La Galleria Nazionale della Puglia “Girolamo e Rosaria Devanna” è una realtà


PalazzocalòFinalmente la Galleria Nazionale della Puglia non è più solo un progetto, un’idea che attende ancora di inverarsi. Grazie all’importante donazione fatta da Girolamo e Rosaria Devanna, due appassionati e puntuali collezionisti, il museo ha una collezione e un luogo che l’accolga, il cinquecentesco palazzo Sylos Calò a Bitonto.

I fratelli Devanna spinti dalla volontà di rendere pubblica la fruizione di un bene artistico salvaguardandone il legame con il territorio d’origine, nel 2004 hanno donato allo Stato, tramite il Ministero dei Beni e delle Attività  Culturali, un singolare e consistente nucleo della loro collezione, che negli anni si è andata ad incrementare di importanti opere: 229 dipinti e 108 disegni, databili dal XVI al XX secolo.GA

Il 18 aprile 2009 la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici e la Soprintendenza della Puglia, destinataria ultima della donazione, hanno inaugurato a Bitonto la nuova Galleria nazionale.

La nascita della Galleria Nazionale della Puglia è il risultato di un grande impegno profuso dal Mibac e dalle sue istituzioni periferiche, dalla Regione Puglia, dall’Amministrazione civica di Bitonto nonchè dalla Comunità europea per il reperimento dei fondi. Precatalogazione e documentazione fotografica dell’intero patrimonio, progetto di restauro della sede, conversione alla musealizzazione, preparazione degli apparati didattico-didascalici: queste solo alcune delle attività che hanno portato alla realizzazione del Museo dedicato all’arte moderna e contemporanea della Puglia. Una realtà museale che in virtù delle specifiche caratteristiche del suo patrimonio a forte componente di artisti stranieri, garantisce una interessante varietà dell’offerta culturale, specie se rapportata alla dimensione strettamente regionale o nazionale dei musei storici italiani.

Bozzetti e studi preparatori, disegni tra cui inchiostri, pastelli, carboncini, matite, sanguigne, acquerelli su carta o su pergamena, di artisti italiani ed europei, databili tra XVI e primi del XX secolo.

Cinque sezione cronologicamente organizzate scandiscono in modo lineare i secoli, dal Cinquecento al Novecento:170 dipinti secondo un criterio prevalentemente cronologico.

Per il ‘500, il Veronese, El Greco e Giovan Filippo Criscuolo.

La pittura barocca del Seicento e Settecento è efficacemente rappresentata, oltre che da Artemisia ed Orazio Gentileschi, Beinaschi, Lanfranco, anche da Bernardino Mei e il suo Cristo Deriso, dagli studi preparatori e i bozzetti, come il modello per la pala del Martirio di sant’Erasmo di Poussin, solo per citarne uno.

Ancora, i ritratti di Baglione, Miel, Voet e quello attribuito a Velasquez, le nature morte, le scene mitologiche.

Il Settecento è rappresentato, tra agli altri, da De Matteis, De Mura, Falciatore, Giaquinto, Giacinto Diano e Sebastiano Conca, della grande scuola napoletana, senza dimenticare D’Anna e Mariano Rossi, Narici con il bozzetto per la pala di Marcianise, Batoni, Milani con lo studio per La morte di Oza.

Di particolare interesse è l’overture alla grande cultura europea, con Melendez e Lorenzo Tiepolo, Fussli, Hamilton, Gros, Delacroix, von Lenbach, Winterhalter.

Per la produzione di pitture tra Otto e Novecento un consistente numero di opere italiane “meridionali”: da Gioacchino Toma a Giuseppe De Nittis, da Domenico Morelli a Giuseppe Casciaro a Francesco Netti, da Federico Rossano a Francesco Speranza, da Salvatore Fergola a Michele Cammarano, a Mancinelli; dipinti francesi, tedeschi, inglesi e danesi. Per l’arte contemporanea, accanto ad alcuni rappresentanti delle avanguardie storiche, Bernard, De Carolis, Sartorio, Marasco, di assoluto interesse le opere di Joseph Stella e Beatrice Wood.

Barbara Dicorato

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