La Bella e il Mostro. Da Verzeni a Izzo, storie di Sadic Killers


IzzoMi trovavo in un ristorantino nella periferia romana, insieme ad alcuni amici, quando, parlando di serie televisive, notavamo la folta schiera di storie sui serial killer che vengono raccontate. Conoscendo i miei temi di ricerca, uno dei ragazzi mi ha chiesto un’opinione sui fenomeni di devianza patologica e di psicopatia che vedono come protagonisti i cosiddetti “Mostri”. In sostanza, il mio commensale non capiva come mai, alla luce di tutti i mutamenti avvenuti nella cultura sessuale occidentale e nei modi di vivere la sessualità, si manifestino ancora determinate patologie, in particolare gli episodi di violenza sadica seriale.

Le poche parole scambiate hanno stimolato la mia curiosità ed ho iniziato a cercare informazioni sui “mostri”, per cercare di capire se nel tempo qualcosa è cambiato.

Una delle letture più interessanti, se si vuole iniziare una indagine storica di questo tipo, è la Psychopathia Sexualis di Richard von Krafft-Ebing, un testo del 1886, pietra miliare della sessuologia. L’autore descrive centinaia di casi particolarmente “coloriti” tra i quali, nella sezione “Sadismo”, anche diversi esempi di antropofagia “per libidine”.

Lo studioso spiega che questa tipologia di delitti a sfondo sessuale non contempla necessariamente la presenza dello stupro: il modo sadico di trucidare la vittima può essere sufficiente per sostituire il coito. Un esempio è quello del pluriomicida Vincenzo Verzeni, 22 anni, arrestato nel 1872. La vita delle sue vittime dipendeva sostanzialmente dal raggiungimento più o meno rapido dell’orgasmo da parte di Vincenzo. Il ragazzo fu accusato di diversi omicidi, in particolare di quello della quattordicenne Giovanna Motta, trovata in una stradina di campagna atrocemente straziata da un’infinità di ferite e con gli intestini ed i genitali strappati via dal corpo squarciato. Completamente nuda, la bocca piena di terra con la quale era stata soffocata, vicino al cadavere era stato trovato anche un pezzo di polpaccio ed alcuni capi di vestiario. La signora Frigeni, ventotto anni, fece una fine analoga, mentre la diciannovenne Maria Previtali, cugina di Verzeni, riuscì a fuggire grazie all’improvviso sopraggiungere dell’orgasmo del suo aggressore. Una volta arrestato, Verzeni durante la confessione ha dichiarato: “Bevendo il sangue della Motta provai un piacere indicibile […] asportavo le viscere e toglievo loro gli abiti per il piacere di annusarli e di toccarli. Infine mia madre si accorse che stavo facendo qualcosa di strano…”.

Dopo aver riposto Psychopathia Sexualis sullo scaffale e consultato alcuni dati sulle patologie legate alle sessualità, ho deciso di controllare in rete se i fenomeni riportati da Krafft-Ebing più di un secolo fa si manifestano anche oggi, a casa nostra. In un archivio ho trovato una serie di articoli riguardanti i serial killer Gianfranco Stevanin, Andrea Matteucci, Donato Bilancia, Maurizio Minghella ed il cosiddetto Mostro di Firenze, nel nostro caso il più interessante: 32 vittime in 17 anni, fino al 1985.  mostro firenzeIl Mostro prendeva di mira le coppiette appartate, le uccideva sparando con una pistola ed in alcuni casi asportava i seni ed i genitali delle vittime. Fu indagato Pietro Pacciani, precedentemente accusato per l’omicidio di un rivale e per molestie sessuali nei confronti delle figlie, ma fu assolto in appello. Prima che si potesse svolgere il nuovo processo morì di overdose in circostanze poco chiare.

Andando avanti nella mia ricerca, ho trovato alcune informazioni relative al tema che aveva suscitato la curiosità del mio amico. Si trattava di una vicenda di cronaca “rosa” del novembre 2009, che vedeva coinvolti Angelo Izzo, uno dei protagonisti del “Massacro del Circeo” e Donatella Papi, una giornalista in carriera. Il sevizio raccontava del loro matrimonio e delle dichiarazioni di lei, pronta a lottare per fare riaprire i processi che avevano condannato il novello sposo.

