Italia, il bel paese dei doppi incarichi.


berlusconi_cornaSe ci trovassimo nell’epoca della Prima Repubblica non ci stupiremmo, il costume di espandere i propri incarichi e ramificare il potere politico era all’ordine del giorno.

Qualcuno potrebbe obiettare che oggi non è più così, ma sarà vero?

Nient’affatto, e se a cascarci sono anche i paladini del federalismo, quelli della Lega di lotta e di governo, allora la questione si fa interessante.

Luca Zaia è solo l’ultimo degli esponenti politici che si ritrova con due piedi in due scarpe. Fa più rumore degli altri semplicemente perché l’estrazione culturale e politica, dalla quale proviene , è quella dei Padani che gridavano a Roma ladrona, all’inizio degli anni ‘90, denunciando il potere tentacolare dell’apparato politico centrale.

Devolution, federalismo fiscale e riduzione delle cariche inutili e onerose sono stati il cavallo di battaglia dei lumbard.

Zaia è oggi Ministro per le politiche agricole e governatore della Regione Veneto sulla base dei voti raccolti nell’ultima tornata elettorale.

Cos’ha scelto? Il dicastero che l’ha visto protagonista in questa prima parte di legislatura o, in linea con lo spirito federalista, il governo della regione del nord-est italiano?

Ha scelto entrambe le cose insediandosi martedì a Palazzo Balbi sulle rive del Canal Grande e raggiungengendo Roma, l’indomani, per tornare trionfante a Montecitorio al suo ruolo di Ministro, dove ha ricevuto i complimenti fieri del gruppo leghista.

Il Premier dopo aver ricevuto l’ok di Bossi all’avvicendamento con il governatore uscente della Regione Veneto, Giancarlo Galan, non ha provveduto ad alcuna sostituzione.

Non di meno, l’altro eroe verde delle elezioni regionali, Roberto Cota, è neopresidente della Regione Piemonte ma anche presidente del gruppo parlamentare della Lega.

Si dimetteranno da una carica? “Quando ci piacerà a noi” ha risposto l’Umbertone celodurista .

Beninteso, il malcostume del doppio incarico è stato immesso nella tradizione politica italiana dalla cultura democristiano-socialista-comunista, ma a quanto pare, gli alfieri della libertà e del federalismo nulla fanno per scrollarselo di dosso, piuttosto se ne avventaggiano alla bisogna.

Zaia e Cota sono soli in questo balletto? No.

Ad esempio ci sono: Edmondo Cirielli, deputato Pdl e presidente della provincia di Salerno; Maria Teresa Armosino, deputato Pdl e presidente della Provincia di Asti; Luigi Cesaro, deputato Pdl e presidente della Provincia di Napoli; Daniele Malgora, che li batte tutti essendo deputato Lega , Presidente della Provincia di Brescia e sottosegretario all’Economia; Ettore Pirovano, deputato Lega e presidente della Provincia di Bergamo; Roberto Simonetti deputato Lega e presidente della provincia di Biella; Antonino Pepe, deputato Pdl e presidente della Provincia di Foggia e così via.

La lista (che è bipartisan) potrebbe estendersi lungo l’intero arco costituzionale.

Tutto in regola dunque? Forse, se si eccettua l’art. 22 della Costituzione quello secondo il quale “Nessuno può appartenere contemporaneamente a un consiglio o a una giunta regionale e a una delle camere del Parlamento”.

Meglio aggiornarla,  la Costituzione.

di Paolo Giunta

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  1. www.upnews.it scrive:

    Italia, il bel paese dei doppi incarichi….

    Se ci trovassimo nell’epoca della Prima Repubblica non ci stupiremmo, il costume di espandere i propri incarichi e ramificare il potere politico era all’ordine del giorno.Qualcuno potrebbe obiettare che oggi non è più così, ma sarà vero?
    Nient’affatto,…

  2. diggita.it scrive:

    Italia, il bel paese dei doppi incarichi….

    Se ci trovassimo nell’epoca della Prima Repubblica non ci stupiremmo, il costume di espandere i propri incarichi e ramificare il potere politico era all’ordine del giorno.
    Qualcuno potrebbe obiettare che oggi non è più così, ma sarà vero?Nient’affatto,…



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