Vite interrotte. Il tragico scenario degli abusi sui minori
La violenza sui minori è, in riferimento alle statistiche, immane e mostruosa. Con esattezza, il numero manca e secondo i report di Unicef, Onu e Save the Children, non sono solo “certi bambini”. Pedofilia, sfruttamento minorile, e prostituzione sono solo i minimi denominatori comuni di una realtà globale, che poco spazio lascia all’immaginazione, per non rabbrividire. Vite interrotte, spezzate, violenza subita e danni psicologici patiti. I bambini ci guardano, diceva De Sica e, in molti casi, ci odiano. Se l’inferno esiste, molti bambini lo conoscono. Il paradiso è per pochi, per quelli che preti, vescovi e religiosi, non conoscono né santi né santità. La criminalità clericale, che accompagna la storia della Chiesa, da Giovanni XXIII (giudicato pedofilo al Concilio di Costanza del 1415) a Giulio III, sino allo sconsacrato Sex Crimes and Vaticans, non appartiene al passato. Sono undicimila i casi documentati di abusi sessuali su minori, tra il 1950 e il 2004, i cui carnefici sono preti. Nel settembre del 2009 l’arcivescovo Silvano Tomasi, dichiara che tra l’1,5% e il 5% dei religiosi ha commesso atti impuri. Mentre oggi si scopre che sono stati occultati gli abusi di un prete americano con circa 200 bambini sulla coscienza (New York Times; 25/03/2010), la Chiesa cattolica tedesca indaga su oltre 250 casi di abusi sessuali a danno di minori commessi da preti a partire dagli anni Cinquanta.
A marzo 2010, Danilo Speranza, guru dell’associazione “Re Maya”, è arrestato a Roma con l’accusa di violenza su minorenni. Casa e chiesa, sono, difatti, per certi bambini, la fine di ogni sogno: Luca Steffenoni, nel suo libro Presunto colpevole, osserva che “nella classifica degli abusatori di minori si collocano, con un sorprendente 80%, i padri separati denunciati dall’ex-moglie in concomitanza o immediatamente dopo la richiesta di divorzio”.
Percentuali in aumento all’interno della mura domestiche e web irretito nella pedofilia: Gianluca Falduto ed il suo gruppo “Regala un click ad un bimbo sordo”, come anche “Libera moralità” portale con circa mille foto delle quali il 90% sono bambini neonati, sono solo alcuni dei casi non casti. Sempre nel 2009, il Telefono Arcobaleno, denuncia che il 77% di bambini adescati sul web ha meno di 9 anni.
Bambole e robot, in alcuni casi, sostituite dalle armi: il rapporto Onu sui bambini soldati rivela che in 14 paesi sono usati, sfruttati e condotti alla morte sia da eserciti governativi che da gruppi armati. Se l’Ecpat (End child prostitution, pornography and trafficking) nel 2009 confessa che i minorenni inseriti nel business della prostituzione sono circa 3 milioni dei quali la metà in Asia, soprattutto bambine e ragazzine (il 40% delle quali hanno tra i 5 e i 12 anni), in Giappone si pratica l’appuntamento sovvenzionato “Enjo kousai”, ossia incontri tra uomini di mezza età e ragazze minorenni, come merce di scambio.
Sebbene, esista una Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia ed ogni Paese europeo introduca nuove norme contro pedofilia e prostituzione minorile, è sempre più comune chiedere scuse e perdoni. Ma anche in questo caso, le religione non è d’aiuto.
di Giovanna D’Ambrosio
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Author: Redazione (935 Articles)