L’Italia vista dall’estero : ritratto di Berlusconia
Il giornale australiano “Financial Review” ha pubblicato al suo interno una mappa d’Italia. Fin qui non ci sarebbe niente di strano. Il fatto è che l’ha chiamata “Berlusconia” e ha sostituito i nomi delle città con nomi inventati e volgari: Roma viene chiamata “Puta”, Crotone si chiama “Cretino”, Venezia assume il nome di “Venerea” mentre la Sicilia diventa l’isola di “Mafia”.
I giornali italiani all’estero si sono infiammati. Hanno reagito contro il giornale australiano e si sono alzati in difesa dell’onore dell’Italia e degli italiani.
Gli italiani all’estero si tengono informati su quello che accade nel loro Paese d’origine attraverso dei quotidiani. I principali sono cinque: “America Oggi” negli Stati Uniti, “La Voce d’Italia” in Venezuela, il “Globo” di Melbourne e la “Fiamma” di Sidney in Australia, il “Corriere Canadese” in Canada e “Gente d’Italia” in Uruguay. Ad essi si aggiungono circa 150 fogli periodici. Alcuni giornali hanno avuto un ruolo determinante in passato: pensiamo a “Il Vesuvio.
The oldest and the most influential paper in Pennsylvania” che nel 1899 denunciò il linciaggio di cinque italiani in Louisiana, mettendo in moto il governo italiano e i suoi ambasciatori. “Il progresso italo – americano”, poi, mantenne vivo il legame tra l’Italia e i nostri connazionali all’estero, prima della nascita della tivù e delle trasformazioni di internet.
Quei giornali vengono adottati ancora oggi nelle scuole e nelle università americane, australiane e canadesi per lo studio della lingua italiana.
Eppure, nonostante la loro importanza, i finanziamenti sono stati dimezzati.
Le motivazioni non sono chiare. Andrea Mantineo, il direttore di “America Oggi”, afferma: “ Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto legge Incentivi inteso a stimolare l’economia, nel quale, tra le altre disposizioni, è stato incluso uno stanziamento di dieci milioni di euro per “riparare” al taglio inflitto dal Decreto Milleproroghe a tv e radio locali. Contrariamente però alle assicurazioni della vigilia, i quotidiani editi e pubblicati all’estero sono stati ancora una volta ignorati ”.
Continua, poi, dicendo che: “ Non si venga a dire che è una decisione dettata da condizioni economiche. L’esiguità della cifra risparmiata (5 milioni in tutto) non serve certo a risparmiare il deficit del bilancio statale. Essa però rischia di lasciare gli italiani residenti negli Stati Uniti, Canada, Australia e Venezuela senza un mezzo di informazione. E il presidente della Repubblica che ne pensa? ”
I quotidiani italiani all’estero contribuiscono al mantenimento del senso d’identità e rafforzano la partecipazione. In una società globalizzata e lontana dalla politica, sembrerebbero una grande risorsa per la consapevolezza di sé e la riappropriazione della res publica. Un minimo di considerazione in più sarebbe d’obbligo.
di Viviana Lucca

brava viviana!!