Trani, Berlusconi e la telefonata della discordia
Continua il cammino dell’inchiesta e spuntano (sul Fatto) le telefonate.
Berlusconi e Annozero, una storia infinita. Potrebbe essere questa l’immagine che, più di tutte, descrive la situazione dell’inchiesta di Trani che vede tra gli indagati il Cavaliere, il dirigente Agcom Innocenzi e il direttore del Tg1 Minzolini.
I contenuti delle telefonate, in parte già di pubblico dominio, ci mostrano un presidente adirato ed un commissario Agcom che le prova tutte per accontentarlo.
Il perno della vicenda è Giancarlo Innocenzi che riceve le lamentele di Berlusconi e cerca di trovare una soluzione per assecondare le sue richieste. Ma leggiamo alcune trascrizioni delle telefonate della discordia fra il Cavaliere e il dirigente Agcom :
B: Ecco, è una cosa oscena, perché tieni presente che… hanno fatto praticamente un processo a Cosentino in costanza di un procedimento giudiziario che è arrivato addirittura a una richiesta di arresto, utilizzando degli attori per…”
I: Qui è la cosa grave.
A questo punto Berlusconi continua a riferire a Innocenzi la sua posizione e questi gli spiega che sta già studiando una strategia ma gli manca l’assenso di Gianluigi Magri (membro dell’Agcom in quota Udc); il Cavaliere lo rassicura dicendo che avrebbe parlato con Casini in prima persona per sistemare la cosa.
Il presidente del Consiglio comincia ad entrare allora nella dimensione pratica del suo progetto spiegando anche le sue paure per un attentato contro la sua persona.
B: No, io farei così. Io ho parlato con il direttore Masi e parlerò con tutti i nostri uomini perché ho fatto uno studio sulle televisioni europee: non c’è nessuna televisione europea in cui ci sono questi pollai. E allora perché noi dobbiamo avere questa fabbriche di fango e di odio. Io sono dovuto stare un giorno chiuso a Palazzo Chigi, dormirci la sera prima e la sera dopo.
I: L’ho letto sui giornali.
B: Perché è venuto fuori che volevano farmi un attentato accostando una macchina alla mia nel percorso da casa mia a Palazzo Chigi. Allora ti domandi… oggi Ghedini ha ricevuto una cosa con cinque pallottole in cui gli dicono che lo aspetta un caricatore intero, che sarà per lui, per sua moglie, per sua sorella, per suo figlio, che sanno dove va a scuola suo figlio, che sanno dove va a giocare suo figlio e gli hanno praticamente rovinato la vita.
I: È allucinante, ma è questo… perché caricano sempre di odio.
B: E allora non si può più vedere i Di Pietro che fanno quella faccia in televisione. Non si può più avere poi un pubblico di parte con quello che gli dice applausi e questi approvano quando c’è una cosa contraria al vero e soprattutto la Rai non può più accettare di non avere più canone perché la Rai con queste trasmissioni fa si che la gente dica: ‘io non pago più il canone’ perché non voglio che i miei soldi siano andati a Santoro o a Floris.
I: No ma guarda.
B: Ecco, no quello, fammi finire, quello che adesso bisogna concertare è che l’azione vostra sia un’azione che consenta… che sia di stimolo per la Rai per dire ‘chiudiamo tutto’.
Innocenzi spiega dunque al presidente la sua strategia concordata con la ‘cricca’ e Berlusconi ci tiene a precisare che bisogna intervenire su Santoro ma anche su tutte le trasmissioni simili ad Annozero. Innocenzi continua chiedendo al Cavaliere di essere messo in contatto con i Carabinieri perché potrebbe tornare utile anche un esposto dell’Arma per la puntata sul caso Marrazzo. Il presidente allora si attiva affinché il comandante generale dei Cc Leonardo Gallitelli venga preavvertito di questa cosa e possa incontrarsi con Innocenzi. Al momento non risulta che il Gallitelli abbia presentato alcun esposto contro Annozero o altre trasmissioni.
Secondo alcune fonti giudiziarie, come riportato anche dal sito di Repubblica, la parte di inchiesta relativa al premier dovrebbe essere trasferita a Roma domani per competenza territoriale con il placet della procura pugliese.
È accertato che le telefonate del premier sono partite tutte da Roma mentre resta a Trani la parte di inchiesta relativa a Innocenzi e Minzolini in quanto la loro iscrizione sul registro degli indagati è scattata dopo un loro incontro con i magistrati della procura pugliese.
di Ivan Soccio

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