Milano, in piazza 400 sindaci lombardi. No ai tagli del Governo.


sindaci-lombardi-ansa.jpg_370468210Si è svolta oggi a Milano la marcia di protesta di 400 amministratori della Lombardia. Si sono raccolti in piazza San Babila per protestare contro i tagli agli enti locali ed i rigidi vincoli del patto di stabilità interno.

L’iniziativa è stata organizzata da ANCI Lombardia e dal suo presidente, il leghista Attilio Fontana, sindaco di Varese; “Questa” – ha detto Fontana – ” è una protesta di un territorio che inizia a soffrire e vuole dimostrare al centro che così non si va avanti”. Motivo della protesta, in particolare, “i soldi dati a pioggia a chi sbaglia e le penalità per chi ha rispettato gli impegni del governo”.

La manifestazione ha unito esponenti di tutti i colori politici, dai sindaci del Pd Giorgio Oldrini (Sesto San Giovanni), Virginio Brivio (Lecco) e Lorenzo Guerini (Lodi), a quelli del Pdl Franco Tentorio (Bergamo) e Marco Mariani (Monza). Tutti insieme hanno portato lo striscione “I sindaci lombardi vogliono garantire opere pubbliche e servizi”.

Non presente il sindaco di Milano, Letizia Moratti, in quanto aveva già annunciato che avrebbe agito per vie diplomatiche, andando a trattare direttamente con le cariche istituzionali. Il tutto è sfociato nell’apertura di un tavolo di confronto con il ministero dell’Economia, nella persona del sottosegretario Giuseppe Vegas. La marcia si è conclusa in prefettura, con la consegna simbolica delle fasce tricolore in segno di protesta.

Questa protesta si inscrive nel più grande progetto di federalismo voluto dalla Lega e che comincia a diventare sempre più pressante, alla luce dei pesanti risultati elettorali. Segnali in tal senso arrivano anche dall’episodio di ieri, di cui si è reso protagonista Roberto Calderoli.

Il ministro per la Semplificazione aveva “frettolosamente” portato al Quirinale le linee guida per la riforma istituzionale agognata (compreso il semipresidenzialismo), ma Berlusconi lo ha cortesemente bloccato, dichiarando che prima c’è bisogno della discussione parlamentare.

La Lega prende sempre più piede nella coalizione di centro-destra e, anche per un politico autoritario come Berlusconi, diventa sempre più difficile arginarla.

Mariano Belmonte

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