Ddl intercettazioni, approvate in commissione le norme bavaglio
Berlusconi l’aveva detto in tempi non sospetti che la legge sulle intercettazioni doveva essere pronta il prima possibile e i suoi uomini stanno facendo di tutto affinché questo accada. L’opposizione fa ostruzionismo in commissione giustizia e tenta di rallentare il percorso della legge ma, in casi come questo, i parlamentari lavorano anche di notte.
Così ieri notte la commissione giustizia, presieduta dall’on. Berselli, ha introdotto nel ddl intercettazioni le norme che puniscono severamente giornalisti ed editori che pubblicheranno eventuali stralci di discorsi telefonici. Non basta, dentro il calderone anche la cosiddetta norma “D’Addario”, non si potranno più registrare conversazioni senza che ci sia il consenso di tutte le parti interessate. Saranno altresì vietate anche le registrazioni visive, chi viola questa norma rischia fino a 4 anni di carcere.
Il governo dunque si muove a tappe forzate verso l’approdo del ddl in Senato, nessuno spazio per modifiche o accorgimenti magari voluti dall’opposizione, nessun ripensamento nonostante le proteste di giornalisti, magistrati e gente comune. Meglio far finta che i problemi non esistono piuttosto che informare la gente e punire i colpevoli, questo è il motto imposto dal Cavaliere ai suoi.
Berlusconi vuole l’approvazione della legge prima di luglio, quando Tremonti dovrà fare cassa con una manovrina per scongiurare il rischio “Grecia”; per allora meglio essere al sicuro da nuove possibili indagini, come quella su Scajola e Verdini, onde evitare pericolosi cali di consenso verso l’esecutivo.
La foglia di fico del governo riguarda i “gravi indizi di reato” con cui si è cercato di mascherare le difficoltà che avranno i magistrati nel disporre le intercettazioni e quindi nel portare a termine tante indagini delicate soprattutto contro la corruzione dei colletti bianchi. I pm potranno intercettare un indagato solo dopo aver raccolto a suo carico indizi come se fosse già a processo; e solo sulle sue utenze. Vietate inoltre le intercettazioni “a strascico”. Ovvero quelle che partono per un particolare tipo di reato e poi portano alla luce anche altre condotte irregolari. Un esempio lampante, l’indagine di Trani sulla truffa con le carte di credito che ha portato alla scoperta delle pressioni di Berlusconi su Innocenzi per sanzionare Annozero.
Le intercettazioni potranno essere disposte solo nei posti in cui vi è fondato motivo che si stia commettendo un crimine.
Gli uomini più vicini al Cavaliere come Gasparri premono ancor di più sull’acceleratore e vogliono quanto prima che il ddl approdi in aula. “È un buon testo – ha commentato il presidente dei senatori Pdl –. Spesso succede che vengano pubblicate parti irrilevanti delle intercettazioni che non hanno alcun rilievo penale né attinenza con le indagini in corso che rischiano anzi di essere compromesse“.
I maligni ripetevano, negli ultimi giorni, che per superare i vari scogli che si trovano sulla rotta del ddl, era pronta la fiducia sia al Senato che alla Camera; a smentire questa posizione è proprio il presidente della commissione giustizia, Filippo Berselli secondo cui il provvedimento “uscirà dal Senato entro i primi di giugno e senza ricorrere alla fiducia; quella, forse, la metteranno alla Camera”.
La strada potrebbe essere dunque questa anche perché il ddl dovrebbe essere votato anche dalla corrente finiana che, inizialmente, sembrava contraria. Fini aveva posto l’accento sul tema giustizia già nei primi dissidi col Cavaliere eppure su questa legge sembra essere dalla parte della maggioranza del partito. A dare la valutazione è proprio uno dei più discussi uomini del presidente della Camera, Italo Bocchino “È una riforma necessaria, in un contesto in cui ogni giorno assistiamo a processi pubblici a mezzo stampa, senza contraddittorio, senza diritto di replica e con la sentenza già scritta”.
Questa volta per Berlusconi la meta sembra davvero vicina, intercettazioni sempre più difficili e stampa definitivamente messa a tacere. Nei prossimi giorni sapremo se l’impresa sarà davvero riuscita.
di Ivan Soccio

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