Caos Pdl, per Verdini c’è anche l’accusa di riciclaggio


verdini_2Un altro polverone si abbatte sul Pdl e va ad aggravare una situazione già aperta. La vicenda dell’eolico in Sardegna si arricchisce di nuovi particolari e mette ancor più nei guai Denis Verdini.

La procura della repubblica di Roma contesta al coordinatore nazionale Pdl anche il reato di riciclaggio oltre a quello iniziale di corruzione.

Secondo le ipotesi del procuratore aggiunto Capaldo e dei sostituti Sabelli e Calò, Verdini avrebbe compiuto un atto di riciclaggio con il faccendiere Flavio Carboni, anch’esso indagato nella stessa inchiesta.  L’inchiesta vede tra gli indagati, oltre Verdini e Carboni, anche altri nomi illustri come il governatore sardo Cappellacci, o il tributarista Pasquale Lombardi, il costruttore Martino, il consigliere provinciale di Iglesias Cossu e il direttore generale dell’Arpa Sardegna (l’agenzia deputata ai controlli ed al rilascio delle concessioni per gli impianti eolici in Sardegna), Farris.

Tutti gli indagati devono rispondere del reato di corruzione mentre per Verdini e Carboni la situazione, come detto, è peggiorata. A quest’ultimo addirittura è stato contestato anche il reato di associazione per delinquere.

La situazione di Verdini si è complicata dopo i rilievi bancari fatti sia dagli inquirenti che dalla Banca d’Italia sul Credito Cooperativo Fiorentino, la banca del coordinatore Pdl.

Dalla documentazione sequestrata presso la banca toscana, si evince una trama ancora poco chiara su alcuni giri sospetti di denaro. Ci sono, ad esempio, 800 mila euro che Carboni avrebbe fatto transitare presso il Credito Fiorentino e che, secondo l’accusa, sarebbero il frutto di tangenti versate da alcuni imprenditori per avere una mano nella realizzazione di impianti eolici in Sardegna.

Verdini, da par suo, respinge le accuse affermando che si tratta di un aumento di capitale del “Giornale della Toscana” fatto da alcuni nuovi soci. La versione è al vaglio del procuratore Capaldo che sembra scettico su questa motivazione difensiva e convocherà Verdini nei prossimi giorni proprio per chiedergli conto di quel giro di soldi. Inoltre al coordinatore Pdl verrà chiesto di spiegare i suoi rapporti con Cappellacci e Dell’Utri, quest’ultimo non indagato, che premevano per la nomina di Farris all’Arpa Sardegna.

Grazie a pedinamenti e intercettazioni, gli inquirenti sono riusciti a ricostruire la trama che ha portato alla nomina di Farris che sarebbe servita per agevolare gli interessi di imprenditori “segnalati” da Dell’Utri e Carboni.

Questa inchiesta fa dunque il paio con quella della procura di Firenze sugli appalti del G8 e dei grandi eventi. Anche in quell’inchiesta infatti ci sono affari e giri di denaro sospetti che stanno mettendo in allarme la Banca d’Italia.

Il sospetto delle procure interessate è che gli indagati siano riusciti ad occultare un tesoretto in banche offshore fuori dai confini nazionali, nel qual caso si prefigurerebbe una truffa sia all’erario italiano che all’Unione Europea.

di Ivan Soccio

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