L’inchiesta di Trani prosegue, ecco le richieste del premier
L’inchiesta di Trani va avanti e ogni giorno si scoprono novità che ci fanno capire sempre più lo scenario che si staglia dietro la vicenda.
Berlusconi aveva una vera e propria ossessione per Annozero e non la nascondeva certo ai suoi interlocutori, anzi lo rimarcava in maniera netta e autoritaria a partire dai giorni in cui era in programma la puntata sul caso Mills.
Il Premier scopre che Santoro vuole occuparsi del processo Mills durante il suo programma, siamo a domenica 29 novembre 2009, e chiama Innocenzi: “Se questo garante non riesce a intervenire stavolta e dire che i processi non si fanno in televisione, ma che cazzo di organismo siete?”.
Innocenzi tenta di dare spiegazioni al presidente del Consiglio ma non lo convince, il Cavaliere non vuole sentire ragioni: “Voi non fate nulla. Ma che cazzo ci state a fare?”.
Berlusconi vuole una strategia precisa che porti alla penalizzazione, se non alla chiusura di Annozero, “Fai un casino della Madonna, devi fare una dichiarazione pubblica e dire: mi vergogno di appartenere a una autorità che fa schifo e non fa niente”.
Il dirigente Agcom spiega al presidente la strategia delle lettere tra la stessa autorità garante e la Rai ma Berlusconi è più diretto, pretenderebbe una lettera di Calabrò in cui si dice che non si possono fare trasmissioni sui processi in corso come i suoi.
La rabbia del Cavaliere esplode quando mancano ormai poche ore dalla messa in onda di Annozero su Mills. Le richieste di Berlusconi si fanno sempre più pressanti, “Io devo avere un’autorità che sa tutto. E questo va in onda e voi non fate un cazzo?”. Il presidente del Consiglio non si lascia convincere dalle timide risposte di Innocenzi e lo incalza: “Fate schifo, non siete un’Authority, siete una barzelletta. Dillo al presidente da parte mia che si vergogni di portare a casa i soldi per quello che state facendo, Vi dovreste dimettere subito”.
La vicenda, a questo punto, si sposta su un altro asse in cui Innocenzi e il direttore generale Rai Mauro Masi tentano di trovare una soluzione all’annoso problema ma alla fine il dirigente Agcom è sconsolato e si lascia scappare uno sfogo: “Lui mi dice: dovete impedire che si faccia Annozero, ma io gli spiego che non è possibile. Lui ha in mente una cosa che non esiste. Non è che uno va da Santoro e gli dice: tu stasera non fai il processo Mills. Non si può fare. È la legge che lo dice”.
Nelle discussioni fra Innocenzi e Masi si capisce la forza e la reale portata delle richieste del Cavaliere; il primo si lascia scappare altri sfoghi del tipo “… mi manda a fare in culo tre volte al giorno…” oppure “… mi ha fatto due sciampi terribili…”. Il dg della Rai invece, prima cerca di accomodare la trasmissione di Santoro imponendo alcuni ospiti richiesti dal Cavaliere poi si lamenta delle richieste del presidente del Consiglio, con l’ormai famosa frase “…non si può fare nemmeno nello Zimbabwe…”.
Questo è il grosso dello scenario su cui stanno indagando i pm di Trani e su cui sono portati a fare luce ma intanto si scoprono alcune novità. Ad esempio Berlusconi in una telefonata con Innocenzi prima della puntata di Annozero su Spatuzza, avverte il suo interlocutore “Stai attento a parlare col presidente (Calabrò, ndr), ci sono voci non so se fondate che dicono che abbia il telefono sotto controllo”. La notizia non è lontana dalla verità, un telefono sotto controllo infatti c’è ma è quello di Innocenzi.
Il dirigente Agcom confiderà al Cavaliere, in seguito, di aver trovato sul display del suo cellulare un numero che, richiamato, risulta inesistente; e gli hanno spiegato che potrebbe essere un modo per ascoltargli le telefonate.
La trama di questa inchiesta si infittisce sempre di più anche considerando l’arrivo degli ispettori ministeriali che devono scoprire se c’è e chi è la talpa che ha fatto trapelare notizie sulla vicenda. Agli ispettori non saranno mostrati, come da legge, i fascicoli dell’inchiesta perché il segreto istruttorio vale anche per loro. Intanto si scopre che Minzolini avrebbe confidato il contenuto del suo interrogatorio (quello per cui risulta indagato per rivelazione di segreto) a Paolo Bonaiuti, uno dei portavoce del presidente del Consiglio.
di Ivan Soccio


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