Caso Gugliotta : rimane in cella il giovane pestato dalla Polizia

Succede ancora per le strade di Roma, un altro pestaggio inspiegabile, un’ altra brutalità commessa dalle forze dell’ordine nei confronti di un cittadino. La sera del 5 Maggio scorso durante la finale di Coppa Italia, Stefano Gugliotta è stato avvicinato da alcuni agenti della Polizia di Stato mentre si trovava sotto casa, nei pressi dello stadio Olimpico. Scambiato per un ultras della Roma il giovane è stato schiaffeggiato e pestato a sangue dai poliziotti, senza avere la possibilità di identificarsi e capire cosa stesse succedendo. Dopo essere stato picchiato, Stefano è stato condotto nel carcere di Regina Coeli dove si trova ancora oggi, dopo 6 giorni interminabili.
A differenza di Stefano Cucchi, morto in ospedale senza ricevere cure mediche, questa volta i colpevoli sono ben identificabili grazie ad uno dei numerosi video girati da telefonini e videocamere degli abitanti del luogo. I filmati mostrano infatti la dinamica dei fatti lasciando ben pochi dubbi sulla legittimità della violenza e sui metodi antidemocratici messi in atto dalle forze di polizia; il ragazzo, col giubbino rosso e senza casco, viene fermato da un agente in assetto antisommossa che improvvisamente lo colpisce al volto. Dopo qualche secondo di panico, il motorino di Stefano viene circondato dagli altri poliziotti che buttano il ragazzo per terra e cominciano a picchiarlo tra le urla dei vicini.
Sono 15 le persone pronte a confermare la versione fornita da Gugliotta che, nel lettino della sua cella romana, continua a ribadire la propria innocenza : “ Con i tifosi della Roma non c’entro niente. Sono uscito di casa quindici minuti dopo l´inizio del secondo tempo della partita. Col motorino, insieme a un mio amico che ha il tutore alla gamba, sono andato a vedere in viale del Pinturicchio se era aperto un pub per festeggiare il quindicesimo compleanno di mio cugino. Quando ho girato lo scooter per tornare indietro sono stato avvicinato dalla polizia “.
La gravità degli avvenimenti – sicuramente amplificata dal realismo delle immagini filmate – ha provocato dure reazioni bipartisan nel mondo della politica e delle istituzioni, mostrando il caso di Stefano per quello che è : un problema istituzionale. Dopo le dichiarazioni del capo della Polizia, Antonio Manganelli, che ha annunciato “ rigorose attività ispettive”, richieste di giustizia sono partite dal ministro degli Interni Maroni, dal neo governatore del Lazio Renata Polverini, dal presidente della provincia di Roma Zingaretti, da molti rappresentanti del Pd, dei Radicali e dell’Idv.
Alcuni hanno anche fatto visita a Stefano in carcere; tra questi si è distinto il senatore Idv Stefano Pedica, il quale dopo aver interrogato Gugliotta sulla vicenda avrebbe scoperto altri inquietanti particolari : “ Al ragazzo i poliziotti avrebbero chiesto di firmare un foglio con una “x” già sbarrata, dove si leggeva che avrebbe rifiutato visite mediche supplementari, ma lui si è opposto. Solo dopo ha potuto firmare un foglio con le caselle ancora vuote ”.
Oltre ai Radicali e al Pd, che con due interrogazioni hanno chiamato in causa il governo, interviene Paola Frassineti (Pdl), vicepresidente della commissione Cultura e Sport della Camera: “ Si è trattato di un brutale pestaggio .
Lungi dall’essere un semplice caso di violenza cittadina, l’aggressione a Stefano Gugliotta rappresenta infatti l’ennesimo capitolo di una brutta storia tutta italiana che vede da una parte lo Stato e dall’altra cittadini disarmati trattati come criminali senza dignità. Un racconto noir scritto nel sangue di Federico Aldrovandi, Gabriele Sandri, Stefano Cucchi e tanti altri che purtroppo da anni rimangono vittime di una Giustizia che fatica a processare la divisa.
di Mattia S. Gangi

Author: Mattia (67 Articles)