La corrente, alternata, di Fini.
La corrente di Fini rimane l’argomento politico più discusso degli ultimi giorni. Rappresenta un punto di rottura e di diversità politica mai palesatasi nel Pdl o comunque nei partiti di Berlusconi. La rottura avvenuta durante la direzione del Pdl continua a far sentire i suoi effetti anche a distanza di tempo.
In principio furono le prime esternazioni di Fini in dissenso al pensiero di maggioranza del partito e del Governo, poi la minaccia di formare gruppi parlamentari autonomi in caso le voci dissenzienti non fossero state ascoltate, quindi la rottura televisiva col presidente Berlusconi.
E dopo? Dopo è stato il turno di Bossi che ha lanciato il suo anatema contro il presidente della Camera minacciando, lui si che può, le elezioni anticipate in caso di problemi sulla riforma federalista.
E Fini cosa ha fatto dopo la diatriba dialettica con l’altro cofondatore del Pdl? Intanto ha mostrato spesso il suo volto in tv per spiegare agli italiani il significato della sua svolta e il perché è stata fatta. Ha posto dubbi sulle varie ipotesi di riforme che il Governo si appresta a varare soprattutto una che tocca da vicino gli equilibri della maggioranza, quella sul federalismo.
I dubbi di Fini si sono concentrati sulla reale portata della riforma e sui costi ancora non stimati in pieno. C’è da scommettere però che la battaglia ci sarà anche sui prossimi provvedimenti riguardanti lo scottante tema della giustizia; ricordiamo che il presidente della Camera, nel suo intervento alla direzione del partito, ha parlato di legalità, di giustizia giusta che non lasci spazio a sacche di impunità. Un altro messaggio forte è stato mandato da uno dei fedelissimi di Fini, Bocchino che si è dimesso da vicecapogruppo del partito alla Camera.
Ma gli uomini della cosiddetta corrente finiana sono tutti uniti? A quanto pare no e si cominciano a vedere le prime crepe anche da questa parte.
Il primo a smarcarsi è Amedeo Labboccetta, “non ci sto – dichiara – a seguire uno come Bocchino
che rappresenta un elemento di rottura”. Se ci sono ipotesi di ricucitura, certi personaggi dovrebbero fare un passo indietro secondo il pensiero del deputato finiano. “Non sono di quelli che dicono che gli va tagliata la testa, – continua – ma indubbiamente, visto che si fanno tentativi di ricucitura, dovrebbe dimettersi”.
Labboccetta continua il suo distinguo affermando di aver parlato chiaro con Fini e di essergli leale, ma il suo obiettivo rimane Bocchino, “non può millantare – conclude – di rappresentare 39
deputati e 14 senatori. A me non mi rappresenta”.
C’è quindi da dare una fisionomia più precisa alla corrente finiana che, altrimenti, rischia di sfaldarsi ancor prima di nascere.
Un altro pericoloso smarcamento ha come protagonista Roberto Menia, “una settimana fa – ha dichiarato – si parlava di gruppi autonomi, e quindi si prefigurava un certo tipo di quadro che oggi non c’è”. L’interrogativo di fondo riguarda le reali intenzioni del presidente della Camera, “voglio
capire dove si va a sbattere, – ha concluso Menia – chi parla a nome di chi e perché parla? Che cos’è una corrente?”.
Fini ha risposto indirettamente attraverso i vari messaggi che ha lanciato in questi giorni e che prefigurano, però, uno scenario ancora indecifrabile all’orizzonte.
“Dobbiamo garantire il massimo rispetto del programma sottoscritto dagli elettori, – ha dichiarato il cofondatore del Pdl – questo deve essere un punto fermo in assoluto”.
Ha lanciato il suo guanto di sfida alla Lega invitando i suoi a sfidare il Carroccio sui suoi temi portanti, “bisogna fare il federalismo fiscale – ha dichiarato Fini – ma serve chiarezza sui singoli passaggi. In particolare, su un punto non si transige: non possiamo realizzare questa riforma
federalista aumentando le tasse”. Un chiaro riferimento è stato fatto su uno dei punti cardine di questa riforma e cioè quello che riguarda la possibile disparità fra regioni soprattutto tra nord e sud Italia; il presidente della Camera ha fatto capire che non ci possono essere regioni che ci guadagnano a discapito di altre.
Finora lo scenario si limita alle dichiarazioni che segnano sempre più nettamente i perimetri delle forze in campo, tra poco la palla passerà al Parlamento e nei primi provvedimenti scottanti si vedrà la reale portata della corrente finiana.
di Ivan Soccio

Author: Redazione Magazine (625 Articles)