CORRIDA: LA FESTA NAZIONALE DIVIDE LA SPAGNA
Che la festa dei tori non fosse di gradimento per tutti si sapeva. Ma nelle ultime settimane, in Spagna, questa storia é diventata un assunto d’indole politica che va al di là d’ una semplice postura ambientalista.
Nel passato mese di dicembre l’organo del governo della Regione Catalana, El Parlament de Catalunya, mise all’ ordine del giorno la proposta di un’iniziativa popolare che intende proibire la festa dei tori in tutto il territorio catalano. Una proposta più che ben accetta dai gruppi separatisti che vedono nella “Corrida” una manifestazione troppo legata alla identità spagnola. Davanti all’imminente votazione dell’ argomento, durata tutta l’ ultima settimana, il dibattito si é veramente accanito con posizioni alquanto estreme.
La dichiarazione del filosofo Jesús Mosterín, che paragona la morte del toro in piazza con tradizioni crudeli come l’ablazione del clitoride nei paesi africani o il maltrattamento femminile, ha stupito e offeso gran parte della società spagnola.
Di fronte al posizionamento proibitorio della regione Catalana, Madrid seguita da Valencia, Murcia, Extremadura, la regione di Castiglia Leone e successivamente anche le altre, hanno presentato nei propri rispettivi organi di governo un decreto per fare diventare la festa dei tori “un bene d’ interesse culturale che va assolutamente difeso”.
Così, una questione di gusti si é trasformata in una discussione politica sottomessa a decreti partitisti. Indipendentemente da quale sia il posizionamento di ognuno davanti a questa tradizione, il semplice fatto di “proibire” ha suscitato sconforto non solo fra gli entusiasti della “festa nazionale”, ma anche fra cittadini che fin ora di questo spettacolo si erano interessati ben poco.
In questi ultimi giorni, in una specie di dialogo fra sordi in cui non pare si arriverà mai a un accordo, si sono sentiti gli argomenti più vari da parte di entrambe le posizioni.
Da una parte, gli animalisti hanno pubblicato forti descrizioni sulla tortura che si fa all’animale prima di morire in piazza. Infatti le 180.000 firme che si sono presentate per abolire le corride si basano proprio su un articolo della legge promossa in febbraio del 2008, per cui “si vieta l’uso d’animali in lite e spettacoli”, ma siccome da questo decreto finora si erano escluse le fiere taurine, ora si stanno cercando gli appoggi necessari per ampliare questo divieto.
Dall’altra parte, gli amanti della tauromachia si difendono, esponendo che il “Bos Taurus” o “toro de lidia” si alleva con la unica finalità di portarlo in piazza, per cui la proibizione di questa festa comporterebbe addirittura lo sterminio della intera specie, in quanto scomparirebbero “las dehesas” (o fattorie), dove questi animali crescono. Evidentemente, se questo fosse così, anche le ripercussioni economiche di questo veto sarebbero considerevoli, perché intorno ai tori si muove tutta una industria che occupa un gran numero di persone nel centro-sud della Spagna.
Per rinforzare il discorso, i difensori di questa festa, esportata anche fuori dalle frontiere iberiche, sottolineano il valore della “Corrida” come un riferimento quasi esotico legato indissolubilmente alla Spagna. Inoltre insistono sul ruolo culturale di questa manifestazione, rimandando ad artisti come Picasso, Hemingway o Lorca, che trovarono nel mondo del toro fonte di ispirazione.
Nonostante tutta questa polemica, le piazze continuano ad essere sempre extra- piene, e il pubblico si arrende davanti al coraggio di José Tomás, il torero più rinomato nelle ultime stagioni. Anzi, se la legge della domanda e dell’offerta funziona, pare che le corride di tori siano un valore in aumento: basti vedere come nelle piazze più importanti si siano arrivati a pagare fra 1700 e 2000€ per l’acquisto in rivendita di un biglietto, sempre per vedere José Tomás.
Una questione di cultura, di coscienza o magari semplicemente un argomento popolare in mani dei politici che possa distrarre l’opinione pubblica dalla bufera economica in cui il paese é sommerso: la Spagna, per ora, attende il futuro della sua festa più famosa.
Estrella Lamas

Author: Redazione Magazine (625 Articles)