Stop della Rai alla trasmissione di Saviano: “Lo Stato abdica alle sue funzioni per accontentarsi di zerbini e veline”


savianoLe parole “tagli” e “razionalizzazione” ultimamente sembrano essere il vero tormento degli italiani alle prese con le decisioni di un governo messo alle strette economiche, e non solo. Questa volta però non si discute di manovra finanziaria ma di televisione.

Al settimo piano di Viale Mazzini le indiscrezioni sugli argomenti della nuova (e molto pubblicizzata) trasmissione “Vieni via con me” condotta da Roberto Saviano e Fabio Fazio, portano il cda della Rai all’ipotesi di un suo ridimensionamento. Due puntate, anziché quattro a partire da novembre su Raitre.

Le preoccupazioni della direzione montano soprattutto intorno alle due serate che si vorrebbero dedicare al terremoto in Abruzzo e la sua ricostruzione e a quella sui rifiuti in Campania, che dopo le ultime negative sulla “cricca” e su Bertolaso rischierebbero di rendere ancora più duro il colpo da incassare per il governo.

A insorgere per primi sono proprio Saviano e Fazio “se ci tagliano due puntate neanche le altre andranno in onda. Il programma non si farà”. Ma sono molte anche le critiche bipartisan , come quella del segretario del Pd Pier Luigi Bersani per il quale Saviano “è una personalità rappresentativa di una battaglia e deve avere un posto da protagonista” e quelle del portavoce dell’Idv, Leoluca Orlando, che ammette come “i palinsesti della televisione sono da revisionare: vogliamo vedere Saviano, la Dandini e Santoro. Non Marcello Dell’Utri”.

I finiani si esprimono sulla vicenda dalle pagine web di Fare Futuro e il direttore Filippo Rossi replica duramente “meglio puntare su nani e ballerine? Significa che lo stato abdica alle sue funzioni per accontentarsi di zerbini e veline”.

“Quelli che contano – dice nel suo editoriale Filippo Rossi – non hanno più a cuore la crescita culturale di una società che invece si vuole allineata alle ragioni di un potere sempre più vuoto e sempre più vecchio” e così la Rai con questa decisione sembra voler prevenire, e quindi dar ragione, alla “cattiva pubblicità” di Saviano all’Italia come ha sostenuto qualche giorno fa il premier.

Intanto, sempre dal web, partono numerose iniziative e vengono lanciati appelli alla comunità virtuale per un intervento reale. Come la petizione dell’Associazione 21 per chiedere che la tv pubblica confermi la trasmissione di Roberto Saviano e che “le trasmissioni sgradite restino al loro posto perché nessuno può decidere la linea editoriale fuorché i direttori”.

Cautela e pazienza vengono però suggerite da Paolo Galimberti che replica come lo scrittore di Gomorra “dia corpo all’idea di qualità che deve incarnare la Rai” e aggiunge “è solo un’ipotesi: aspettiamo martedì”.

La settimana prossima, in consiglio di amministrazione, si deciderà sul futuro della trasmissione prevista per novembre ma si discuterà anche dell’ipotesi di stop al programma “Parla con me” di Serena Dandini e al “Fatto del giorno” di Monica Sette. Inoltre, sullo sfondo della revisione del bilancio della Rete, si affronterà anche lo spinoso caso di Michele Santoro.

Il palinsesto 2010-2012 di cui si discuterà al prossimo cda certamente non potrà ignorare questa valanga di proteste e quello che sembra essere il desiderio comune che le infiamma: “vedere trasparire l’obbligo civile e lo spirito critico su cui ogni democrazia dovrebbe basarsi”.

di Chiara Privitera

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