Giornalismo addio. Adesso ci penserà un robot


il_robot_giornalistaTempi duri per i giornalisti. Derisi, censurati, amati e odiati, costretti a vedersela con la concorrenza. Umana, digitale e ora anche robotica.
L’Intelligent Systems Informatics Lab (ISI) della Tokyo University ha annunciato la sua ultima invenzione: il robot giornalista.

L’automa, che tra qualche anno potrebbe essere in commercio, sarebbe in grado di scattare foto e di fare interviste. In più, riuscirebbe ad intercettare i fatti più rilevanti, secondo il criterio della “notiziabilità”, e a renderli sotto forma di news. I ricercatori giapponesi l’hanno infine programmato in modo da saper usare i motori di ricerca ed è perfetto nell’utilizzo delle famose “5 W”.

Oltreoceano, gli Stati Uniti hanno dato il benvenuto al loro robot giornalista. Si chiama “The Machine” ed è uscito dalla Northwestern University of Evanston. Specializzato nel giornalismo sportivo, è capace di seguire una partita e di memorizzare nonché riprodurre fedelmente ogni singolo passaggio. Basta inserire i momenti più importanti dell’incontro, i nomi dei giocatori e il risultato, per avere un testo chiaro e lineare.

Come mai sono stati costruiti degli automi giornalisti? Da dove deriva un interesse di questo tipo?
I robot vengono addestrati a compiere diverse funzioni; soddisfano ormai molti dei capricci umani o aiutano in mansioni faticose e complesse. I “nuovi” giornalisti nascono dall’esigenza di una maggior obbiettività nell’informazione. Le scuole americane, ad esempio, obbligano all’oggettività. Ogni “pezzo”, tuttavia, si colora della soggettività di chi scrive. Il distacco è presunto, l’evento viene filtrato.

Gli articoli giornalistici scritti dai robot saranno la precisa e cronologica registrazione dei fatti, ma senza alcuna riflessione e privi di qualsiasi intento. Inoltre, persino la “mente” di un robot rischia di essere manipolata.
La necessità delle macchine, comunque, potrebbe far discutere sul bisogno di informazioni attendibili e vere. Forse su di un giornalismo diverso, che sia come un faro che dissipi la nebbia e che illumini la via.

di Viviana Lucca

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