Berlusconi voleva chiudere Annozero. Il punto sull’inchiesta di Trani
Intercettazioni telefoniche tra il premier e i vertici di Rai e Agcom per studiare la strategia che avrebbe chiuso i programmi tv scomodi.
Trani potrebbe essere il nuovo crocevia della politica italiana, l’inchiesta in corso, per una presunta concussione, che coinvolgerebbe i vertici politici nazionali e i piani alti dell’Agcom è destinata a creare scalpore.
L’inchiesta, condotta dal pm Michele Ruggiero, è partita per alcune carte di credito American Express, dette anche revolving card. Il reato ipotizzato era minimo ed era incentrato sui tassi d’usura applicati ai clienti che non restituivano il debito della carta.
La svolta arriva quando il pm e la polizia giudiziaria scoprono un tizio che, probabilmente millantando, dice che potrebbe limitare la portata dello scandalo avendo degli agganci all’Agcom e addirittura all’interno del Tg1. Indagando su questa pista, viene alla luce tutto un disegno particolare messo in atto dalla politica, e in questo caso dal presidente del Consiglio, per poter controllare e chiudere alcuni programmi che lo preoccupano, su tutti Annozero di Michele Santoro.
Il capo del Governo sembra avere una vera e propria ossessione per alcuni programmi di approfondimento della Rai, definiti pollai, e chiedeva, ciclicamente, ai suoi interlocutori di intervenire affinché queste trasmissioni venissero limitate o chiuse del tutto.
Pesante a questo punto il ruolo di Giancarlo Innocenzi, che commissario di un’authority pubblica, offre il suo lavoro al presidente del Consiglio (peraltro titolare del maggior gruppo di tv private) affinché si possa arrivare a una sanzione verso Santoro e il suo staff.
Le pressioni si fanno sempre più stringenti e addirittura Berlusconi arriva a sostenere che dovrebbero dimettersi tutti i componenti dell’Agcom qualora non riescano a fermare Santoro.
Qui entra in gioco anche il direttore generale della Rai Mauro Masi, che non comparirebbe tra gli indagati, il quale deve sopportare le lamentele di Innocenzi incalzato da Berlusconi affinché riesca a quietare le acque e a fermare i programmi scomodi.
Berlusconi è molto duro e netto quando vede all’orizzonte due puntate di Annozero che faranno record di ascolti e che lo coinvolgono in prima persona in situazioni alquanto delicate: il processo Mills e le rivelazioni del pentito di mafia Spatuzza a Palermo. A questo punto Innocenzi chiama Masi e chiede se si può bloccare Santoro dicendogli che non può occuparsi in tv del processo Mills, ma a questo punto lo stesso Masi è impotente, seppure le provi tutte, e si lascia scappare uno sfogo secondo cui nemmeno nello Zimbabwe si fanno certe richieste.
La strategia però è già stata studiata e si tenta di metterla in atto fino in fondo, tanto che nel periodo in questione, tante polemiche e voci si aggiravano anche a livello ufficiale intorno alla trasmissione di Santoro.
Berlusconi avrebbe insistito con Innocenzi fino a suggerirgli di criticare la stessa Agcom e dandogli il permesso di premere sull’acceleratore e di fargli sapere la strategia da adottare per arrivare all’obiettivo. Innocenzi, aiutato addirittura dal dg Rai Masi, dovrebbe far scrivere una lettera dal capo dell’Agcom Corrado Calabrò (evento mai verificatosi) indirizzata allo stesso Masi, il quale potrebbe promuovere dei provvedimenti contro Santoro. La lettera, secondo Masi, deve però essere efficace.
Il paradosso è servito. Il direttore generale della Rai consiglia a un membro di un’authority il modo per poter colpire un giornalista del servizio pubblico e uno dei programmi di punta dello stesso.
Constatata l’impossibilità di fermare preventivamente i programmi scomodi entra in gioco Augusto Minzolini, il direttore del Tg1 che ha smentito di essere indagato. Berlusconi parlando al telefono con lui, lo chiama direttorissimo, si lamenta dell’informazione pubblica che, a suo modo di vedere, rema contro il Governo e la sua persona. Minzolini si mostra subito sensibile a queste argomentazioni assicurando al presidente del Consiglio che avrebbe parlato in prima persona qualora da Palermo (deposizione di Spatuzza) fossero arrivate brutte notizie. E infatti lo fa con un’editoriale che cerca di screditare le rivelazioni del pentito.
La trama è davvero inquietante e si prospettano giorni di fuoco per la politica, che entra nel vivo delle elezioni regionali del 28 – 29 marzo e per la Rai costretta già a difendersi e a studiare una strategia dopo il blocco, per la par condicio, dei programmi di approfondimento politico.
Nei prossimi giorni ci potrebbero essere nuovi sviluppi e si potrebbe capire meglio quali sono le reali posizioni dei personaggi che finora sono stati coinvolti in questa inchiesta.
di Ivan Soccio

Author: Redazione Magazine (625 Articles)