Sony. 250 mln di dollari per inediti e hit di Jackson


michael jackson sonyMichael Jackson continua a cantare ( ma a guadagnare sono altri) –

Può un morto fare 10 dischi in sette anni? Se il morto si chiama Michael Jackson sembra proprio di si. La Sony ha infatti firmato un contratto milionario, 250 milioni spicciolo più spicciolo meno, per assicurarsi i diritti dei suoi album postumi, accordandosi con la famiglia. Un contratto definito come «il più lucroso della storia della musica». Chi ingenuamente pensava non sarebbe più stato possibile avere nuovo materiale da ascoltare, chi aveva deciso di rispolverare i vecchi dischi e canzoni poiché ormai unico ricordo della popstar, deve ora soccombere alle leggi del marketing e degli affari.

A pochi mesi dalla clamorosa morte del King of Pop, e dopo uno straordinario successo delle compilation create per celebrarne il ricordo e la carriera, puntare alla “resurrezione vocale” del cantante era quasi un passo obbligato, dovuto. Non tutti apprezzano però la scelta, soprattutto da parte della famiglia Jackson, già molto ricca e già molto aiutata in passato da Michael, di vendere anche le proprie memorie, imponendo ad un figlio ormai assente l’onere di dover ancora esibire se stesso, vendere dischi, mantenere genitori e fratelli.

Anche se legalmente inappuntabile, l’operazione della Sony non è che un ulteriore passo in avanti, o indietro che dir si voglia, nello spinoso e rischioso campo del diritto d’autore. Qualche anno fa, fu l’immagine di Marilyn a essere svenduta ad una azienda privata. Oggi è un fenomeno talmente diffuso che persino i Simpson ne parlano: nello speciale di Halloween di quest’anno Homer diviene un killer di star, pagato dalle aziende per poter sfruttare i morti per i loro spot e cartelloni.

I morti tornano, o meglio ritornano, sotto forme di comunicazione molto diverse. E soprattutto senza poter raccontare se stessi, poter scegliere cosa fare o non fare. Non è un film riproposto ad anni di distanza dalla morte del suo protagonista, poiché la pellicola dura nel tempo immutata rispetto al momento della ripresa. È l’uso sistematico e arbitrario di persone che mai nella vita avrebbero pensato di reclamizzare un detersivo, o usare i loro provini di studio come registrazioni per un album di rilancio.

Già il prossimo novembre, accompagnato da un battage pubblicitario di tutto rispetto, arriverà nei negozi e negli store online il nuovo disco di Michael Jackson. Un cantante che è stato al vertice del mondo, poi infangato e deriso e che ora, come morto, è una figura intoccabile, un martire della canzone leggera che sa emozionare e fare dischi stupendi. Anche perché, da questi dischi, non prenderà più un centesimo. I morti, anche se santi, si sa, non hanno bisogno di nulla. Nemmeno di dignità.

di Marco Meloni

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