Raiperunanotte: come rompere la censura
Alla fine la censura ha creato il suo antidoto. E’ così che Annozero, in versione Raiperunanotte ed esiliato lontano dalla Rai, ha avuto una eco che quasi raggiunge in cinque milioni di telespettatori che normalmente seguono la trasmissione di Santoro.
E’ uno dei primi eventi cross-mediatici (dopo i V-Day di Grillo) nella storia della televisione italiana.
Nonostante le regole sulla par-condicio che hanno oscurato l’informazione politica dalla tv di Stato ed il concomitante posticipo di Serie A, Napoli-Juventus, se si fanno due conti si può giungere alla conclusione che i telegiornalisti imbavagliati hanno recitato la parte dei trionfatori: censurati in video, sono rientrati, e in modo più dirompente, proprio sullo stesso circuito che li ha silenziati.
Dalle molte tv regionali (Telelombardia, Tvr Voxson, Antenna Sud, solo per citarne alcune) che assommano con una stima grossolana il 5,7 % di share, a SkyTg24 che ha una media di due milioni e mezzo di contatti giornalieri, alla differita di Rainews 24 (imposta al direttore Corrado Mineo) con i suoi circa trentamila spettatori, più tutte le emittenti radiofoniche che hanno rimandato via etere il segnale dell’evento del Paladozza di Bologna, il conto è presto fatto.
Ma il vero elemento di novità, rivoluzionario, è di nuovo la rete. Il sito ufficiale dell’evento ha collezionato centomila contatti, e i mastodontici siti di Repubblica e del Corriere della Sera, con una media di 1 milione e mezzo di utenti giornalieri, hanno spinto ancora più su la freccia dell’audience cross-mediatica.
Non vanno tralsciate nemmeno le finestre in streaming concesse da Fastweb, e le dirette integrali dei siti del Fatto Quotidiano e della Federazione Nazionale della Stampa.
Come ha detto qualcuno, il punto è stato il “buco” che Santoro e company hanno squarciato ai danni della censura, metaforizzata dal filo spinato dietro cui sedeva Loris Mazzetti all’interno del palazzetto dello sport bolognese, storico collaboratore di Enzo Biagi e dirigente Rai sospeso per le dichiarazioni rilasciate al Fatto.
In duecento piazze la gente si è riunita per vedere sui maxischermi quelli che per alcuni sono i “telepredicatori”, o “le vittime chic”, o i “seminatori d’odio”, mentre per altri sono i campioni della libertà d’informazione.
Poco importa quello che è stato l’effettivo svolgimento della puntata-evento, è secondario lo sketch di Benigni con Ruotolo, o la riapparizione del satiro Daniele Luttazzi, incontenibile dopo 8 anni di oscuramento, così come tutti gli interventi di registi-cantanti-telegiornalisti (tra quest’ultimi Lerner, Floris, Iacona, Travaglio, Gabanelli) che hanno preso parte alla kermesse santoriana.
Televisivamente parlando Raiperunanotte ha avuto i suoi alti e bassi (dirompente l’inizio, così come le apparizioni di Luttazzi e Benigni, infelici alcune parentesi, vedi Morgan o l’inutile Venditti), ma è mediaticamente che la serata del 25 marzo verrà ricordata.
Milioni di persone si sono connesse con canali alternativi, che non siano quelli del servizio pubblico, si sono autofinanziati ed hanno organizzato un evento d’informazione, coperto dal cappello sindacale, dando una spallata alla normale programmazione televisiva.
La breccia è aperta, e difficilmente la censura la chiuderà. Più probabile chefaccia il gioco delle “rottura”, in un corto circuito mediatico che provoca un clamoroso autogol dei censori.
di Paolo Giunta

Author: Redazione Magazine (625 Articles)
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Raiperunanotte: come rompere la censura…
Alla fine la censura ha creato il suo antidoto. E’ così che Annozero, in versione Raiperunanotte ed esiliato lontano dalla Rai, ha avuto una eco che quasi raggiunge in cinque milioni di telespettatori che normalmente seguono la trasmissione di Santoro….