Bufera Pdl, Bocchino si dimette e accusa Berlusconi
La bufera nel Pdl non accenna a placarsi, anzi ci sono stati nuovi sviluppi che mettono ancora più in pressione il primo partito di governo.
Italo Bocchino lascia la carica di vicepresidente vicario del gruppo Pdl alla Camera e lo fa con toni polemici e accusa circostanziate a Berlusconi.
Non è una novità che Bocchino sia tra i fedelissimi del presidente della Camera Gianfranco Fini e non è una novità che non sia ben visto da Berlusconi ma anche da parte degli stessi finiani.
La missiva che accompagna le dimissioni è molto dura e non stempera assolutamente i toni come si sarebbe potuto pensare. “Berlusconi ha chiesto la mia testa. Non esiste un solo partito democratico dove possa accadere ciò che è accaduto oggi”.
Bocchino ci tiene a spiegare bene la sua posizione parlando di pressioni che c’erano già da un anno a questa parte, “Berlusconi è ossessionato da me. – ha dichiarato – E’ da almeno un anno che chiede la mia testa, perché ritiene che non possa esserci uno non allineato”.
La querelle non finisce qui perché il deputato finiano ci tiene ad essere più circostanziato nelle sue dichiarazioni, “c’è stata una direttiva di Berlusconi – continua Bocchino – durante Ballarò che chiedeva la mia testa. Berlusconi commette un grave errore che è quello di colpire il dissenso, colpire chi è in vista per educarne cento. Ma questo non porterà il partito lontano”.
L’aria che tira è da resa dei conti, ormai sono cadute tutte le barriere difensive, la cosa è di pubblico dominio e le sferzate arrivano da una parte e dall’altra. Ad esempio il Giornale di Feltri ha rilanciato accuse alla suocera di Fini.
Ma Bocchino non si ferma sulle posizioni attuali e tenta di ricostruire la vicenda partendo dal passato, “Berlusconi è ossessionato da me. È da almeno un anno che chiede la mia testa. Mi ha pure chiamato per dirmi di non andare in televisione. Che un leader chiami un dirigente – continua – per dirgli questo, è una cosa che non esiste al mondo. In una telefonata, con toni concitati, mi ha pure detto: ‘Farai i conti con me’”.
Sono caduti tutti i tabu e le risposte non sono mancate da parte di uomini di primo piano all’interno del partito. Lo stesso Berlusconi avrebbe dato una versione diversa dell’accaduto durante la cena del mercoledì sera a Palazzo Grazioli, “ho chiamato Bocchino l’altra sera – avrebbe dichiarato il premier – quando doveva andare a Ballarò. Con me è stato anche un po’ insolente. Gli ho detto che non si può andare in tv a fare sceneggiate coinvolgendo il partito. Tutti nel Pdl devono capire che non si può sputtanare il partito”.
Dura anche la replica di uno degli uomini più vicini al presidente del Consiglio, ovvero Fabrizio Cicchitto, il quale prova a fare chiarezza sulla situazione ma non lesina una stoccata a Bocchino.
“Consideravo chiuse la vicenda e le polemiche con le dimissioni di Italo Bocchino – ha dichiarato Cicchitto – . Purtroppo, non mi sembrano affatto distensive le dichiarazioni di Bocchino su inesistenti tentativi di epurazione da parte del presidente Berlusconi”. La strategia degli uomini del Cavaliere si esplicita però nell’ultima parte delle sue dichiarazioni, “in effetti, l’onorevole Bocchino fra dimissioni, ritiro di dimissioni, riproposizione delle medesime – ha concluso Cicchitto – e, adesso, con queste nuove affermazioni, contribuisce a creare un clima di polemica permanente”.
La corrente finiana è ora attesa al varco non solo da Bossi ma anche dallo stesso Berlusconi che sempre durante la cena a Palazzo Grazioli si sarebbe lasciato sfuggire questo commento, “abbiamo constato che tra di noi non c’è più amicizia, ora vediamo se c’è lealtà da parte sua. Lealtà nei confronti del Pdl ma soprattutto degli elettori”.
La sensazione dei finiani però è diversa e le parole di Bocchino la esplicitano in maniera evidente, “sta diventando il partito della paura – ha concluso –, altro che partito dell’amore. Forse Berlusconi ha portato alle estreme conseguenze una famosa frase del Principe di Machiavelli: ‘Dal momento che l’amore e la paura possono difficilmente coesistere, se dobbiamo scegliere fra uno dei due, è molto più sicuro essere temuti che amati’ ”.
Ivan Soccio

Author: Redazione Magazine (625 Articles)