Bandiere blu 2010. Liguria regina (discussa) delle spiagge.
Liguria, Toscana e Marche. Sono le regioni italiane che nel 2010 hanno ottenuto il maggior numero di bandiere blu. Un premio ormai noto ai più, assegnato ogni anno dalla FEE (Foundation for Environmental Education), una Ong internazionale che si batte per la sostenibilità ambientale.
Da non confondere con l’altrettanto prestigiosa “Guida Blu” di Legambiente (la cui versione 2010 è in preparazione), la bandiera blu della FEE è alla portata dei comuni che si sono particolarmente distinti per: qualità delle acque di balneazione, depurazione delle acque reflue, certificazione ambientale, gestione dei rifiuti, servizi turistici, sicurezza, servizi ed accessibilità nelle spiagge, educazione e comunicazione ambientali, iniziative di sostenibilità ambientale.
Ogni comune può accedere al concorso gratuitamente. Basta compilare un questionario inviato dalla FEE e allegare la relativa documentazione. Successivamente, una apposita commissione di giuria (formata da membri di importanti enti pubblici e privati) provvederà a valutare le varie candidature. La bandiera blu si assegna alle migliori spiagge e ai migliori approdi turistici. Qui ci occuperemo soltanto del primo caso.
Il questionario per la bandiera blu alle spiagge (scaricabile anche dal sito feeitalia.org) si compone di 12 punti, tra cui quello forse più interessante è certamente il numero 3: qualità delle acque di balneazione. Per questo fondamentale criterio, la FEE si avvale dei risultati dei prelievi effettuati dalle singole ARPA regionali. Solo i comuni le cui acque siano risultate eccellenti nei precedenti quattro anni possono candidarsi alla bandiera blu. Se una località ottiene una bandiera blu, durante l’estate verrà sottoposta a visite di controllo per verificarne l’effettiva conformità ai criteri del premio.
Quest’anno, in Italia, sono state assegnate 117 bandiere blu. La Liguria ha visto premiate 17 delle sue spiagge, la Toscana e le Marche 16. Molise (con Termoli) e Basilicata (con Maratea) chiudono con un solo riconoscimento a testa. Meglio di loro persino il Piemonte, con due località che si affacciano sul lago Maggiore. Tra le province, la regina è Salerno (con 11 spiagge al top), superiore anche alla ligure Savona (10). D’altra parte, anche nel 2009 le cose erano andate più o meno così. Infatti, Liguria e Toscana vinsero 16 bandiere blu, seguite dalle Marche a quota 14. Buon per loro, perché queste zone sicuramente beneficeranno di un incremento dei turisti.
Ma saranno tutti d’accordo sulle bandiere blu? Ovviamente, no. Legambiente, ad esempio, contesta alla FEE soprattutto due cose: il metodo dell’auto-candidatura e i due prelievi obbligatori. Sul primo punto, c’è da dire che se un comune non risponde al questionario è effettivamente fuori da ogni considerazione. In pratica, diversamente da quanto accade per la Guida Blu, non tutto il territorio italiano viene monitorato. Capita così che nella splendida Sardegna abbiano risposto solo 5 località.
Altra nota dolente sono le analisi delle acque. Il perché ce lo spiega Sebastiano Venneri, vicepresidente nazionale di Legambiente: “Per entrare nel novero delle località candidate bisogna effettuare almeno due prelievi al mese sulle acque di balneazione; c’è però una legge italiana che permette alle località più pulite di effettuare un solo prelievo al mese. E sono tante località, per un totale di circa 2000 chilometri di costa italiana. E’ un paradosso: le migliori località dal punto di vista della qualità delle acque poi non possono ottenere la bandiera blu perché effettuano un solo prelievo, come prevede la legge, e non due, come vorrebbe la FEE”. Metà dei prelievi sono finanziati dalle regioni, l’altra metà spetta ai comuni, che spesso non hanno i fondi necessari.
Per fortuna, dall’anno prossimo cambierà il regolamento internazionale: sarà obbligatorio un solo campionamento al mese, come afferma la microbiologa Carla Creo, una delle responsabili del programma “Bandiera Blu”. Noi, intanto, aspettiamo anche la Guida Blu. A proposito, davvero singolare il caso di Anzio: bandiera blu per la FEE, bandiera nera per Legambiente.
E’ bene ricordare che la FEE, agendo in 41 diverse nazioni, si basa su criteri internazionali. Inoltre, per l’assegnazione delle bandiere blu, essa si avvale della collaborazione di due agenzie dell’ONU: UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) e UNWTO (Organizzazione Mondiale del Turismo).
Dettagli che non bastano a frenare l’ultima polemica, quella lanciata dall’ADUC (Associazione per i Diritti degli Utenti e dei Consumatori), che si chiede come mai la FEE abbia assegnato una bandiera blu a Finale Ligure quando quest’ultima risulta inadempiente (insieme ad altre località) alla direttiva 91/271/CEE sul trattamento delle acque reflue. Per la violazione di tale direttiva, a inizio maggio, la Commissione europea aveva deferito l’Italia alla Corte di Giustizia dell’UE.
Paolo Ceraldi

Author: Redazione Magazine (625 Articles)