Crisi greca, un problema mondiale
Così come anticipato più di una settimana fa, alla fine la Grecia è sprofondata nella debacle finanziaria. Il titolo di Stato greco è stato declassato a “spazzatura”. E’ di oggi 3 maggio la conferma, da parte del governo tedesco, del piano di aiuti alla Grecia. Vi è stato un lungo dibattito in Germania tra chi, come la Merkel, sosteneva gli aiuti e chi, invece, li rifiutava. Tutte e due le parti avevano le loro buone ragioni.
Da una parte, la ragione è che le banche tedesche posseggono miliardi di titoli greci e non vogliono vederli trasformati in spazzatura; dall’altra, le ragioni sono due: la prima, è che i tedeschi non sanno se i loro soldi torneranno indietro, la seconda, che non capiscono perché devono sacrificarsi per i debiti altrui. Alla fine ha prevalso la prima tesi, anche in seguito alla telefonata di Obama. Infatti, c’è stato un inevitabile interessamento da parte dell’America, soprattutto alla luce della richiesta d’aiuto al Fondo Monetario Internazionale.
La telefonata del presidente degli Stati Uniti è servita da “fluidificante”, per accelerare l’azione europea. Alla fine sono stati stanziati 110 miliardi di euro, con un aiuto bilaterale, da parte della UE, di 80 mld di euro e, dal FMI, di 30 mld di euro. Tali aiuti saranno dati già nel 2010, con 15 dal FMI e 30 mld dalla zona Euro, con una quota proporzionale alle proprie quote di capitale nella Banca centrale europea che, ad esempio, per l’Italia sono tali da definire un contributo di 5,5 mld di euro.
Questo aiuto viene stanziato anche per scongiurare eventuali effetti domino su tutta l’Europa e in particolare per nazioni maggiormente a rischio, come il Portogallo, la Spagna e l’Italia. Comunque vada, però, sta di fatto che con la crisi greca la UE ha dimostrato dei forti limiti: si è resa incapace a fronteggiarla sia per la tempistica, oltre il tempo massimo per non generare il panico sui mercati, sia per l’autonomia di azione, essendosi ridotta ad andare a mendicare al Fondo Monetario un’integrazione dell’intervento a favore di uno stato membro.
Ma l’esperienza greca ha mostrato anche i limiti di un sistema che è europeo, quanto americano. Ed è il sistema fatto di politiche economiche scellerate (come l’aumento dei salari pubblici in piena crisi in Grecia, o la continua emanazione di prestiti sub-prime in America) e da comportamenti della classe politica oltre ogni ragionevole senso etico e rispetto della legge (come la falsificazione dei conti dello Stato in Grecia, o l’avallamento politico dei comportamenti economicamente rischiosi in America).
di Mariano Belmonte

Author: Redazione Magazine (625 Articles)