Lega: un test di italiano per imprenditori immigrati
Un extracomunitario che voglia aprire un’attività dovrà prima aver superato un esame di italiano. Questo è quanto chiede la Lega nord, attraverso un emendamento al decreto legge incentivi a firma della deputata leghista Silvana Comaroli, presentato nelle commissioni Attività produttive e Finanze della Camera:
”Le regioni, nell’esercizio della potestà normativa in materia di disciplina delle attività economiche – si legge nell’emendamento – possono stabilire che l’autorizzazione all’esercizio dell’attività di commercio al dettaglio sia soggetta alla presentazione da parte del richiedente, qualora sia un cittadino extracomunitario, di un certificato attestante il superamento dell’esame di base della lingua italiana rilasciato da appositi enti accreditati”
Viene inoltre affidato alle Regioni la discrezionalità sulle insegne multietniche e in dialetto: ”Le regioni – si legge nel testo – possono stabilire che l’autorizzazione da parte dei comuni alla posa delle insegne esterne a un esercizio commerciale è condizionata all’uso di una delle lingue ufficiali dei Paesi appartenenti all’Unione europea ovvero del dialetto locale”.
La proposta leghista ha scatenato le più dure reazioni da parte degli esponenti del Pd. e anche la Confcommercio Roma la bolla come ‘ridicola’.
“Non è un caso che, dopo la direzione del Pdl di ieri, la Lega oggi senta il bisogno di battere un colpo. E non può che farlo alla maniera leghista, cioè ricorrendo al suo cavallo di battaglia preferito: il razzismo contro i cittadini extracomunitari”, dice Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato.
In risposta alle diverse accuse mosse da più parti, l’On. Comaroli ha in seguito precisato che: “Le polemiche sollevate dall’opposizione sono strumentali in quanto lo spirito che ha portato a redigere questo emendamento cercava di andare a risolvere un problema legato alla salute dei cittadini. Si tratta anche di norme igienico-sanitarie già previste in ambito europeo. Ricordo infatti – aggiunge – che tutti i negozi devono sottostare a severi regolamenti per garantire la tutela dei consumatori. In particolare mi riferisco agli alimentari e ai ristoranti che devo sottostare agli HACCP e quindi anche in questo caso le leggi vanno lette e capite per essere recepite. Fondamentale anche per la tutela del consumatore – conclude – è che proprietari di questi negozi possano comprendere e quindi applicare anche le regole riguardanti lo smaltimento dei rifiuti”.
di Angelo Scaperrotta

Author: Redazione Magazine (625 Articles)