Settimana di Busi e abusi. Un caso annunciato?
Senza voler entrare nel merito, proponiamo di seguito una breve cronistoria del “caso Busi – Rai”.
17 marzo (in diretta su Raidue. La trasmissione è “L’Isola dei Famosi”. Lo scrittore Aldo Busi annuncia il suo ritiro dal reality prodotto dalla Magnolia).
- La premessa:
“Quando parlo di politica e letteratura, i cameramen se la danno a gambe levate. Il filtro è tale che mi sono prestato ad una pantomima di me e dell’intellettuale”.
- Le parole incriminate:
“Il vero problema della società non sono gli omosessuali ma gli omofobi. Quelli sono i malati e pervertiti da curare, siano essi politici o preti” – E poi: “Se anche il Papa si scaglia contro gli omosessuali… forse è quello che… ormai è risaputo: l’omofobo è un omosessuale represso. Lo dovrebbero avvisare, lo dovrebbero sapere… cioè, si scoprono da sé. E’ l’omofobo… che sia omosessuale o lesbica repressi, ma sono un danno per la società, perché chi rinnega sé stesso è capace di negare anche la propria madre”. (citazione letterale)
18 marzo (nota della Rai, diffusa alle agenzie di stampa nazionali).
- La conseguenza:
il direttore di Raidue, Massimo Liofredi, sentito il direttore generale della Rai Mauro Masi, ha ravvisato nel comportamento di Busi palesi e gravi violazioni delle regole e delle disposizioni contrattuali. Pertanto, Aldo Busi verrà escluso dalla partecipazione alle prossime puntate de “L’Isola dei Famosi” e dalle altre trasmissioni della Rai.
Il quotidiano della CEI (Conferenza Episcopale Italiana).
- Avvenire (19 marzo):
“Una serie di improperi e insulti. In una escalation che dagli ospiti in studio è arrivata fino a governo, su fino al Papa, con offese di inaudita gravità. (…) Visto che lo scrittore non è nuovo a simili performance, Ventura e la Rai non potevano pensarci prima di invitarlo sull’Isola?”.
- Avvenire (20 marzo):
“I dirigenti Rai (…) dopo avere deciso di allontanare Busi da tutti i programmi dell’azienda, ieri (venerdì ndr) hanno permesso che tutti i talk show di Viale Mazzini si occupassero del caso”.
21 marzo (Simona Ventura, durante “Quelli che il calcio”).
- La lettera (estratti):
“Cara Ventura, scrivo questa lettera sul volo che mi riporta in Italia sapendo che difficilmente nei prossimi giorni mi sarà data la possibilità di esprimere il mio pensiero di persona, nella Sua trasmissione o in altri programmi della Rai. Vorrei che la leggesse ai Suoi telespettatori.
Sono stato bandito ovvero radiato da tutti i programmi della Rai dopo l’ultima puntata dell’Isola dei Famosi, escluso dopo che mi ero auto-escluso: intanto mi chiedo come si possa bandire qualcuno la cui ultima presenza in Rai in diretta se ben ricordo risale a circa 10 anni fa. Vengo accusato di ‘gravi violazioni delle regole e delle normative contrattuali’. E cos’avrei fatto o detto di così grave? Io so di aver rispettato fino in fondo gli impegni contrattuali che ho sottoscritto. Mi si attribuiscono offese a questo Papa il cui nome, come risulta anche dalla trascrizione del parlato, so di non aver pronunciato. Certo, ho denunciato l’omofobia e ho detto quel che la scienza ha accertato, e che cioè l’omofobia cela una latente omosessualità e una voglia vendicativa verso quanti la vivono liberamente. Quindi se i giornali hanno scritto che ho ingiuriato indirettamente questo Papa, di sicuro è che gli stessi l’hanno ingiuriato direttamente: nessuno deve arrogarsi il diritto di leggere nelle intenzioni, cosa del resto non riconosciuta da alcun tribunale.
Non voglio certo rinnegare le mie convinzioni di perfetto anticlericale, ma rispetto le posizioni diverse dalle mie e i sentimenti dei credenti di ogni fede, fermo restando che, come esiste libertà di culto, in una democrazia si deve riconoscere la libertà di non averne alcuno. Io ho detto ciò che penso da tutta la vita, e che cioè non esiste cittadinanza che non meriti d’essere rispettata e che la persona umana non si può circoscrivere alla sua sessualità, fermo restando l’assoluto rispetto verso i bambini e le persone non consenzienti.
Ho partecipato all’Isola per il gusto di mischiare le carte e confondere i pregiudizi. Sono fiero d’avervi apportato, anche grazie a Lei, Ventura, argomenti e riflessioni che mai vi sarebbero altrimenti entrati. So di non essere piaciuto a tutti, ma io mi sono piaciuto molto”.
- L’antefatto:
il 26 gennaio, intervistato da Aldo Cazzullo (inviato del Corriere della Sera), Busi si era così espresso in merito alla sua partenza per il Nicaragua: “Una clausola mi imponeva di non parlare in modo offensivo di politica e di religione. Ho preteso che venisse tolta. Altrimenti cosa dovrei dire tutto il giorno? Cip-cip?”.
