Inchiesta Mediatrade: richiesta di rinvio a giudizio per Berlusconi


fedele_confalonieri_pier_silvio_berlusconi_ansa_02La procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi per l’inchiesta Mediatrade sulla compravendita dei diritti tv.

Le accuse verso il presidente del consiglio sono di appropriazione indebita e frode fiscale; il Cavaliere è accusato di aver concorso nello svuotare di 34 milioni di euro la sua società quotata in borsa e di aver frodato il fisco per 8 milioni di euro con effetti tributari sensibili fino a settembre 2009; tutto questo nel periodo 2002 – 2005 in cui era presidente del consiglio. La contestazione per frode fiscale arriva fino all’anno 2009, quella per appropriazione indebita fino al 2006.

Berlusconi non sarà, naturalmente, l’unico imputato in questa inchiesta; la frode fiscale viene contestata anche al presidente Mediaset Fedele Confalonieri, al vicepresidente Mediaset e presidente Rti Piersilvio Berlusconi e ad altre 9 persone tra i quali il produttore tv Frank Agrama.

La ricostruzione dei pm prospetta che Berlusconi, Agrama e altri imputati abbiano “operato all’interno di un sistema di frode utilizzato dalla fine degli anni ’80, in forza del quale i diritti di trasmissione forniti dalla Paramount, e in misura minore da altri produttori internazionali, invece che direttamente dai fornitori venivano acquistati da Mediaset a prezzi gonfiati per il tramite di società di comodo riconducibili ad Agrama”. Da qui sarebbe maturata l’appropriazione indebita di una parte rilevante di queste somme.

Il denaro sarebbe stato, in seguito, “depositato sui conti presso l’Ubs di Lugano nella disponibilità di fiduciari di Agrama, su conti aperti a nome di Pace e di Ballabio, e su altri conti in Svizzera e altrove”; la valutazione penale di questo denaro è stata fortemente diminuita dalla prescrizione che ne ha mandato in fumo buona parte: negli ultimi 8 mesi bruciati 40 milioni di euro in contestazione.

Le indagini erano state chiuse a gennaio e si attendeva la richiesta dei pm che è arrivata solo oggi, a distanza di 2 mesi, per varie ragioni che vengono esplicitate anche dalla dialettica epistolare avvenuta nell’ultimo mese fra il neoprocuratore aggiunto Edmondo Bruti Liberati e i due sostituti procuratori titolari del procedimento Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro; il primo pensava che, a un fascicolo aperto da 5 anni, non potesse nuocere qualche giorno di attesa in più per migliorare alcuni aspetti tecnici dei capi di imputazione, gli altri due credevano che si stesse rinviando il tutto per motivi di opportunità e quindi si volesse aspettare il voto delle regionali.

L’udienza preliminare, dove il giudice Marina Zelante valuterà la richiesta di processo, sarà fissata non prima di metà giugno. La difesa del premier chiederà, sicuramente, di poter usufruire del legittimo impedimento appena diventato legge dello Stato dopo esser stato promulgato dal presidente della Repubblica Napolitano, ricordiamo comunque che sulla legge pende il rinvio alla Corte Costituzionale richiesto dai pm di Milano.

Berlusconi è tranquillo, non andrà a processo per 18 mesi in attesa di preparare una legge costituzionale che ricalchi i principi enunciati nel cosiddetto lodo Alfano che possa andare a sostituire il legittimo impedimento alla decorrenza del suo termine o dopo l’eventuale bocciatura della Corte.

Ivan Soccio

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  2. www.upnews.it scrive:

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