Il mistero di via Poma
Dal 7 agosto del 1990 sono passati ormai 20 anni, molte sono state le indagini e molti coloro che sono entrati e usciti dal registro degli indagati per l’omicidio di Simonetta Cesaroni.
Questa terribile storia sembrava destinata a cadere nel dimenticatoio, quando, alla fine del 2009, i riflettori si sono accesi di nuovo su Raniero Busco, ex fidanzato della giovane vittima, il cui alibi, già vacillante all’epoca dei fatti, è stato messo in crisi dalle nuove perizie fatte sugli abiti della giovane e che hanno reso possibile individuare del DNA, compatibile con quello dell’uomo. Queste nuove scoperte hanno portato al rinvio al giudizio di Busco, il quale, in sede di processo, dovrà difendersi dall’accusa di omicidio aggravato da crudeltà.
In questa terribile vicenda, oltre all’ex fidanzato, era stato sospettato anche Pietro Vanacore, per anni portiere di via Poma, che, a detta della pm, Ilaria Calò, contribuì a depistare le indagini mettendo in atto una serie di comportamenti, quanto meno anomali. L’uomo, entrato per primo, nell’appartamento in cui si è consumato il delitto, avrebbe fatto prima due telefonate, preso le chiavi di riserva dell’ufficio e quindi sarebbe uscito lasciando la sua agenda rossa sul tavolo, agenda che, in seguito, sarà scambiata per quella della ragazza. Vanacore, in quanto ritenuto un personaggio chiave, era stato chiamato a testimoniare nel processo per fare luce su degli aspetti della vicenda ritenuti ancora da chiarire. Ma il processo non potrà avvalersi del suo contributo perché l’uomo, il 9 marzo è stato trovato morto in mare, presso Torre Ovo, vicino Torricella.
Subito si è parlato di suicidio, dato che è stato ritrovato un biglietto che giustifica tale gesto (“ 20 anni di sofferenze e sospetti ti portano al suicidio”), ma le modalità lasciano perplessi gli inquirenti. Effettivamente, alla luce dei fatti, c’è da chiedersi: un uomo può essere così sofferente da togliersi la vita per non testimoniare a un processo che avrebbe potuto mettere, definitivamente, la parola fine ai suoi guai? Infondo doveva aspettare pochi giorni (era stato convocato per il 12 marzo). Perché dopo 20 anni? Che senso ha uccidersi proprio quando le nebbie oscure intorno a lui si diradavano? Si infittisce ancor di più il mistero intorno a questa vicenda e molti sono ancora gli interrogativi a cui gli inquirenti dovranno dare risposta.
di Elisa Failli

Author: Vanessa (125 Articles)
Responsabile Ufficio Stampa
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