“L’uomo fiammifero”, un miracolo tutto italiano.
È in uscita in questi mesi in Italia la straordinaria fiaba autoprodotta “L’uomofiammifero”, opera prima del regista Marco Chiarini con Francesco Pannofino che ha entusiasmato pubblico e critica, tanto da ricevere due nomination ai David di Donatello. Ecco a voi la recensione.
A volte, anche nel cinema italiano non sempre avvezzo a rivoluzioni, succedono cose inaspettate. Già perché il bello e la magia del grande schermo è quello d’incantare e far sognare. Proprio in questi mesi sta uscendo nelle sale italiane una pellicola da non perdere: “L’uomo fiammifero”. Opera prima del giovane e talentuoso Marco chiarini, racconta la storia di Simone (Marco Leonzi) bambino undicenne costretto a vivere dentro casa nelle campagne di Teramo, a causa di un padre (Francesco Pannofino) poco permissivo e rude. Al di là della finestra di camera sua c’è l’avventura e un mondo che lo aspetta, dentro le mura come in una prigione la desolazione assoluta. Tutto cambia quando arriva una ragazza di città, Lorenza (Greta Castagna), per Simone è l’occasione della vita per evadere e scappare con lei nel suo regno fantastico. Come luogo d’evasione il ragazzino si è creato un mondo e amici immaginari formati da giganti, nani, figure eccentriche che parlano al contrario, e dove abita L’uomo Fiammifero, figura misteriosa che compare di notte per mostrare la luce e la retta via per conoscere la felicità. Riusciranno Simone e Lorenza a incontrare la fantomatica figura?
“L’uomo fiammifero” di Marco chiarini è un autentico colpo di fulmine che abbaglia e affascina. Autoprodotto e distribuito da una piccola casa cinematografica, la Social Distribution, con un budget ridotto all’osso, non a discapito della qualità certamente sopra la media, il film riesce nel miracolo: raccontare una storia tutta italiana che sfocia con eleganza nel genere fantastico. Commedia e Dramma sono da sempre, ancora più oggi, la delizia ma soprattutto la croce del cinema nostrano, vedere invece un coraggioso regista esordiente che si cimenta in altri generi e registi narrativi è confortante per il futuro del cinema stesso. Sequenze in stop-motion, unito a inquadrature visionarie, un’ottima fotografia e una sceneggiatura solida trasformano il film in qualcosa di speciale, difficile collocarlo nella cinematografia italiana soprattutto di recente memoria perché non vi è altro esempio. La presenza del doppiatore e attore Francesco Pannofino (la voce di Clooney, Denzel Washington e autentico mattatore nella dissacrante serie tv “Boris”) è la riprova di un progetto e di una riuscita degna di nota, la cui interpretazione è particolarmente convincente, insieme al resto del giovane cast.
Grazie ad una distribuzione a singhiozzo, per ovvi motivi, la pellicola sta facendo il giro di tutta l’Italia raccogliendo il consenso del pubblico e potrebbe arrivare un giorno anche nella vostra città. Non è casuale se un film di questo tipo ha ricevuto due nomination ai David di Donatello per la miglior regia come esordiente e gli effetti speciali. Un’altra via è possibile? Speriamo che “L’uomo fiammifero” non sia una bella e isolata eccezione nel cinema italiano perché l’immaginazione è linfa vitale per realizzare un film, è la storia a dimostrarlo. Una fiaba per tutte le età.
Giulio Cicala
Sito ufficiale:
Trailer e clip:

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