Scajola fa retromarcia, non parlerà coi giudici di Perugia
L’ex ministro Claudio Scajola avrebbe dovuto deporre davanti ai giudici di Perugia, che stanno indagando su Anemone e soci, come persona informata sui fatti ma all’ultimo momento ci ha ripensato.
Non ci sarebbero le garanzie difensive, questa è la motivazione ufficiale con cui il ministro ha detto il suo “no, grazie” ai giudici umbri.
Sembrerebbe una retromarcia in piena regola, in verità potrebbe essere benissimo una strategia difensiva studiata a tavolino con i suoi legali. Se Scajola fosse andato a deporre dai giudici, non si sarebbe potuto avvalere della facoltà di non rispondere e avrebbe dovuto dichiarare la più totale verità. Il rischio sarebbe stato di incappare in una falsa testimonianza, perlomeno se si resta alla versione fornita durante la conferenza stampa in cui si è dimesso da ministro.
Le dichiarazioni dell’ex ministro sono in contrasto con le deposizioni di alcuni testimoni che smentirebbero Scajola e la sua flebile difesa basata sul non sapevo che mi avessero pagato casa.
La vicenda è piena di dichiarazioni che sono partite da un parte e sono arrivate da un’altra. “Non farò come nel caso Biagi, non me ne vado – commentava Scajola – altrimenti sembra che mi hanno beccato col sorcio in bocca”. Nei giorni precedenti, si era addirittura mostrato “amareggiato e disgustato che il segreto istruttorio finisca sui giornali”, ma anche “addolorato perché si sta cercando di mettere in mezzo mia figlia”.
La decisione delle dimissioni arriva dopo la pubblicazione di ulteriori particolari circa la vicenda della casa con vista Colosseo e dopo che anche gli house organ del Cavaliere, Il Giornale e Libero, l’avevano scaricato.
Che la nuova linea difensiva sia studiata a tavolino lo si evince dalle parole dell’avvocato di Scajola, Giorgio Perroni, “non riesco obiettivamente a comprendere – ha dichiarato – come la procura possa valutare di sentire l’onorevole Scajola in una veste che parrebbe oramai solo
formalmente, ma già sostanzialmente, quella di persona informata sui fatti”.
Un’altra obiezione riguarda la competenza, l’ex ministro non è indagato ma potrebbe diventarlo nei prossimi giorni, “è inoltre mia convinzione – ha continuato Perroni – che la Procura di Perugia non sia competente a conoscere di questa vicenda, essendo competente il Tribunale dei ministri”.
Scajola, dunque, non è indagato ma forse preferirebbe esserlo per potersi difendere meglio e perché quasi sicuro che i reati di cui potrebbe essere accusato, andrebbero in prescrizione grazie alle varie leggi sulla giustizia emanate dai governi Berlusconi.
Un’altra via d’uscita è il Tribunale dei ministri che potrebbe rivelarsi indispensabile visto che la conclusione della compravendita dell’appartamento è stata raggiunta quando Scajola era ministro.
Una vicenda che è ancora lontana dalla conclusione e che continua ad addensare nubi nere sui protagonisti e di riflesso sul governo in carica.
Uno dei giudizi più duri sulla vicenda arriva dalla senatrice finiana Angela Napoli, “il comportamento di Scajola si commenta da solo – ha dichiarato – . Ognuno è responsabile
delle proprie azioni”. L’elemento che più fa infuriare la senatrice è però quel termine usato dall’ex ministro per sottrarsi alle domande dei giudici, “sufficientemente tutelato”. “Spero – ha concluso Napoli – che questo tipo di azioni vengano sottoposte all’attenzione dell’opinione pubblica così come lo si è fatto per la conferenza stampa, dove aveva annunciato di dimettersi per difendersi;
allora perché non comincia?”
La difesa invece arriva da chi non ti aspetti, ovvero i leghisti, “non facciamogli subito un processo – dichiara Matteo Brigandì – avrà senz’altro pensato che il deporre davanti alla magistratura perugina ora non fosse conveniente alla sua linea di difesa; d’altra parte, si è già dimesso pur non essendo indagato, si è comportato onorevolmente, cosa vogliamo di più?”.
Già cosa vogliamo di più? Questo lo si capirà nei prossimi giorni anche vedendo le reazioni della magistratura e capendo se la competenza verrà spostata al Tribunale dei ministri e/o se Scajola verrà indagato.
Ivan Soccio

Author: Redazione Magazine (625 Articles)