Scajola si dimette, Verdini è indagato: che succede nella maggioranza?


denis_verdiniIl Pdl è ufficialmente nel caos, non bastavano Fini, Bocchino e gli altri dissidenti, adesso anche alcuni uomini di punta di Berlusconi mettono in imbarazzo il primo partito italiano.

Ieri è stata la volta di Claudio Scajola che ha rassegnato le dimissioni da ministro per lo sviluppo economico mentre oggi Denis Verdini ha scoperto di essere indagato dalla procura di Roma per corruzione su degli appalti per degli impianti eolici in Sardegna.

Scajola ha lasciato in seguito ad alcune rivelazioni circa il pagamento della sua casa romana con vista sul Colosseo. L’ex ministro ha sempre dichiarato di aver pagato la casa circa 600.000 euro, accendendo un mutuo; si è scoperto poi che questa somma sarebbe stata solo una minima parte del valore reale dell’immobile oltre che del compenso percepito dal venditore dell’appartamento in questione. La restante parte del pagamento pare sia stata fatta da Diego Anemone, uno della “cricca” finita agli onori della stampa per l’inchiesta sugli appalti al G8, poi spostato, della Maddalena.

Scajola aveva in un primo tempo negato la cosa dicendo di non essere sotto inchiesta e di aver pagato la casa regolarmente con un mutuo, senza tenere in considerazione che il prezzo che lui ha pagato è nettamente inferiore al valore di mercato. Quando gli oppositori, Di Pietro su tutti, hanno cominciato a chiedere le sue dimissioni o comunque delle spiegazioni serie, la strategia dell’ex ministro è cambiata. “Stavolta non mi dimetto” aveva tuonato con tono di sfida; ricordiamo infatti che Scajola dovette dimettersi da ministro degli Interni per aver liquidato Marco Biagi, da poco ucciso dalle Br, come un “rompicoglioni”.

Ieri invece la retromarcia ufficiale, in una conferenza stampa senza domande, Scajola recita un monologo in cui cerca di dare la sua interpretazione della vicenda.

“Una cosa l’ho capita – ha dichiarato –. Un ministro non può sospettare di abitare in una casa

pagata in parte da altri”. La strategia difensiva sembra debole, non sapeva che la casa era stata pagata molto di più e che quei soldi non li aveva sborsati lui. Certo Scajola non è indagato, però ha un profilo pubblico che va rispettato e essere messo in così stretta relazione con personaggi ambigui come Anemone, crea i suoi problemi e imbarazzi.

“Se dovessi acclarare – ha proseguito – di abitare in una casa che è stata in parte pagata da altri senza saperne io il motivo, il tornaconto e l’interesse, i miei legali eserciteranno le azioni necessarie per l’annullamento del contratto di compravendita. Non potrei come ministro della Repubblica accettare di abitare in un’abitazione pagata in parte da altri!”.

L’ex ministro ha poi lasciato la sala senza rispondere alle domande dei cronisti ma lasciando loro un’ultima battuta “Sto vivendo da dieci giorni una situazione di grande sofferenza. Sono al centro di una campagna mediatica senza precedenti e non sono indagato. Mi ritrovo la notte e la mattina ad inseguire rassegne stampa per capire di cosa si parla. Mi trovo esposto ogni giorno a ricostruzioni giornalistiche contraddittorie. In una situazione che non auguro a nessuno. Io mi devo difendere e per farlo non posso continuare a fare il ministro”.

Intanto oggi, come detto, una nuova tegola si abbatte sull’establishment berlusconiano, uno dei tre coordinatori nazionali del Pdl, Denis Verdini è indagato per corruzione. La storia riguarda alcuni appalti per l’eolico in Sardegna.

Ieri è stato perquisito il Credito Cooperativo Fiorentino alla ricerca del passaggio di un certo numero di assegni dei quali si intende accertare la provenienza e la destinazione. L’istituto perquisito è presieduto proprio da Verdini.

“Sono estraneo alle accuse – ha dichiarato Verdini –  e sono disponibile a contribuire all’accertamento della verità, facendo giustizia di una serie di illazioni, falsità e costruzioni giornalistiche. Mi batterò in tutte le sedi”.

Le dichiarazioni sul merito della vicenda finiscono qui, continua invece il fuoco sulla stampa e su chi divulga le notizie facendo sì che i cittadini possano essere informati delle vicende di chi li governa. Verdini si è scagliato contro, “l’abitudine, ormai invalsa, di sistematiche violazioni del segreto istruttorio per colpire determinati soggetti politici. Il tutto attraverso pirotecnici, fantasiosi e incontrollati, e per questo parziali e pilotati, processi mediatici che, prescindendo da ogni serio accertamento, cercano di emettere sentenze precostituite. Questo non è più sopportabile”.

La bufera all’interno del partito del Presidente del consiglio non accenna a placarsi, nei prossimi giorni avremo sicuramente degli sviluppi che renderanno il quadro più chiaro.

di Ivan Soccio

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