“Sex and the city 2”. Le fantastiche quattro sono tornate
Dopo due anni d’attesa le fan sfegatate di “Sex and the city” possono esultare perché l’attesa è finita. Esce, infatti, oggi in tutta Italia e nel resto del mondo l’atteso secondo capitolo cinematografico per la gioia del pubblico femminile.
Dopo il successo ottenuto con il primo capitolo con ben 415 milioni di dollari incassati a fronte di circa 65 spesi (fonte boxofficemojo.com) era inevitabile un sequel e così è stato, soprattutto per un prodotto televisivo prima e cinematografico poi che ha portato tanti soldi e successo alla HBO. E poi si sa che la vanità femminile non ha mai fine. Dove avevamo lasciato il fantastico quartetto tutto sale e glamour formato da Carrie, Samantha, Miranda e Charlotte? Anche il serial di questo calibro, tutto paiet e lustrini in salsa ironica e ammiccante si fa condizionare dai tempi e dai nuovi miliardari.
Già perché da New York si passa alla scintillante ed esotica Abu Dhabi, dove tutto è possibile e comprabile, basta avere diversi zeri sul proprio conto bancario. Fino a qua un cambiamento del genere ci può stare ma a deludere, anche per chi non è partecipe al mondo di “Sex and the city”, è tutto il resto: a mancare sono proprio gli elementi fondanti della serie, la malizia e la spensieratezza delle quattro ragazze cedono il passo a una vita più normale e abitudinaria e dove al posto della city c’è sempre di più la vita di casa e famiglia.
Carrie si è finalmente sposata con Big, ha lasciato il mondo della moda e ha preferito seguire quello degli arredamenti, ma non trova la “ricetta” per la felicità. Charlotte ha ben due figli curati e viziati come non mai. Miranda è diventata un avvocato di grido, costretta però a sopportare il suo dispotico e arrogante capo che in più di un occasione la zittisce. E infine c’è Samantha, ormai in menopausa è costretta a vivere di creme e ormoni in pillole per sembrare sempre giovane. Secondo i canoni di “Sex and the city” si può parlare di questo secondo capitolo come una fucina di problemi per il quartetto e non di quello spirito festoso e vanitoso che aveva contraddistinto le non più giovani quattro ragazze. L’emancipazione femminile è presente in maniera più superficiale, abbozzata è forse il caso di dire, e sembrano aver accettato con rassegnazione la vita quotidiana nonostante lustrini e vestiti sgargianti come mostrato nell’armadio di Carrie.
“Sex and the city 2” fa un altro passo indietro rispetto al primo film e nonostante gli abiti costosi mostrati, per recuperare il vero fascino della serie il quartetto avrebbe bisogno di più scintillio e un nuovo trucco perché quello attuale sembra fin troppo appassito.
di Giulio Cicala

Author: Redazione Magazine (625 Articles)