È così tanto fantastico e furbo Mr. Fox?
Dopo il delirante e riuscitissimo viaggio indiano con “Il treno per il Darjeeling”, il regista americano Wes Anderson si cimenta niente meno che con l’animazione in stop motion con la pellicola “Fantastic Mr Fox – Furbo il Signor Volpe”. Il film uscirà nelle sale italiane il prossimo 16 aprile.
Tratto dal romanzo omonimo per adolescenti di Roald Dahl, il film ha come protagonista un’allegra famiglia di volpi che, dopo anni di vita da casalinghi sottoterra, vorrebbe ricominciare a vivere all’aria aperta con un’abitazione degna di nota. Dopo aver trovato una degna sistemazione per moglie, figlio e nipotino in vacanza, Mr Fox insieme al suo socio opossum riprende la sua vecchia e cara attività di un tempo: il furto di pollame. Presto si troverà a scontrarsi con i tre proprietari delle rispettive enormi fattorie della zona Boggis, Bunce e Bean, i quali adotteranno ogni metodo per difendere la proprietà dalle incursioni notturne. I tre, acerrimi nemici sul mercato, si alleeranno per eliminare per sempre il Signor Fox. Una caccia spietata e sfrenata, senza esclusione di colpi, coinvolgerà anche tutti gli animali della zona e delle fattorie stesse. Solo grazie alla furbizia della volpe, si può vincere una lotta sulla carta decisamente impari.
“Fantastic Mr Fox – Furbo il Signor Volpe” è un film riuscito solo in parte, sia per l’aspetto tecnico e l’animazione, sia per lo sviluppo della storia. Stilisticamente più o meno apprezzabile, Wes Anderson non sembra avere nelle corde e nel suo cinema, soprattutto, l’arte e la cultura dello stop motion. I suoi protagonisti sono fin troppo statici e se comparati a lavori di genere come quelli di Tim Burton, Henry Selick o Nick Park, autore del duo Wallace & Gromit, non ne esce molto bene. Peggiore sarebbe fare un confronto con i padri del movimento a passo uno quali furono tra gli anni ’20 e ’40 Willis O’Brein e Ray Harryhausen. Ciò che risulta nella pellicola è, a parte rari momenti, animali mossi come marionette senza una propria identità e spessore. A rendere il tutto ancora meno convincente è la storia, troppo semplice e lineare divisa in capitoli, simili a blocchi indipendenti. Mr. Fox avrà di fronte tre fattorie a cui rubare, ma in realtà affronterà lo stesso tipo di nemico per ben tre volte con la stessa ripetitiva dinamica: piano, furto, fuga, in attesa dello scontro e del finale scoppiettante.
In film d’animazione di questo tipo, c’è sempre una morale, un messaggio. Qua qual è? Rubare ai ricchi alla Robin Hood è giusto? L’affermazione della propria libertà e dei propri spazi ad ogni costo? Bè se sono questi i significati non sono particolarmente originali e convincenti, e poi, a onor del vero, il simbolismo legato alla volpe non è dei più edificanti e nobili, come insegna lo Stesso Collodi. “Fantastic Mr Fox – Furbo il Signor Volpe” non è in realtà un brutto film ma per animazione e contenuti si ha la netta sensazione di averli già visti in lavori di genere certamente migliori, a partire da quelli di Nick Park. Per Wes Anderson un esperimento andato male anche al botteghino, nonostante un budget limitato di circa 40 milioni di dollari. Per rifarci il palato aspettiamo una nuova commedia del regista americano, lì si che può dire veramente la sua.
Giulio Cicala
Trailer italiano:

Author: Redazione Magazine (625 Articles)