Sergio Rubini e Domenico Starnone: “Spavento” alla Festa del Libro
Due vecchi amici, uniti dalla passione e dalla stima reciproca. Sergio Rubini, attore italiano dai mille volti e Domenico Starnone, eclettico scrittore partenopeo, leggono e raccontano ” Spavento” alla festa del libro di Roma.
Per chi non lo conoscesse Domenico Starnone è un ex insegnante napoletano. Autore di racconti sulla vita scolastica come Ex cattedra, Il salto con le aste, Segni d’oro, Fuori registro, Eccesso di zelo. O anche Denti, da cui Gabriele Salvatores ha tratto il film omonimo. Nel 2000 ha vinto il premio strega con “Via Gemito”. Nella sua prolifica carriera ha scritto anche sceneggiature cinematografiche e teatrali come Sottobanco.
Il libro di Starnone descrive la disperata voglia di vivere, quella forza che nasce quando si sfiora un’esperienza di morte. Per l’autore la morte si vede come un fatto accademico o un gioco per bambini fin quando scopriamo la nostra mortalità. Questo processo avviene con la morte dei genitori o meglio della madre, infatti il protagonista nascosto del racconto è l’io che non ha nessuna voglia di estinguersi nonostante l’età e il fisico.
Il romanzo si divide in tre blocchi narrativi. Il primo racconta la storia di Pietro Tosca, uno sceneggiatore che crede d’essere malato dopo che la moglie, moderna Cassandra, lo sogna morto. L’uomo che ha sempre basato la sua vita sulla ragione decide di non rassegnarsi alla malattia, scappa dalla clinica e dalle cure.
Il secondo blocco invece racconta la storia dell’autore che sta scrivendo la storia di Pietro Tosca. Lo scrittore è realmente malato, ricoverato decide di combattere il male scrivendo. Ha un ingegnere come compagno di degenza che lotta come lui per la sopravvivenza e si emoziona con Tolstoj.
Il terzo blocco del libro ci mostra la realtà dello scrittore dopo diversi anni. Fuori dall’ospedale cerca di sistemare la storia dello sceneggiatore, ma di controvoglia e col pensiero fisso alle cure. Durante l’incontro Starnone ha commentato le parti del libro lette da Rubini, spiegando i processi mentali che accompagnano il lavoro di uno scrittore. Spiegando che la stesura di una storia è un processo così personale che può sedimentare anche per vent’anni nella testa dello scrittore per poi essere scritto in soli due anni.
La lettura di Rubini ha affascinato tutti, compreso l’autore che ha poi commentato: ” Quando Sergio legge i miei libri sembrano migliori”.
Giovanni Piccione

Author: Redazione Magazine (625 Articles)