Principali accusatori:
- Vari esponenti politici, di maggioranza ed opposizione.
- CODACONS (Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell’Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori): “Già dalla prima puntata dell’Isola dei Famosi, Busi si é abbandonato ad un linguaggio volgare e ad espressioni di cattivo gusto. Linguaggio e provocazioni non graditi ai telespettatori, molti dei quali hanno scritto al Codacons denunciando le scurrilità dello scrittore. Giusta quindi la decisione della Rai di escludere Aldo Busi dalle trasmissioni dell’azienda, ma assolutamente tardiva, in quanto si chiude la stalla quando i buoi sono già scappati”. (Carlo Rienzi, presidente CODACONS)
- MOIGE (Movimento Italiano Genitori) ed AIART (Associazione Spettatori).
Principali difensori:
- Morgan: “Busi è una delle poche presenze intelligenti che ci sono in televisione di questi tempi. Mi stupiva anzi il fatto che ci fosse. Le frasi dette da Busi sull’omosessualità e sulle tasse sono condivisibili. Non seguo i metodi della censura adottati dalla Rai, perché sembra che lì vivano nel Medioevo, dove si allontanavano le streghe”.
- ArciGay: “Seppure non ne condividiamo sempre le modalità, talvolta violente, con cui Busi è intervenuto nella puntata di ieri sera (mercoledì ndr), crediamo che il servizio pubblico televisivo debba garantire l’espressione di tutte le idee, anche le più scomode per la nostra società”.
- Leopoldo Mastelloni: “Cacciare Aldo Busi dall’isola è stato un clamoroso errore: sapevano bene quel che avrebbe detto. Puntare sull’aspetto gay è scontato. Se Busi non fosse omosessuale passerebbe tutto sotto silenzio”.
- Michele Santoro: “Difendo anche Busi. Non mi sembra giusta la sua espulsione. E’ una persona di talento. Certamente possiamo chiedergli di avere un maggiore fair play. Ma perdere un talento non è mai una cosa buona”.
24 marzo (estratti dell’intervista concessa da Busi a Laura Rio, su Il Giornale).
- Le ultime precisazioni:
B: La televisione è lo specchio dell’Italia di oggi, in cui l’agenda politica viene dettata dal Vaticano, in cui vige una morale sessuale repressiva, dove la Chiesa non si è liberata dell’omofobia e mette al centro dell’umano l’elastico delle mutande per sviare i cittadini dal rischio di ripristinare lo Stato etico.
R: Dunque, insiste, nonostante la Ventura abbia letto una sua precisazione sul fatto che non si riferiva a questo Papa quando parlava di omosessualità…
B: Quella lettera l’ho scritta per evitare ritorsioni contro il reality e contro la casa di produzione. Nella vita a volte bisogna fare compromessi, dettati dalla generosità e non per un fine proprio, per non creare problemi agli altri. Comunque se avessi saputo che questo Papa stava per pronunciare quell’insoddisfacente mea culpa della Chiesa cattolica sulla pedofilia, mi sarei risparmiato quell’attacco, avrei esercitato la pietas che si deve tributare a un perdente.
R: Sembrava una ritrattazione, per poter di nuovo tornare in Rai.
B: Le sembra che uno come me abbia bisogno della Rai? Sono loro che hanno bisogno di me, almeno in questo momento. Io sono disposto a tornare in studio all’Isola solo perché me l’ha chiesto Simona Ventura che, per riavermi, ha fatto un cambio di rotta ammirevole: da gattona mielosa a tigre con gli artigli affilati.
R: Almeno la Ventura non è ipocrita come i vertici Rai che l’hanno mandata sull’Isola sapendo che lei è un guastatore per poi bandirla quando l’ha fatto.
B: Infatti nel mio contratto avevo fatto togliere la clausola che mi impediva di parlare contro la morale comune e contro la religione.
R: Ma come? Si era detto che il giornalista del Corriere (Cazzullo ndr) che aveva raccolto la sua intervista prima della partenza avesse mal interpretato.
B: Aveva capito benissimo, io non cambio le mie idee mai, figuriamoci per partecipare a un reality, ma non si può assimilare il parlare politicamente della religione con l’indiscriminato diritto al vituperio.
La maggioranza degli opinionisti denuncia la tremenda ipocrisia di tutta la vicenda.
Secondo molti, Aldo Busi è stato voluto nel reality di Simona Ventura col preciso scopo di fare audience. Lo scrittore è notoriamente un personaggio politically uncorrect, ma sembra che, appena la bomba sia esplosa, i dirigenti della Rai – sotto la forte pressione di politici ed associazioni – abbiano preferito epurare il principale catalizzatore di ascolti de “L’Isola”.
A questo punto è probabile, per i telespettatori italiani, rivedere Busi sulle reti private (i rumors dicono che Mediaset gli stia facendo una corte serrata…).
Paolo Ceraldi

Author: Redazione Magazine (625 Articles)