli accessori e chiudere sempre a chiave.

di Viviana Lucca

  • Print
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • Diggita
  • Diigo
  • eKudos
  • email
  • LinkedIn
  • MySpace
  • PDF
  • RSS
  • viadeo FR
  • Wikio

Gli utenti che hanno letto questo articolo, hanno letto anche ...

Line Break

Author: Redazione Magazine (625 Articles)

Redazione Magazine

Comments

2 Responses to ““C’è qualcuno in casa?” Uno dei rischi dei social network”

Trackbacks

Check out what others are saying about this post...
  1. www.upnews.it scrive:

    “C’è qualcuno in casa?” Uno dei rischi dei social network…

    I social network sono incredibilmente popolari, ma anche rischiosi. Conosciuti da tutti, usati da quasi tutti, non finiscono mai di interessare e di destare qualche sospetto….

  2. diggita.it scrive:

    “C’è qualcuno in casa?” Uno dei rischi dei social network…

    I social network sono incredibilmente popolari, ma anche rischiosi. Conosciuti da tutti, usati da quasi tutti, non finiscono mai di interessare e di destare qualche sospetto.
    Lo scorso autunno, le ville di alcune celebrità statunitensi quali Paris Hilt…



Speak Your Mind

Tell us what you're thinking...
and oh, if you want a pic to show with your comment, go get a gravatar!