Il “Massacro del Circeo”, avvenuto nel settembre del 1975, è stato uno dei più atroci della storia criminale italiana. In quell’occasione con due amici – Andrea Ghira e Gianni Guido – Izzo invita Maria Rosaria Lopez, 19 anni, e Donatella Colasanti, 17 anni, a partecipare ad un festino. Arrivati al Circeo i ragazzi iniziano i primi approcci sessuali ma le ragazze si tirano indietro. Per punizione, le due ragazze vengono rinchiuse ognuna in un bagno per dodici ore, tempo durante il quale i tre criminali continuano a bere e a drogarsi. Quindi la Lopez viene picchiata, torturata e stuprata anche con un corpo metallico. Infine, muore affogata. La Colasanti, invece, picchiata con una sbarra di ferro, decide di fingersi morta, resistendo immobile anche quando i tre la riempiono di calci per concludere il lavoro. Donatella si salva grazie ad un metronotte che riesce a sentire i suoi gemiti nel bagagliaio dell’auto in cui l’avevano chiusa. Nelle numerose interviste con la giornalista Franca Leosini, Izzo ammetterà che il massacro del Circeo era stato un vero e proprio omicidio premeditato.

Nel 2005, in libertà vigilata, Izzo si renderà protagonista di un’altra vicenda simile: massacrerà e soffocherà la moglie e la figlia quattordicenne di un pentito della Sacra Corona Unita conosciuto in carcere a Campobasso.

Le analisi psicoterapiche effettuate su Izzo negli anni ’70 lo descrivono come un nevrotico maniaco-depressivo con alterazioni della sessualità, indotte probabilmente da una circoncisione tardiva, il cui scopo era quello di correggere un iposviluppo del pene. In sostanza, Izzo cercava di superare le sue insicurezze abusando di psicofarmaci e comportandosi da “macho” onnipotente per mascherare il suo complesso d’inferiorità.

Dopo questo breve viaggio nel mondo dei Sadic Killers nostrani si possono trarre alcune conclusioni di massima. E’ importante ricordare che la vita sessuale in Occidente, soprattutto a partire dal secondo dopoguerra, ha subito degli importanti mutamenti, che sono alla base del processo di liberalizzazione delle pratiche e dei modi di viverla. Le “nuove libertà” hanno allentato diverse norme comportamentali alla base di alcuni fenomeni patologici come l’isteria. Ma le psicopatie e le nevrosi alla base dei comportamenti sadici, che possono portare in alcuni casi all’omicidio, non sono sempre determinate socialmente e culturalmente. Di esse si sa ancora poco e sembra che continuino a manifestarsi nelle stesse modalità da sempre.

di Alessandro Porrovecchio

Alessandro Porrovecchio è dottorando in Scienze Umane presso l’Università degli Studi di Torino e si occupa di Sociologia del corpo, Sociologia della sessualità e Sociologia della comunicazione.

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4 Responses to “La Bella e il Mostro. Da Verzeni a Izzo, storie di Sadic Killers”
  1. Redazione Redazione scrive:

    Come da Rettifica richiesta “Nel 2005, in libertà vigilata, Izzo si renderà protagonista di un’altra vicenda simile: massacrerà e soffocherà la moglie e la figlia quattordicenne di un pentito della Sacra Corona Unita conosciuto in carcere a Campobasso”.

  2. Questo è diffondere intenzionalmente informazioni fuorvianti…anche se in pochi se ne accorgeranno con quest’articolo si va a sostenere la tesi della Signora Papi Izzo. Non c’è stato abuso sulla bambina e Izzo era uno psicopatico che faceva abuso di farmaci. Complimenti e grazie!

  3. Riguardo al duplice omicidio di Ferrazzano nell’articolo si scrive:”Nel 2005, in libertà vigilata, Izzo si renderà protagonista di un’altra vicenda simile, massacrando – legandole e soffocandole, ma senza stuprarle – la moglie e la figlia quattordicenne di un pentito della Sacra Corona Unita conosciuto in carcere a Campobasso”. Non è la verità emersa dal processo. La ragazzina, Valentina Maiorano, subì violenza anche se l’assassino non consumò con lei un rapporto sessuale completo. Nel cavo orale di Valentina furono rilevate tracce di fluido compatibile con il DNA di Izzo. Molto probabilmente la vittima fu obbligata ad avere un rapporto orale.

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  1. diggita.it scrive:

    La Bella e il Mostro. Da Verzeni a Izzo, storie di Sadic Killers…

    Mi trovavo in un ristorantino nella periferia romana, insieme ad alcuni amici, quando, parlando di serie televisive, notavamo la folta schiera di storie sui serial killer che vengono raccontate. Conoscendo i miei temi di ricerca, uno dei ragazzi mi ha …



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