Dieci volte Glob, l’osceno del villaggio
Enrico Bertolino è tornato. Il 4 Aprile è iniziata la decima edizione del suo “Glob, l’osceno del villaggio”.
Dieci edizioni sono tante, come osserva lo stesso conduttore dal sito Rai: “È un po’ come vincere una medaglia in altrettante Olimpiadi. In fondo siamo tra gli unici lavoratori ‘stagionali’ sempre riconfermati perché costiamo poco e rendiamo molto”. Il programma, che andrà in onda per quattordici settimane ogni domenica in terza serata, si ripromette di sviscerare con l’ ironia di sempre il mondo della comunicazione e metterne in ridicolo la frequente vacuità del linguaggio e dei contenuti. Parte di quel lavoro che è compiuto da anni con infaticabile maestrìa dal “Blob” di Enrico Ghezzi, che infatti con “Glob” è gemellato.
Quest’anno tuttavia il programma si presenta in veste lievemente rinnovata: meno didattica e più varietà. “Quota varietà”, avverte Bertolino parlando a Debora Villa, sua spalla nel finale. “Quotà varieta: battute accessibili per non essere scambiati per un programma politico!”.
Oltre alla Villa aiuteranno il conduttore anche Lucia Vasini, che presenta la novità dell’anno: “L’Isola dei Noiosi,” nominations per eliminare gli esponenti più tediosi nel mondo della politica – la lotta pare feroce -, e il sempre bravo Ubaldo Pantani, di cui è attesissima l’imitazione di Marco Travaglio.
La prima puntata scorre veloce: “Glob” è sempre un bel vedere. C’è la riflessione sul mondo della comunicazione nelle settimane appena trascorse. Settimane piene di spunti: elezioni e par condicio: “L’Italia è l’unico paese in cui nascono risse da talk show anche quando sono sospesi!”, tuona Bertolino. E poi via con un “blob” di immagini sulla risposta della Tv alle misure di “par condicio totale” – sembra un’espressione di Felice Caccamo, invece è la pura verità: Luca Telese, a lume di candela, che parla dell’oscurantismo televisivo; Bruno Vespa festante che brandisce una carabina, ben lieto, a quanto pare, di non disquisire dei voti alle porte; Corrado Augias in abiti da padre spirituale che allerta, a ragion veduta, dei pericoli di queste misure drastiche. Nel caos informativo della televisione si stagliano i chiarori del mondo telematico. Censure televisive trovano spiragli in rete: e così grande successo di “Mentana Condicio”, dal sito corriere.it, con ospiti chiamati a parlare, finalmente, in libertà, e successo storico di “Rai per una notte”, l’ormai celebre serata condotta da Bologna da Michele Santoro, trasmessa da un circuito di tv locali, satellitari, web e streaming in cui ha primeggiato repubblica.it, con il record di contatti per evento unico.
Dopo questa interessante introduzione, “Glob” procede in effetti sui binari del varietà, con l’intervento di Antonio Cornacchione e del musicista Fava, che satireggiano sui telegiornali del nostro paese ,-specie -pallottole sulla Croce Rossa – su Studio Aperto: “In Iraq c’è il macello, ma trasferiamoci allo zoo perché è nata una giraffa”.
Infine fanno il loro ingresso Filippa Lagerback, che parlerà, udite udite, della presenza di un reality svedese in suolo marchigiano: “Drommen on Italien”, a Pedona delle Marche: c’è ancora, incredibile a dirsi, chi ha il mito del Belpaese. E la menzionata Debora Villa, che riflette su alcune nostrane manie ecologiche, più votate al comico che all’ambiente. Vale davvero la pena guardare il programma: ora cresce l’attesa per Ubaldo Pantani e la sua imitazione di Travaglio.
Franco Quaini

Author: Redazione Magazine (625 Articles)
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