Cannibali in Russia: uccisa e cucinata una sedicenne


16_clip_image006Avevano sentito “improvvisamente e tremendamente fame”, così si sono giustificati al processo Maxim Golovatskikh e Iuri Mozhnov, i due ventenni che, sotto effetto di alcolici dopo una festa, hanno annegato in una vasca, fatto a pezzi e cucinato con patate i seni e le cosce di una sedicenne loro amica, Karina Barduchian.

I resti non consumati sono stati gettati in vari posti: le indagini sono partite dal ritrovamento della testa in una pattumiera. L’assassinio risale al 19 gennaio 2009, ma tutti i macabri particolari stanno emergendo nel processo attualmente in corso a San Pietroburgo, dove le foto e le testimonianze hanno provocato malori a molti giurati.

I due assassini appartengono alla sottocultura “goth”, nata nel Regno Unito tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, un movimento influenzato ampiamente dalla lettera gotica del XIX Secolo e dal cinema horror. Maxim e Iuri sostengono di aver compiuto un “rito” e non hanno scelto un giorno a caso per portarlo a termine: l’omicidio è avvenuto il 19 gennaio, giorno in cui in Russia si festeggia il Battesimo di Cristo. La sacra celebrazione è stata in qualche modo ribaltata in modo sacrilego: la vittima immersa nell’acqua per essere annegata (anziché battezzata), alcune parti del suo corpo mangiate, non solo simbolicamente.

Il truculento banchetto è poi andato avanti: i due ragazzi hanno servito Karina alla sua coinquilina, Iekaterina Zinovieva, che al processo ha dichiarato: “Maxim e Karina andarono in bagno insieme ed io andai a letto. Mentre ero quasi addormentata sentii dei rumori e dell’acqua che cadeva, ma non mi preoccupai. Poco dopo mi svegliai di nuovo e decisi di andare a controllare. Iuri però mi fermò e mi disse di tornare a letto. Il giorno prima avevano scherzato sul fatto che avrebbero potuto uccidere Karina, ma ovviamente non presi per vere le loro parole nemmeno per un secondo”.

“Le nostre vite sono distrutte. E’ già terribile perdere una figlia, ma perderla in questo modo è ancora più orribile”. Sono queste le parole della madre della sedicenne uccisa, sconvolta da quanto è accaduto. Pare che la donna avesse litigato molte volte con Karina, proprio per opporsi alla frequentazione della ragazza con Maxim. “Non perderò la testa”, l’aveva rassicurata la figlia prima di dirigersi alla festa da cui non avrebbe fatto ritorno.

Marianna Camillò

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